Video, preghiere e teologia. Ecco la start up del Papa

La Machi si occupa di comunicazione sociale. Da Barcellona guarda il caos indipendentista e da Buenos Aires si gode il momento “molto interessante” per le imprese nascenti 

26 Ottobre 2017 alle 06:00

Video, preghiere e teologia. Ecco la start up del Papa

Un momento della campagna pubblicitaria "Il video del Papa"

“La start-up di Papa Francesco”, è stata chiamata La Machi. “Agenzia boutique di comunicazione per buone cause che offre servizi di creatività pubblicitaria, marketing digitale e consulenza in comunicazione a organizzazioni senza fine di lucro e imprese responsabili”, così ce la presenta il fondatore e ceo Juan Della Torre. Trentasei anni, nato a Buenos Aires, residente a Barcellona, origini comasche. “Sono laureato in Giurisprudenza, ho fatto alcuni post-grado (una sorta di corsi post-lauream, ndr) in Creatività pubblicitaria, Comunicazione religiosa e Affari internazionali”, racconta. “Il mio background viene dal mondo della creatività pubblicitaria e del marketing mobile. Nell’anno 2012 dopo un pellegrinaggio professionale e personale ho fondato La Machi Comunicación para Buenas Causas e ho trovato il lavoro dei miei sogni”. Avverte che l’immagine di start-up del Papa è forse eccessiva. “Siamo una start-up indipendente che incorpora la Teologia della comunicazione nel lavoro quotidiano per i nostri clienti. Grazie a Dio lavoriamo per varie istituzioni, alcune del Vaticano”. Una delle sue campagne che ha ricevuto più premi internazionali del mondo pubblicitario è “il video del Papa”, dove per la prima volta si vede un Sommo Pontefice che interpreta uno spot. Un altro esempio è la app Click to Pray, che collega le orazioni dei fedeli e del Papa.

   

Le Machi erano le sciamane delle tribù mapuche che vivevano in Cile e Patagonia prima dell’arrivo degli europei. Ricorda Della Torre che “molti anni fa, quando gli esploratori missionari arrivarono in America del sud, avevano una strategia per comunicare le buone cause. In ogni comunità nativa si fecero amici della donna più vecchia e saggia: la Machi. Esperta in dialogo e creatività, utilizzava le arti per vincolare la sua comunità tribale con le cose che meritavano essere raccontate. Secoli dopo, le cose sono cambiate, ma in La Machi Comunicación para las Buenas Causas lo spirito resta intatto.

   

La società ha quattro sedi: Buenos Aires, Barcellona, San Francisco e Roma. “Per poter offrire i nostri servizi in America latina, Stati Uniti ed Europa e poter così alimentare la nostra cultura cosmopolita. Sono città aperte, innovatrici, in costante trasformazione e con le quali in qualche modo ci identifichiamo. Siamo nati a Buenos Aires, siamo cresciuti a Barcellona, siamo a Roma per appoggiare i nostri clienti del mondo religioso e ci stiamo espandendo in California per stare vicino alla Silicon Valley e a Hollywood”. Secondo Della Torre, questo è un momento “molto interessante” per le start-up in America latina. “Ci sono migliaia di opportunità per investire, innovare e intraprendere, c’è una classe media in crescita che domanda nuovi prodotti e servizi. Il caso argentino è promettente. Si sta vivendo una tappa di stabilità politica ed economica, sommata a una semplificazione della burocrazia legale e fiscale per la creazione di nuove imprese, strutturata nella recente Ley de Emprendedores.

   

Anche Barcellona ha una sua Silicon Valley. “Nel solo primo trimestre del 2017 ben 72 imprese hanno ricevuto l’apporto del capitale straniero. Il distretto dell’innovazione si chiama 22@, ed è nato come iniziativa del municipio, che nell’anno 2000 decise di destinare 200 ettari dell’antico quartiere industriale di Poblenou per trasformarlo in un distretto produttivo innovatore. Più di 4.500 imprese vi si sono installate”. E come vede la Silicon Valley di Barcellona la buriana indipendentista? “Alcuni temono l’instabilità, altri sperano che una Catalogna indipendente reinvesta di più del gettito fiscale. L’ecosistema imprenditore è comunque molto forte e il talento attrae talento. L’incertezza genera il timore di problemi finanziari, e già più di 1.300 imprese catalane hanno spostato la propria sede sociale a altre città della Spagna. Eppure ci sono società che sono riuscite a ottenere grandi finanziamenti proprio in queste ultime settimane. 21Buttons ha ottenuto 10 milioni di dollari per accelerare la sua app sulla moda, e Typeform il mese scorso ha annunciato una iniezione di 35 milioni di dollari per la sua tecnologia di formulari online”.

  

E le start-up italiane? “Nel corso della storia l’Italia è sempre stata riconosciuta per la sua creatività e per un’economia basata sulle piccole e medie imprese, e l’Italia del nord in particolare è un caso di successo per molte industrie. Forse una semplificazione della burocrazia e una riduzione dei costi di creazione di nuove imprese faciliterebbe l’ecosistema imprenditoriale”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi