cerca

Comprare un’auto con un clic o condividere la propria nei parcheggi degli aeroporti

Si acquistano online vestiti, prodotti per la casa e ora anche le macchine

5 Luglio 2018 alle 06:00

Comprare un’auto con un clic o condividere la propria nei parcheggi degli aeroporti

Foto pexels.com

Si acquistano online vestiti, prodotti per la casa, si fa la spesa e ora si comprano anche le macchine. GoodBuyAuto.it applica il modello e-commerce al settore dell’automotive, portando l’innovazione tecnologica in tutte le fasi operative, dalla selezione delle vetture fino all’applicazione dei prezzi. Le auto in vendita online, circa settecento, sono tutte di proprietà di GoodBuyAuto.it o di suoi partner, e questo per conferire e garantire a ogni vettura una scheda d’uso che certifichi lo stato di qualità della stessa. Le auto hanno inoltre una garanzia, a seconda dello stato del veicolo tra i due e i tre anni. Non solo auto usate: offrono anche quelle a chilometro zero. E’ così che stanno diventando il punto di riferimento dei concessionari e delle grandi case automobilistiche, che vorrebbero investire nella vendita diretta, ma riscontrano grandi difficoltà ad affacciarsi al mondo online. Ecco allora che GoodBuyAuto.it le aiuta, assistendole in questo passaggio.

     

Si risparmia tempo e denaro, si riesce a comprare una citycar nuova risparmiando fino ai 4 mila euro dal prezzo di listino, per una di medie dimensioni si arriva anche a 10 mila euro e per quelle usate intorno ai 1.000-1.200 in meno. I costi di struttura sono nettamente inferiori a quelli sostenuti dai concessionari e il tutto aiuta a ottenere un procedimento più snello. L’assistenza non manca, sono pronti a suggerire l’auto adatta a ogni persona, in base alle proprie preferenze e necessità di mobilità, se acquistarla o noleggiarla, a diesel o a benzina e poi più precisamente anche il modello. Le auto usate non hanno più di cinque anni e non più di centomila chilometri.

   

“Abbiamo vinto il premio Innovation Award 2018 di Bnp Paribas, questo evidenzia ancora di più come realtà importanti e anche diverse dal settore automobilistico sposino l’innovazione del modello di business dell’automotive”, racconta al Foglio il fondatore di GoodBuyAuto.it, Carlo Salizzoni. Un modello che ha portato nel 2017 a un fatturato di 3,4 milioni di euro.

  

Una volta effettuato l’investimento in una nuova auto, entra in gioco l’ottimizzazione del proprio acquisto. “Il 92 per cento delle vetture rimane fermo e non utilizzato”, spiega Giuliano Rovelli, fondatore di Getmycar. Questa start up offre una condivisione dell’auto ispirata a un modello nato cinque anni fa negli Stati Uniti e trasformato in uno più adatto al mercato italiano. Rovelli, fondatore 23 anni fa ParkingGo, il primo network di parcheggi aeroportuali in Italia, ha notato questo inutilizzo di macchine parcheggiate e ha pensato di sfruttare queste risorse: quando una persona parte per un viaggio lascia la macchina nel parcheggio a disposizione di chi arriva in aeroporto. Due milioni e mezzo sono i clienti di ParkingGo che tra Italia ed Europa parcheggiano la macchina in aeroporto. Il 18 per cento ha dichiarato la disponibilità a offrire la propria auto in condivisione.

  

L’auto, all’entrata e all’uscita delle stazioni di ParkingGo, viene scannerizzata con telecamere full HD che certificano lo stato dell’auto. Per gli interni se ne occupano i dipendenti che fanno le foto anche del cruscotto con il chilometraggio. Per la durata dell’utilizzo mentre il proprietario è via, grazie a un accordo con Europe Assistance, l’auto è coperta da un’assicurazione a consumo. Il proprietario decide quando mettere a disposizione l’auto in calendario, se vuole fissare un limite di chilometri al giorno e, infine, stabilisce il prezzo alla giornata. Il prezzo viene suggerito da Getmycar, che grazie al suo algoritmo valuta la cifra corretta.

 

“Il servizio non è rivolto solamente ai privati, abbiamo riscontrato una richiesta anche da parte di operatori professionali del mercato che caricano le proprie flotte sul nostro sito”, racconta Rovelli.

 

Una start up che ha incominciato essere pianificata nel gennaio 2017, è stata protagonista d’un beta test a Olbia, in Sardegna, e a seguito della sua validazione è stata fondata nel maggio 2017. In questo periodo è riuscita raccogliere due milioni e mezzo di euro a fronte del 30 per cento di equity da un gruppo di investitori, tra i quali Fabio Cannavale, fondatore di Lastminute Group, Italglobal Partners e Volagratis. Ora è valutata a sette milioni e mezzo di euro.

 

Un traguardo il cui merito Rovelli attribuisce alla sua passata esperienza, un gruppo di imprenditori che hanno investito in un altro imprenditore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi