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    <title>Il Foglio RSS</title>
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    <description>Il Foglio RSS contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:44:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Il Foglio</dc:creator>
    <dc:date>2026-03-06T14:44:21Z</dc:date>
    <dc:language>it-it</dc:language>
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      <title>Genoa-Roma è la partita dei ricordi per De Rossi e Gasperini</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/06/news/genoa-roma-e-la-partita-dei-ricordi-per-de-rossi-e-gasperini-8755078/</link>
      <description>&lt;p&gt;A dover giudicare dalla partita d’andata verrebbe da dire che a Marassi non ci sarà storia: troppo affamata la Roma, troppo sbadato il Genoa, con errori difensivi ai limiti della censura. Ma la sfi... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:39:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Marco Gaetani</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-06T14:39:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Giacomo Bonaventura si è ritirato dal calcio perché non sente più “il fuoco dentro”</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/06/news/giacomo-bonaventura-si-e-ritirato-dal-calcio-perche-non-sente-piu-il-fuoco-dentro--8753233/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;"Quando non senti più il fuoco dentro, secondo me è arrivato il momento. È inutile che poi uno continui a giocare e trascinarsi, rischi di non divertirti più e secondo me non ha senso. Quando ho iniziato a sentire questo, ho preso questa decisione".&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Con queste parole &lt;strong&gt;Giacomo Bonaventura&lt;/strong&gt; ha annunciato il suo ritiro dal calcio professionistico.&amp;nbsp;A 36 anni,&amp;nbsp;dopo&amp;nbsp;481&amp;nbsp;partite in Serie A&amp;nbsp;e 73 gol.&amp;nbsp;Ha&amp;nbsp;indossato la maglia di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/27/news/fortuna-che-esiste-l-atalanta-per-l-italia-del-calcio-8714103/"&gt;Atalanta&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/07/news/la-teoria-del-medianone-8627617/"&gt;Milan &lt;/a&gt;e &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2026/01/31/news/non-ci-resta-che-piangere-8595603/"&gt;Fiorentina&lt;/a&gt;, infine l’ultima danza anche in Arabia Saudita.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;“Non ho mai iniziato a giocare a calcio per diventare qualcuno, ho iniziato perché con un pallone tra i piedi mi sentivo libero”&lt;/strong&gt;, dice nel suo video di addio condiviso sui social. Ed è forse questa&amp;nbsp;semplice&amp;nbsp;umanità&amp;nbsp;fa di Bonaventura qualcuno da ricordare. Il suo soprannome è &lt;strong&gt;Jack di cuori&lt;/strong&gt;, una delle figure più ricche di sfumature simboliche nel mazzo di carte francesi e uno degli archetipi che questa carta rappresenta è quella del “giovane leale”. Nella cartomanzia, il&lt;em&gt; jack di cuori&lt;/em&gt; incarna un giovane uomo onesto, spesso identificato come un amico intimo molto caro. Chi ha pensato di accostarlo a questa figura di certo non pensava a tutto ciò, eppure sono caratteristiche che per anni abbiamo visto in campo.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La formazione data dall’Atalanta&lt;/strong&gt; gli ha permesso di&amp;nbsp;diventare un giocatore duttile e versatile, rendendolo un lavoratore infaticabile&amp;nbsp;in mezzo al campo, sia da esterno d’attacco che da mezz’ala. &lt;strong&gt;Al Milan ha affinato la tecnica&lt;/strong&gt; e&amp;nbsp;ha imparato a raccogliere&amp;nbsp;al meglio&amp;nbsp;il lavoro dei compagni&amp;nbsp;con una miriade di inserimenti e tiri da fuori area. &lt;strong&gt;Sentiva il ritmo e anticipava&amp;nbsp;i tempi:&amp;nbsp;un vero incursore&lt;/strong&gt;. Poi ha iniziato a dettarli pure lui.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;La Nazionale lo ha consacrato&lt;/strong&gt;, diventando così un punto di riferimento dentro e fuori dal campo per i suoi compagni.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ai tempi del Milan, Zlatan Ibrahimovic – uno che di leadership se ne intende –&amp;nbsp;diceva che Bonaventura fosse uno di quei giocatori che&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"danno l'esempio con i fatti e non con le urla"&lt;/strong&gt;. Una luce nel declino che i rossoneri hanno visto in quegli anni.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Non avrà cambiato il gioco del calcio,&amp;nbsp;certo,&amp;nbsp;ma ha sicuramente&amp;nbsp;portato una grande &lt;strong&gt;intelligenza tattica, una rara eleganza tecnica e un invidiabile spirito di sacrificio. &lt;/strong&gt;L'ex capitano della Fiorentina&lt;strong&gt; Cristiano Biraghi &lt;/strong&gt;ha forse capito più di tutti l'essenza di questo giocatore:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;"Si nota soprattutto quando manca"&lt;/strong&gt;. Un pò come tutte le cose belle di questo mondo. In ogni caso, quando si vestono diverse maglie della serie A e se ne esce amati&amp;nbsp;da tutti,&amp;nbsp;vuoldire&amp;nbsp;che è&amp;nbsp;stato&amp;nbsp;fatto un buon lavoro.&amp;nbsp;E ora, dopo 36 anni a rincorrere un pallone, ci tiene a dire che il suo rapporto col calcio “non finirà mai”&amp;nbsp;e che la sua carriera è stata “un viaggio bellissimo”.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 11:52:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Federico Giorgetti</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-06T11:52:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>La crisi dei bomber in Serie A</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/06/news/la-crisi-dei-bomber-in-serie-a-8753122/</link>
      <description>&lt;p&gt;Il dato è sufficiente a far scattare l’allarme rosso. Perché racconta meglio di mille discorsi lo stato del calcio italiano. Sì perché &lt;strong&gt;dopo 27 giornate la Serie A può contare su un solo gio... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 11:09:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Andrea Romano</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-06T11:09:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Alle Olimpiadi 30 medaglie e non per caso, dice il segretario generale del Coni Mornati</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/06/news/alle-olimpiadi-30-medaglie-e-non-per-caso-dice-il-segretario-generale-del-coni-mornati-8749224/</link>
      <description>&lt;p&gt;Noi italiani comuni, noi spettatori o appassionati di sport invernali, abbiamo fatto tutti “ohhh”, abbiamo spalancato gli occhi di fronte alle vittorie di Milano Cortina che sembravano miracoli, &lt;a... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:41:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-03-06T04:41:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>Viva le Paralimpiadi, ma disonore sull’Ipc che permette le bandiere russe. C’è chi dice no</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/05/news/viva-le-paralimpiadi-ma-disonore-sull-ipc-che-permette-le-bandiere-russe-c-e-chi-dice-no-8745196/</link>
      <description>&lt;p&gt;Il braciere olimpico si sta per riaccendere sotto l’Arco della pace di Milano e a Cortina, e &lt;strong&gt;Milano da domani sarà chiamata a verificare se la sua elogiata modernità sarà all’altezza del “d... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-03-05T05:00:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>L'esoterismo di Łukasz Skorupski</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/04/video/l-esoterismo-di-lukasz-skorupski-8743026/</link>
      <description>&lt;p&gt;È nella faccia dell'avversario che una parata si specchia. Uno specchio deformante&amp;nbsp;che tanto più scava e trasfigura il volto altrui quanto più l'intervento del portiere è bello e inaspettato. D'altra parte i portieri hanno in qualche modo a che fare con l'esoterismo, la loro dottrina calcistica è&amp;nbsp;riservata a pochi eletti, si rifà a riti e movenze che conoscono soltanto quelli che indossano i guantoni. Le parate sono a volte dimostrazioni di bravura e braveria che, a volte, può pure assomigliare alla magia.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Al 77esimo minuto di Pisa-Bologna&lt;/strong&gt;, il volto di&amp;nbsp;Gabriele Piccinini si è spento improvvisamente, stretto in una morsa tra l'incredulità e il rimpianto. Il suo sguardo vagava nel vuoto, alla ricerca di risposte che non aveva e che mai potrà trovare. Pochi secondi prima il centrocampista del Pisa aveva sfiorato la felicità. Aveva corso in avanti, si era smarcato in area di rigore con il tempismo giusto, aveva calciato bene di prima&amp;nbsp;sul secondo palo. Aveva soprattutto visto il pallone scorrere sul prato dell'Arena Garibaldi verso la porta. Non aveva mai segnato in Serie A, quello era il momento migliore per farlo per la prima volta. Il risultato era sullo 0-0, il suo tiro poteva valere il vantaggio per i nerazzurri e una vittoria che avrebbe dato un po' di speranza, poca, per una salvezza che sembra impossibile.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La mano destra di&amp;nbsp;Łukasz Skorupski ha rovinato tutto. Una mano destra che Gabriele Piccinini pensava non potesse arrivare fino a lì, così lontano. Una parata, quella del portiere del Bologna, impensabile, arrivata grazie a un allungo rapidissimo, troppo rapido per essere umano e non felino.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;h2&gt;Le tre migliori parate della 27esima giornata di Serie A&lt;/h2&gt; 
&lt;p&gt;1.&amp;nbsp;Łukasz Skorupski&amp;nbsp;al 77esimo minuto di Pisa-Bologna 0-1&amp;nbsp;– 5 punti&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;2.&amp;nbsp;Elia Caprile&amp;nbsp;al 38esimo minuto di Parma-Cagliari 1-1&amp;nbsp;– 3 punti&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;3. Justin Bijlow&amp;nbsp;al 29esimo minuto di Inter-Genoa 2-0 – 1 punto &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;h2&gt;La classifica dopo 27 giornate&lt;/h2&gt; 
&lt;p&gt;1.&amp;nbsp;Mike Maignan&amp;nbsp;(Milan), 27 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;2.&amp;nbsp;Elia Caprile (Cagliari), 23 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;3.&amp;nbsp;David De Gea (Fiorentina), 21 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;4. Michele Di Gregorio (Juventus),&amp;nbsp;Arijanet Murić&amp;nbsp;(Sassuolo) e Mile Svilar (Roma), 20 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;7. Ivan Provedel (Lazio), 19 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;8.&amp;nbsp;Marco Carnesecchi (Atalanta) e&amp;nbsp;Edoardo Corvi (Parma), 18 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;10.&amp;nbsp;Emil Audero (Cremonese) e Wladimiro Falcone (Lecce), 17&amp;nbsp;punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;12.&amp;nbsp;Nicola Leali (Genoa), 9 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;13.&amp;nbsp;Federico Ravaglia (Bologna) e Yann Sommer (Inter), 8 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;15. Jean Butez (Como),&amp;nbsp;Maduka Okoye (Udinese) e Łukasz Skorupski (Bologna), 5 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;18. Vanja Milinković-Savić (Napoli), Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;21.&amp;nbsp;Zion Suzuki (Parma), 3 punti;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;22.&amp;nbsp;Justin Bijlow (Genoa), Franco Israel (Torino)&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;  
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Quello che avete letto è&amp;nbsp;Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della&amp;nbsp;Serie A&amp;nbsp;e sulla parata che in qualche modo ha reso&amp;nbsp;migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo,&amp;nbsp;il fine settimana calcistico.&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/guanti-sporchi/"&gt;Tutti gli episodi precedenti li trovate qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 13:07:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-03-04T13:07:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Tabor, Tordo e Stella. Milano e le montagne sognate</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/04/news/tabor-tordo-e-stella-milano-e-le-montagne-sognate-8743235/</link>
      <description>&lt;p&gt;È sceso da poco il sipario sui &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/milano-cortina%202026/"&gt;XXV Giochi Olimpici invernali&lt;/a&gt;. A Milano, tra l’Arco della Pace e la Torre del Filarete, si è spento il braciere olimpico, come un "sole [che] ridea calando dietro il Resegone". Un secolo e mezzo secolo fa, nella Canzone di Legnano, Carducci aveva toppato clamorosamente la geolocalizzazione che neanche Petrecca. Eppure la “battuta” è tuttora molto in voga e forse qualche ragione ce l’aveva il Giosue dal momento che, minacciosa groppa del dinosauro, gigantesca ruota dentata o grande sega tutta triangoli e punte, il gaddianissimo Serruchon può continuare a ritenersi la montagna della città che non ha montagne.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Nella prima metà dell’Ottocento, a Milano il “rispetto del Resegone” era una norma non scritta che impediva che l’espansione urbanistica della città ostruisse verso nord-est la visuale della montagna lecchese. In quegli anni sui bastioni di Porta Venezia, trasformati in passeggio festivo, l’aristocrazia milanese faceva salotto en plein air sfilando in landò e cabriolet. Nelle giornate in cui il cielo di Lombardia era "così bello quand’è bello", si fermava ad ammirare, indicandosele vicendevolmente a dito, le cime della chiostra prealpina. Così il Resegone, e i Corni di Canzo, il Grignone, la Grignetta, il Coltignone, lo Zuccone Campelli, erano “rispettati”. Ovvero osservati con studiosa e amorevole osservazione. Poi, intorno al 1880, incominciò la lottizzazione dell’area del vecchio Lazzaretto e tra la vecchia Stazione Centrale e il futuro corso Buenos Aires (all’epoca corso Loreto) la città cominciò a “salire”. Per Milano fu l’addio ai monti.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Allontanate dall’orizzonte visivo, ai milanesi le montagne non restò che desiderarle a distanza&lt;/strong&gt;. Oppure a farsele da sé. Ci aveva già provato nei primi decenni all’Ottocento, quando nei pressi della Porta Romana, dove più o meno oggi sorgono le Terme di Milano, c’era una collinetta artificiale ricavata dai sassi e detriti delle mura spagnole. I milanesi la battezzarono, con una certa ironia, Monte Tabor. In cima c’era un’osteria con pergola e... slitta. Scrive Giuseppe Rovani in "&lt;a href="https://amzn.to/406qtR9"&gt;Cento anni&lt;/a&gt;" (1869), romanzone un po’ pettegolo: "Un tale, che, avendo viaggiato in Russia, introdusse […] il divertimento della slitta. Costui […] vi praticò una discesa precipitosa di centocinquanta passi, pavimentata in legno liscio con solchi paralleli, in cui scorrevano delle ruotelle in ferro portanti una seggiola per una persona, od anche per due, quando l'una avesse caro di sedere in grembo all'altra". Aveva inventato le “montagne russe” e la trovata spopolò. Sempre il Rovani insinua malizioso che "i giovanotti e i cacciatori d'amore avessero il permesso di tirarsi in grembo le signore più o meno maritate, le fanciulle più o meno custodite, e che alle fanciulle e alle signore non dispiacesse niente affatto di sedere a quel modo». Una domenica di settembre del 1820 sulla slitta vi montò persino la viceregina, Maria Elisabetta di Savoia-Carignano, "bellissima donna, più alta di una Patagona", che nella rapida discesa, causa il vento che le alzava le gonne in barocchi svolazzi, lasciò "vedere un pajo di gambe dense e poderose, di quelle che di solito non sembrano concesse alle Altezze Imperiali".&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Negli anni in cui si abbatteva il Lazzaretto “manzoniano”, il parco del Castello, scampato alla lottizzazione edilizia, diventò parco Sempione. Sul modello dei parchi all’inglese, tra prati, zone boschive, vialetti carrozzabili e un laghetto, sorse anche un piccolo belvedere artificiale: il Monte Tordo. Nella primavera del 1951, in occasione della IX Triennale, ispirata al tema “Architettura in movimento”, vi venne impiantata la stazione “motrice” di una seggiovia urbana, progettata dall’architetto Renzo Zavanella. In poco più di un chilometro, dieci piloni e 38 seggiolini biposti, per qualche mese fece volare i milanesi sui prati del Sempione dando loro l’illusione di essere sull’Alpe di Siusi. Anche la seggiovia del Parco Sempione, come la slitta del Monte Tabor, fu un gran successo popolare.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Quando Zavanella realizza la seggiovia della IX Triennale, un altro architetto, Piero Bottoni, progettava una montagna. Nel 1946 in città piccole decauville trasportavano le macerie dei bombardamenti verso la periferia nord-ovest. Le cave non bastarono a nascondere i detriti. E allora Bottoni, commissario straordinario della Triennale, pensò a una montagna nel bel mezzo del QT8, il quartiere sperimentale: una montagna come una grande architettura teatrale nel paesaggio urbano. Dalle cantine della Triennale Bottoni pescò una scultura, forse una donna, forse un angelo, che, dalla cima dell’altura, volgeva le braccia in una postura votiva, quasi dovesse offrire il monte a Milano e, al contempo, fungere da spirito protettivo – solo molti anni dopo, e grazie a un reportage fotografico di Mario De Biasi che per anni a più riprese aveva ritratto la “Donnina di Milano” si scoprì che la statua era opera di Marino Marini.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Se mai ce ne fosse bisogno, la presenza di quella statua – oggi restaurata e custodita al Casva, il Centro di Alti Studi sulle Arvi Visive, a due passi dal Monte Stella –, sottolineava il valore sacrale della nuova montagna, cresciuta sui resti di un passato di distruzione e dolore pronta però a rinascere in una rinnovata prospettiva di pace. &lt;strong&gt;Quella che i milanesi chiamarono Montagna di San Siro, o Montagnetta, dal 1956 diventò il Monte Stella, dal nome della moglie di Bottoni&lt;/strong&gt;, la scultrice polacca Stella Korczynska, scomparsa proprio in quell’anno.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Più recenti esperimenti di innalzamento “orografico” della città, in memoria di un passato industriale, la Collina dei Ciliegi alla Bicocca, quartiere degli stabilimenti Pirelli, o il Monte Zen, eretto al Portello già sede dell’Alfa Romeo, non raggiungeranno il valore simbolico-sacrale del Monte Stella, vero altare laico della città. Forse anche perché negli anni del secondo dopoguerra era più facile sognare: così come Piero Bottoni sognava e innalzava una montagna, un artista-scrittore, Dino Buzzati la trasfigurava, come nel celebre quadro del 1952 in cui il Duomo diventa una croda dolomitica e la piazza una verde prateria di alta quota.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 12:16:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gino Cervi</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-04T12:16:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Tutti i dubbi sulla partecipazione dell’Iran al più politico dei Mondiali</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/03/news/tutti-i-dubbi-sulla-partecipazione-dell-iran-al-piu-politico-dei-mondiali-8732285/</link>
      <description>&lt;p&gt;E’ tutto in dubbio, figuriamoci il Mondiale. &lt;strong&gt;L’Iran andrà negli Stati Uniti? Il pallone sopravvive alle guerre o cade nel vuoto lasciato dalle bombe che esplodono?&lt;/strong&gt; Di certo le date sono fissate: la Nazionale iraniana giocherà il 15 e 21 giugno a Los Angeles, il 26 a Seattle. Il resto è tutto in dubbio, a partire proprio dalla partecipazione. Il primo ad aprire le braccia come per simulare un “chi può dirlo?” è stato &lt;strong&gt;Mehdi Taj, presidente della Federazione della Repubblica Islamica: “Quello che è certo è che dopo questo attacco non possiamo aspettarci di guardare con speranza alla Coppa del Mondo”&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2026/01/06/news/e-l-anno-della-coppa-del-mondo-in-stile-trump-pochi-tifosi-ma-ricchi-8499393/"&gt;Il torneo negli Stati Uniti &lt;/a&gt;(che comincia tra cento giorni esatti) va così, è il più geopolitico dei Mondiali, coinvolto in ogni sussulto (sono passati pochi giorni da quando le gare in Messico sono state messe in dubbio per la rivolta del cartello di Jalisco dopo l’uccisione di El Mencho), ancora di più con il medio oriente in fiamme. &lt;strong&gt;Già alle prime tensioni la Federazione iraniana aveva minacciato di boicottare il sorteggio (ad alcuni delegati era stato negato il visto)&lt;/strong&gt;, ora fa capire che potrebbe rinunciare a un Mondiale nel quale, tra l’altro, si troverebbe comunque sola, perché i tifosi non potranno raggiungere gli Stati Uniti per via del travel ban totale (eccezione prevista solo per squadra, dirigenti e parenti stretti). Un effetto a cascata che contrasta con il principio della Fifa, espresso in questi giorni, di garantire, in questa situazione e nonostante le tensioni internazionali, un Mondiale sicuro per tutti. Un concetto che il governo mondiale del calcio ribadisce anche in questo caso, dicendosi quasi convinto che l’Iran parteciperà al Mondiale, anche se poi il rischio è quello che può accadere fuori dagli stadi (ci sono già stati disordini nel Mondiale in Qatar, nel pieno delle proteste antigovernative a Teheran), considerato che Los Angeles, ad esempio, ospita la più grande comunità di iraniani fuori dall’Iran, nella zona nota come “Tehrangeles”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ma prima di arrivare fino al Mondiale c’è già molto altro che sta accadendo: il campionato iraniano è stato sospeso a tempo indeterminato e molti giocatori sono fuggiti dal paese. Ma anche fuggire è stato complicato, perché alcuni di loro, con lo spazio aereo chiuso proprio mentre erano a bordo dell’aereo che avrebbe dovuto riportarli a casa, si sono dovuti inventare il rientro: lo spagnolo Munir El Haddadi, ex calciatore del Barcellona e del Valencia che gioca nell’Esteghlal FC di Teheran, è stato aiutato dal suo club che ha messo a disposizione un minivan con il quale, insieme ad altri calciatori e tecnici, ha oltrepassato il confine con la Turchia, mettendosi in salvo, dopo dodici ore di strada percorsi mentre in lontananza si vedevano cadere i missili. Un altro calciatore spagnolo, Iván Sánchez, ex giocatore del Real Valladolid e ora nel Sepahan SC, che a quanto pare era sullo stesso aereo evacuato un momento prima del decollo, lo stesso percorso ha dovuto farlo con un taxi messo a disposizione dalla sua società. Non si sa se torneranno mai, così come non si sa cosa può accadere anche al calcio dei paesi del Golfo colpiti dalla rappresaglia iraniana: anche il Qatar ha sospeso il suo campionato, nel quale gioca l’Al Sadd di Roberto Mancini. In più a Lusail, nello stadio più grande del paese e dell’intero medio oriente, è in programma il 27 marzo la “Finalissima”, una sfida tra la Spagna, campione d’Europa, e l’Argentina, vincitrice della Copa América, ma al momento anche questa partita rischia di saltare, perché nel comunicato federale è specificato che è stato deciso il rinvio, fino a nuovo avviso, di “tutti i tornei, tutte le competizioni e di tutte le partite”. &lt;strong&gt;Al momento Uefa e Conmebol, le due confederazioni organizzatrici, non hanno deciso cosa fare, ma si cerca una soluzione alternativa per far sfidare Yamal e Messi. I tempi sono ristrettissimi, nessuno scommette sulla fine della guerra e non è escluso nemmeno il rinvio della partita&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Nemmeno negli altri paesi del Golfo Persico scommettono sulla sicurezza: la Champions League asiatica, che doveva partire con gli ottavi ieri, è stata sospesa per metà. Le quattro partite previste nella zona occidentale (le altre sono in programma nella zona orientale), che si sarebbero dovute giocare a Doha, Abu Dhabi e Dubai, sono state rinviate “per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti i giocatori, le squadre, gli ufficiali di gara e i tifosi”. Tutto può cambiare, ancora. Ma l’Iran al Mondiale catalizza l’attenzione più di altro. Anche perché, se decidesse di partecipare, che farebbero Qatar e Giordania, che pure sono qualificate e intanto vedono bombe arrivare? E se, decidendo di partecipare, riuscisse anche a superare il turno? Potrebbe incrociare gli Stati Uniti già ai sedicesimi di finale. Cortocircuito.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fulvio Paglialunga</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-03T05:00:00Z</dc:date>
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      <title>Sanremo non oscura la serie A, ma "che fastidio" lo spezzatino del Monday night</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/02/news/sanremo-non-oscura-la-serie-a-ma-che-fastidio-lo-spezzatino-del-monday-night-8730253/</link>
      <description>&lt;p&gt;Dirige l’orchestra il maestro Pallone, canta il campionato di Serie A. La settimana santa di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/sanremo/"&gt;Sanremo&lt;/a&gt; non oscura la massima competizione calcistica nazionale, ma le dona anzi nuovi significati: &lt;strong&gt;se il trionfatore &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/24/news/elogio-della-musica-passionale-sal-da-vinci-e-la-grammatica-del-si-a-sanremo-8686358/"&gt;Sal da Vinci&lt;/a&gt; non fa ovviamente mistero di voler unire tutta Napoli come la squadra di Antonio Conte, i retroscena di Marco Masini lo vedono dialogare a distanza con la sua Fiorentina. &lt;/strong&gt;Eppure “Male necessario”, il titolo del suo brano, ben si attaglia al gioco del Milan: capace di dominare ma anche di rischiare a Cremona, senza trovare sbocchi se non nel terminale uno-due di Strahinja Pavlović e Rafael Leão. Domenica prossima c’è il derby, per chi ancora si dice convinto che i rossoneri possono riprendere i nerazzurri: questi ultimi intanto non si scompongono, “Prima o poi” sono Bravi (Michele) a trovare un goal. E semmai rivolgono un accorato appello a Federico Dimarco: “Resta con me”, il rock neutralizzato delle Bambole di Pezza a evitare sirene spagnole o inglesi per il 28enne esterno in forma smagliante.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chi non può imprecare alla “Stupida sfortuna” di Fulminacci è la Roma, in vantaggio 3-1 e poi raggiunta dall’orgoglio juventino nel finale di gara: &lt;/strong&gt;“Il meglio di me” (Francesco Renga) è quello che hanno dato Wesley França, Donyell Malen e soprattutto Francisco Conceiçao in alcuni dei goal più belli del turno, assieme ovviamente al cagliaritano &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2024/03/11/news/michael-folorunsho-e-le-qualita-sottostimate-6315105/"&gt;Michael Folorunsho&lt;/a&gt; che ha insaccato da distanza impossibile. Il suo vecchio allenatore a Firenze, Raffaele Palladino ora all’Atalanta, manca un’occasione per tenere il passo dopo l’esaltante rimonta europea: “Ogni volta che non so volare” di Enrico Nigiotti gli si addice quando -e non succede di rado- a una grande prestazione ne segue una che la vanifica. &lt;strong&gt;Va però dato merito al Sassuolo di Fabio Grosso di continuare la sua “Magica favola” anche in dieci uomini, &lt;/strong&gt;trovando due reti di cui una pregevole con Kristian Thorstvedt, e portando ormai entro un porto sicuro la sua navicella appena rientrata nella categoria di vertice.&lt;br&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Delle difficoltà bergamasche approfitta il Como, forse mai così bello come ora: se la stella Nico Paz ritarda a presentarsi al tavolo di pranzo e viene perciò punito dal sergente Cesc Fàbregas con l’esclusione dall’undici iniziale, è la stellina Jesús Rodríguez a prendersi i riflettori col suo primo goal e un altro assist decisivo. &lt;strong&gt;“La felicità e basta” è almeno per sette giorni l’unico obiettivo del Torino, ora in mano a Roberto d’Aversa, che con due goal schianta la Lazio attorno alla quale gironzolano tristi presagi,&lt;/strong&gt; prontamente confermati da Maurizio Sarri: sono gli “Avvoltoi” di Eddie Brock, gli stessi che stazionano da tempo sopra lo stadio Bentegodi di Verona, dove “L’uomo che cade” è il nuovo tecnico Paolo Sammarco e con lui le speranze di salvezza. A farlo precipitare, all’ultimo minuto, una vecchia conoscenza come Romelu Lukaku, al primo centro stagionale: “Romantici” coloro che lo ricordano essere sempre così determinante, ancora prima dei mondiali brasiliani. Ovviamente la ventisettesima giornata vivrà il proprio epilogo con i due incontri del Monday night: “Che fastidio!” lo spezzatino, un dito nella piaga del campionato. Sarà per sempre, sì?&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:11:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Enrico Veronese</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-02T13:11:00Z</dc:date>
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      <title>Garlasco, sport senza misteri</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/02/news/garlasco-sport-senza-misteri-8714217/</link>
      <description>&lt;p&gt;Alla fine, il vero mistero di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/garlasco/"&gt;Garlasco&lt;/a&gt;, è questo: come è possibile che la farmacista del paese, &lt;strong&gt;Silvia Strigazzi&lt;/strong&gt;, sia la preside... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 04:48:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Luca Cardinalini</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-02T04:48:00Z</dc:date>
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      <title>Bezzecchi domina in Thailandia, Aprilia sfida Ducati</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/03/01/news/bezzecchi-domina-in-thailandia-aprilia-sfida-ducati-8725694/</link>
      <description>&lt;p&gt;“Se parti spaventato, parti sconfitto”, aveva detto qualche giorno fa &lt;strong&gt;Marco Bezzecchi&lt;/strong&gt;. Così in Thailandia, alla prima gara dell’anno, il ricciolone di Rimini, ha deciso che era meglio spaventare gli altri, brutalizzandoli dal primo all’ultimo giro con la sua freccia nera, quest’Aprilia che è alla &lt;strong&gt;terza vittoria di fila &lt;/strong&gt;dopo le ultime due dello scorso anno, quando Marquez era però in infermeria e il Mondiale già chiuso. Questa vittoria ha tutto un altro sapore perchè ci racconta, con quattro Aprilia tra i primi cinque classificati e &lt;strong&gt;la prima Ducati solo sesta&lt;/strong&gt; (non capitava da 102 gare), che nell’ultimo anno con il vecchio regolamento forse sta cambiando qualcosa. Il derby italiano tra Aprilia e Ducati, tra Noale e Borgo Panigale, può diventare il motivo dominante di &lt;strong&gt;una stagione che si temeva noiosamente dominata dal solito Marquez&lt;/strong&gt;. Invece Marc in questo primo weekend dell’anno ha dimostrato di non aver ancora recuperato il 100% della condizione e poi ha dovuto ritirarsi dopo aver bucato la gomma posteriore contro un cordolo. “Quando hai vinto parecchio ci sono dei momenti in cui paghi qualcosa”, ammette Davide Tardozzi. Sempre lontano e in affanno costante&lt;strong&gt; Pecco Bagnaia&lt;/strong&gt; che non si sente più a casa sua e presto annuncerà il passaggio proprio all’Aprilia dove nel 2027 sognanon un dream team di piloti italiani.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Con una gara perfetta, Bezzecchi, si è fatto perdonare la scivolata nella sprint quando stava combattendo là davanti con Marquez. Si è rifatto con gli interessi, senza lasciarsi sopraffare dall’ansia e dalla necessità di fare risultato: “Sabato ho commesso un piccolo errore con una conseguenza enorme. Era importante rifarsi subito. Avevo in testa la strategia per riuscirci, ma era importante partire bene e ci sono riuscito. Poi ho solo dovuto gestire le gomme, ma la moto era perfetta la squadra ha fatto un lavoro incredibile e sono riuscito a rifarmi subito. All’inizio ho preso qualche rischio, poi mi sono detto fai un respiro, altrimenti fai dei danni anche oggi e dopo pochi giri mi sono dimenticato la scivolata”, racconta dopo aver dominato dall’inizio alla fine la terza gara di fila, una cosa che di solito riusciva soltanto a Marquez. In testa al mondiale c’è Acosta, vincitore della Sprint di sabato e secondo in gara. Ma è chiaro come l’uomo da tenere d’occhio sia proprio il Bez che in Aprilia ha trovato una squadra che ha piena fiducia in lui, tanto che Massimo Rivola, l’amministratore delegato dell’Aprilia Racing, anche l’altro giorno ripeteva che “Marco ha tutto per poter mettere in difficoltà Marquez”. Quando sente la moto tra le mani, Bezzecchi è capace di farla volare. Gli piace partire davanti e restarci. Qui lo ha fatto scattando dalla pole dopo che aveva già dominato le prove pre campionato. Non sarà sempre così, la Ducati dominatrice degli ultimi anni, tornerà ad essere competitiva, più con Marquez che con Bagnaia, ma l’Aprilia è certamente la moto che è migliorata di più in questi ultimi anni. Volendo fare un paragone con la Formula 1, mondo che Rivola conosce bene visto il suo passato ferrarista, si può dire che l’Aprilia sta facendo quello che ha fatto la McLaren che passo dopo passo ha recuperato sulla Red Bull. “Quattro Aprilia tra i primi cinque vuoi dire che in inverno in fabbrica hanno lavorato alla grande e ci hanno portato tantissime cose nuove da portare”, spiega il Bez che qualche giorno fa aveva inscenato un matrimonio social con la sua moto di bianco vestita. La luna di miele non finisce più.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 01 Mar 2026 10:14:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Umberto Zapelloni</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-01T10:14:00Z</dc:date>
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      <title>Dietro ai post sanremesi dell’Atletico Madrid. La strategia di marketing di Valerio Gori</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/dietro-ai-post-sanremesi-dell-atletico-madrid-la-strategia-di-marketing-di-valerio-gori-8714219/</link>
      <description>&lt;p&gt;Si capisce che è la settimana di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/sanremo/"&gt;Sanremo&lt;/a&gt; scrollando i social sul telefono già dal lunedì, dal giorno prima che inizi il Festival. Tra i contenuti ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 10:54:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Bernardo Cianfrocca</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T10:54:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>Quanta testa c’è stata dietro le medaglie di Milano-Cortina. Parla il mental coach Marco Valerio Ricci</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/quanta-testa-c-e-stata-dietro-le-medaglie-di-milano-cortina-parla-il-mental-coach-marco-valerio-ricci-8714472/</link>
      <description>&lt;p&gt;Un’edizione delle &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/milano-cortina%202026/"&gt;Olimpiadi invernali&lt;/a&gt; che è già storia. E per l’Italia, la migliore di sempre: dieci ori, trenta podi. Ma quanto con... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 08:55:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Francesco Gottardi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T08:55:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>È già tempo di riaccendere la fiaccola: iniziano i Giochi paralimpici</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/e-gia-tempo-di-riaccendere-la-fiaccola-iniziano-i-giochi-paralimpici-8714467/</link>
      <description>&lt;p&gt;La Grecia lascia il posto all’Inghilterra. Si riparte da lì, come ogni Paralimpiade, da quel piccolo paese a nord-ovest di Londra, Stoke Mandeville, dove il 29 luglio 1948 sir Ludwig Guttman gettò ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 08:47:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Paola Arrigoni</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T08:47:00Z</dc:date>
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      <title>Luciano Spalletti e gli uomini soli</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/luciano-spalletti-e-gli-uomini-soli-8714109/</link>
      <description>&lt;p&gt;In questi giorni sanremesi mi è tornata in mente una delle canzoni più controverse (per non dire altro) della storia del &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/societa/2026/02/23/news/un-festival-di-rass... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 08:31:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Alessandro Bonan</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T08:31:00Z</dc:date>
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      <title>Voglio una vita piena di adrenalina. Parla Simone Deromedis</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/voglio-una-vita-piena-di-adrenalina-parla-simone-deromedis-8714227/</link>
      <description>&lt;p&gt;Vuole una vita piena di adrenalina. Una di quelle vite fatte così, che tanto hanno fatto cantare Vasco Rossi. A &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/simone-deromedis/"&gt;&lt;strong&gt;Simone Deromedis&lt;/str... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 05:02:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Umberto Zapelloni</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T05:02:00Z</dc:date>
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      <title>La Champions e non solo quella, la vinciamo noi inglesi</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/la-champions-e-non-solo-quella-la-vinciamo-noi-inglesi-8714469/</link>
      <description>&lt;p&gt;Beato il popolo che non ha bisogno di eroi, diceva quello, e poveri tifosi juventini ridotti a diventare la parodia degli interisti di qualche anno fa: “Grazie eroi” ha titolato Tuttosport dopo l’eliminazione della squadra di Spalletti in Champions, e un po’ dappertutto è un florilegio di “a testa alta” e orgoglio bianconero manco fosse quello arcobaleno. Il calcio non è quella cosa in cui vincere è la sola cosa che conta, ma arrivare a esaltarsi per una sconfitta ai &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2026/01/30/news/bod-glimt-galatasaray-e-borussia-dortmund-chi-sono-le-avversarie-di-inter-juve-e-atalanta-in-champions-8598926/"&gt;playoff contro una squadra turca con più bolliti in campo&lt;/a&gt; di una serata di cover a Sanremo e un attaccante dispiaciuto di far gol agli avversari dice molto sul momento del calcio italiano.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E non me ne frega niente dell’Inter finalista due volte negli ultimi anni o dell’Atalanta che ha passato il turno battendo una squadra tedesca che ai playoff neppure avrebbe dovuto qualificarsi: &lt;strong&gt;trovare motivazionale uscire prima degli ottavi di finale in Champions è da campionato minore&lt;/strong&gt;. Va bene, non è la tradizione a scendere in campo, lo sa bene l’Inter umiliata da una squadra norvegese che tutti i suoi corifei mediatici ora si affrettano a definire fenomenale, ma che fenomenale non è: battere il &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/sport/2025/09/17/news/ogni-vittoria-del-bod-glimt-e-un-riscatto-culturale-e-sociale-8095696/"&gt;Bødo&lt;/a&gt; per i nerazzurri sarebbe stato più facile che moderare un convegno sulla riforma della giustizia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ha ragione Fabio Capello quando dice che le squadre italiane “non sono abituate a giocare a ritmi elevati e commettono errori... Quando aumentano il ritmo in Serie A vengono fermate perché un contrasto è troppo duro, toccano l’orecchio a un giocatore e cadono. Questi sono i risultati”.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;C’è un fatto indiscutibile quanto il mio amore per la bionda al bancone del pub: ci sono nove squadre inglesi agli ottavi di finale delle varie coppe europee, sei soltanto in Champions. Ieri sono state sorteggiate le sfide degli ottavi, e come sempre gli accoppiamenti sono demenziali, con partite clamorose tipo Real-City da una parte e scontri da Conference League tipo Bødo-Sporting. Tant’è: il Liverpool farà vedere alla Juventus che il Galatasaray si può eliminare senza patemi, il Chelsea cercherà di rimettere le lumache (rigorosamente halal) in gola ai franco-qatarioti del Paris Saint-Germain, il Newcastle batterà il Barcellona, e naturalmente il Manchester City cercherà di fare lo stesso contro il Real Madrid (occhio alla valanga di articoli nostalgici su Guardiola e le sue sfide ai Blancos). Unico su cui non scommetto è il Tottenham, vista la situazione in cui è lo spogliatoio, la presenza di Tudor in panchina e la tradizione a non vincere un cazzo che accompagna gli Spurs da decenni, eccezion fatta per lo scorso anno con Postecoglou, giustamente cacciato subito dopo per avere osato interrompere il filotto di figuracce. La vinciamo noi. &lt;em&gt;Cheers&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:49:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Jack O'Malley</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T04:49:00Z</dc:date>
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      <title>A Milano c'è la biblioteca dello sport, come far rivivere Mura tra libri e racconti</title>
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      <description>&lt;p&gt;"Ho saputo ieri dell’inaugurazione della biblioteca sul giornale e ho deciso di prendere il treno da Roma per venire qui. Sa io e &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/gianni-mura/"&gt;Gianni Mura&lt;/a&gt; ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:42:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Annagiulia Dallera</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T04:42:00Z</dc:date>
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      <title>L’Aprilia ci crede davvero: Márquez non è imbattibile</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/sport/2026/02/28/news/l-aprilia-ci-crede-davvero-ma-rquez-non-e-imbattibile-8714102/</link>
      <description>&lt;p&gt;L’atteggiamento più semplice sarebbe quello di indirizzare tutta l’attenzione su &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/marc-marquez/"&gt;&lt;strong&gt;Marc Márquez&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, sottolineare quanto lui e la ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:13:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Umberto Zapelloni</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T04:13:00Z</dc:date>
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      <title>Il Mondiale tra Rai e Dazn</title>
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      <description>&lt;p&gt;I &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/mondiali/"&gt;Mondiali&lt;/a&gt; di Stati Uniti, Canada e Messico iniziano a trovare “casa” in televisione anche in Italia. &lt;strong&gt;Nei giorni scorsi la Rai ha ufficia... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 14:03:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Marco Sacchi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-27T14:03:00Z</dc:date>
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