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Cominciare bene l’anno con un po’ di musica da scaricare gratis

Per cominciare bene l’anno vi procuriamo un po’ di musica gratis e che sia di quella stimolante, che fa venir voglia di saperne di più.

3 Gennaio 2012 alle 15:00

Per cominciare bene l’anno vi procuriamo un po’ di musica gratis e che sia di quella stimolante, che fa venir voglia di saperne di più. Inoltre, visto che il gesto di moda al momento è la pacca sulle spalle di reciproco conforto, facciamo la scelta autarchica, ovvero vi parliamo di musica italiana. Mettendo insieme le cose finiamo sul sito della 42 Records, e ne siamo contenti. E’ una piattaforma adatta a ricominciare la corsa e a farlo con gusto e delicatezza. Questo è il suono della Roma d’oggi, e ci piace parlarne, tanto più che, per loro ammissione, i fondatori e sostenitori della label sono figli di quella città normale e borghese che è un po’ sparita dalle rappresentazioni della Capitale, sommerse dalle variazioni alla “Romanzo Criminale”, dalle giaculatorie di Saviano, dalle spudoratezze delle (savie) commedie dei Vanzina. Emiliano Colasanti e Giacomo Fiorenza invece fanno musica e dischi per passione e intuizione culturale e declinano il loro operato secondo la tranquilla quanto assodata vocazione indipendente di un’etichetta che, nata nel 2007, è evidentemente post tutto: post major, post supporti fonografici, post radiofonia decente, post-musica-in-tv, post santi cantautori.

In buona sostanza, sarà la tangibile contemporaneità dei suoni della 42 Records, dei suoi artisti e delle musiche, a suggerire questa sensazione di leggerezza, di distacco, ma anche di “nuova onda”, capace di scrollarsi di dosso il peso degli antenati e degli interrogativi epocali, riversandosi in una produzione veloce, tutt’altro che solenne, sempre affettuosa e in costante presenza di scintille, pensiero e stile. Unico appunto, dopo aver ascoltato “42 More Songs” la compilation gratuita della casa: l’ironia diffusa, la leggerezza del tocco, le combo produzioni, il reticolato di amichevoli collaborazioni, mantiene il tutto su un piano di casualità che a tratti sembra un eccesso di difensivismo. L’impermanenza, una qual minimalistica trascuratezza, nemica dei ogni magniloquenza che sembra la regola non scritta. Non impegnarsi in progetti troppo seri o seriosi, finendo però per bandire anche quelle passionalità che in fondo hanno scritto pagine memorabili, quelle che a suo tempo divorammo come discepoli volenterosi.

Il potenziale e la qualità che gronda dai solchi dei musicisti romani di questa etichetta è tale che viene voglia di vederli coinvolti in qualche impresa memorabile, di promozione e invasione delle piazze italiane (ricordate i crazy bus della Stiff Records?). Ma forse siamo inattuali noi, e hanno ragione Emiliano e soci, che di marketing hanno già dimostrato di saperne parecchio dal momento che la 42 Records è la casa madre dei Cani, la band fenomeno italiana più rilevante dell’anno, con quel mistero attorno all’identità dei suoi componenti e con il valoroso “Sorprendente album d’esordio de I Cani” che li ha fatti conoscere anche fuori dai giri alternativi, grazie al pesce pilota del celebre singolo “I pariolini di 18 anni”. Comunque qui l’assaggio è gratis: basta andare sul sito dell’etichetta e scaricare la compilation che include molti dei gruppi della scuderia e che suggerisce un’unitarietà d’ispirazione figlia di chi governa con consapevolezza l’operazione. Farete la conoscenza col sofisticato canzonettismo de I Quartieri che richiama antiche cose di Tiromancino, col respiro psichedelico di Colapesce alias Lorenzo Urciullo (in uscita un album tutto suo, “Un Meraviglioso Declino”) col demenziale rivisitato di Winstonmcnamara (“Dissertazione assurda su Antonella Clerici”) coi Velvet Underground riletti da Corrado Nuccini, con un remix underground dei già citati Cani e con un’altra dozzina di nomi semisconosciuti, ma uno per l’altro con una buona storia musicale da raccontare.

E questo è solo l’inizio: se il gioco piace, il sito della 42 Records mette in pratica ciò che professa, propone musica a prezzi modici, ma spesso ne regala tramite download, perché è nato dopo che la musica ha cambiato natura e da prodotto di consumo si è trasformata in media. La sensazione complessiva è eccellente, comunica vitalità, pacato ottimismo, un’irrequietezza che sta prima nel fare che nell’andare. E’ come se, vista da quei soffici bunker che sono diventate le camerette dei ragazzi d’oggi, la musica vivesse “nonostante” le prediche e le deleghe rivolte, in un’atmosfera di ritrovata rilassatezza, di stravagante ricerca, di comunicazione ininterrotta, di permanente, indispensabile velocità. Tutto questo ci rallegra, ci attira e ci spinge a restare sintonizzati. Perché di 42 Records è piena l’Italia e vanno dritte per la loro strada, a dispetto del disfattismo. Superfluo dire che su quella strada vogliamo aggirarci anche noi.

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