Il mondo nel 2017 visto con gli occhi di Google

Dall'uragano Irma a Italia-Svezia. Cosa ci dicono le parole che nell'anno che sta per chiudersi hanno registrato i maggiori balzi di traffico

30 Dicembre 2017 alle 06:00

Il mondo nel 2017 visto con gli occhi di Google

Foto LaPresse

Non sono le parole più digitate in assoluto su Google, ma quelle che nell'anno che sta per chiudersi hanno registrato i maggiori balzi di traffico rispetto al 2016. Cercare online oggi equivale a cercare sulla barra del colosso di Mountain View (chi ancora usa Yahoo! o Bing?) perciò, piaccia o meno, i dati raccolti in Year in Search raccontano bene lo zeitgeist di questo 2017 e tracciano un quadro di quello che ha occupato conversazioni e scatenato la nostra curiosità. Con ovvie differenze tra gli internauti di Paesi, o di continenti, diversi.

 

In realtà la classifica, a livello globale, si discosta poco da quella degli Stati Uniti da dove - lo rilevava il portale Statista a settembre - proviene circa un terzo degli utenti complessivi del motore di ricerca. Le 5 parole che hanno avuto il picco mondiale quest'anno sono uragano Irma, iPhone 8, iPhone X, Matt Lauer – conduttore del Today Show su Nbc, silurato dopo le accuse di molestie sessuali - e Meghan Markle, attrice e modella americana fidanzata del principe Harry (foto sotto).

 

 

L'uragano più violento dai tempi di Katrina nel 2005 - tra i primi banchi di prova della presidenza di Donald Trump - e Lauer compaiono anche nella top 5 delle ricerche Usa. I cittadini americani, però, più che alla tecnologia dei melafonini hanno dato importanza a eventi che definiscono la loro “appartenenza territoriale”: Tom Petty, carismatico leader degli Heartbreakers morto a inizio ottobre, il Super Bowl e la sparatoria dal Mandalay Bay Casino di Las Vegas – 59 morti - sono le altre voci più cercate.

 

 

A sud del Golfo del Messico il mondo visto attraverso Google cambia. In Brasile e Colombia, i due Stati più popolosi del Sudamerica, i picchi di ricerca hanno riguardato programmi e personaggi tv o lo sport, dal campionato di calcio a Tour de France e Giro d'Italia; le uniche domande all'“oracolo digitale” su argomenti non legati allo svago riguardano le modalità di accesso a sussidi e forme di salario minimo. Gli argentini, al contrario, complici le elezioni di mid-term dello scorso ottobre, con la riconferma (e un'avanzata nel consenso) di Mauricio Macri, hanno cercato informazioni sui seggi elettorali. Ma non solo: tra le prime cinque voci ce ne sono diverse di attualità, dall'Ara San Juan - il sottomarino sparito nel nulla a metà novembre - al nome di Santiago Maldonado, attivista per le popolazioni indigene del sud del paese trovato morto in circostanze poco chiare.

 

Al di qua dell'Atlantico, anche su Google, gli Stati d'Europa appaiono poco uniti. In Francia, che la scorsa primavera ha eletto Emmanuel Macron all'Eliseo, la voce elezioni presidenziali compare al terzo posto, preceduta da Johnny Hallyday, forse il più famoso rocker d'Oltralpe, mancato lo scorso 5 dicembre, e Maëlys, la bimba di 9 anni scomparsa nell'agosto scorso. In Germania al primo posto ci sono i mondiali di calcio, al secondo le elezioni al Bundestag e al terzo Wahl-O-Mat, app di voting advice tedesca che vanta 13,3 milioni di utenti e raccoglie le posizioni dei candidati su temi chiave come debito pubblico, gestione dei migranti, sanità, droghe leggere, fake news. Se si guarda alla classifica della sezione news, emerge che i tedeschi oltre alle elezioni si sono interessati più di prima a bitcoin, G20, Catalogna e Corea del nord. In Italia, invece, le notizie che dominano sono, nell'ordine: Italia-Svezia - la partita che ci ha escluso dai Mondiali di calcio dopo 60 anni (foto sotto) - il festival di Sanremo, il terremoto nel centro Italia, Giro d'Italia e Tour. Più o meno le stesse voci che troviamo anche nelle ricerche generali, dove il primo posto è occupato da Nadia Toffa, inviata delle Iene fino a pochi mesi fa nota soprattutto agli affezionati del programma e il cui nome ha fatto il giro del mondo dopo il malore che l'ha colpita a inizio dicembre (lo ha raccontato lei stessa qui).

 

   

Forse l'anno che verrà vedrà un risveglio dell'interesse politico degli italiani, com'è successo in Spagna dove, è ovvio, il primo posto è occupato dalla Catalogna. El Pais ha calcolato che di tutti i news alert inviati nel corso dell'anno attraverso la app del quotidiano, quelli relativi alla crisi istituzionale catalana, hanno superato Trump e l'attentato di agosto sulla Rambla. Quest'ultima voce è al secondo posto nelle ricerche di Google, seguita da Bimba Bosé, la modella (nipote del cantante Miguel) morta di cancro a gennaio 2017, dal presidente catalano Puigdemont e dal motociclista Àngel Nieto, vittima ad agosto di un incidente mortale.

 

La sorpresa, però, arriva dal Regno Unito. Sarà che Oltremanica sono stanchi di parlare di Brexit, ma di questa parola non c'è traccia. La new entry a Buckingham Palace, Meghan Markle, la fidanzata del principe Harry che proprio a Natale ha fatto il suo debutto ufficiale a corte aggiudicandosi pure un benvenuto nel tradizionale messaggio della regina Elisabetta da Sandringham, conquista il podio. Seguita da iPhone 8, uragano Irma, fidget spinner e attentato di Manchester (22 maggio, 23 morti). Goodbye Brexit, anche nella sezione notizie, la cui top 5 vede, oltre a Irma e Manchester, l'incendio della Grenfell Tower (14 giugno, 71 morti), la Corea del nord e l'attacco al London Bridge (3 giugno, 8 morti).

 

Più a Est si usa Google più che altro per “evadere dalla realtà”. Gli Emirati Arabi Uniti sono forse l'unico paese mediorientale dove si ritrovano alcune voci “occidentali” come bitcoin, iPhone 8. In Russia i picchi riguardano sport e intrattenimento. In India, dove gli utenti del motore di ricerca sono il 7,3% del totale mondiale, dominano titoli di film e punteggi del campionato di cricket. Nelle Filippine di Rodrigo Duterte si cercano i testi della hit Despacito e le foto di Miss Universo. In Giappone l'unica voce di attualità ad aver conosciuto un picco è, abbastanza prevedibilmente, la Corea del nord. La Cina, quasi un miliardo e mezzo di abitanti, resta il grande assente di Year in Search.

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