La lunga strada di Andrea Pellegrino per arrivare a sfidare Sinner

L’ultimo in classifica tra gli italiani al secondo turno raggiunge gli ottavi di finale nel torneo più importante che esista in Italia. Quanti mondi, punti, posizioni nel ranking, prize money diversi per poi ritrovarsi, un giorno, faccia a faccia col numero uno

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11 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:40 PM
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Foto LaPresse

Immagina i challenger, le qualificazioni, le wild card negate, un dream team che vedi passare e che ti sfugge. Immagina Roma il mese di maggio, quando al Foro Italico giocano i campioni e tu invece sei a Torino, provincia dell’impero del tennis almeno in primavera, per guadagnare 6 punti Atp e 2.510 euro lordi di montepremi (nel 2025, la settimana dopo, mentre i migliori al mondo sono a Parigi per il Roland Garros, Andrea Pellegrino era a Helibronn, Germania: zero punti Atp e 1.515 euro portati a casa). Ti dicono che è gavetta, esperienza, fallisci ancora, fallisci meglio, serve a farsi le ossa. Solo che tu hai 29 anni, quanto devi correre, perdere, soffrire perché le tue ossa siano pronte?
Dodici mesi dopo, eccolo Andrea Pellegrino, per la prima volta nel tabellone principale del torneo di Roma, al terzo turno degli Internazionali d’Italia, giocare per un posto agli ottavi contro Frances Tiafoe, numero 22 del mondo ed ex top 10.
Occorre un pizzico di aiuto dall’alto, un avversario che si ritira al secondo turno, una palla che sfiora la riga, Roma che ti dà una mano, la fortuna, per fortuna, ogni tanto aiuta gli ostinati. Ma la fortuna non basta mai. I muscoli di Andrea Pellegrino, le sue calze sempre sporche di terra rossa, raccontano altro. E cioè che puoi essere il numero 1 o il numero 155, le ore che passi in campo sono le stesse, a essere diversi sono i mezzi a disposizione, la prospettiva e gli orizzonti che sei capace di concedere a te stesso, la fiducia che ti rimane dopo una vita trascorsa nella giungla dei tornei minori.
Nel primo set Andrea Pellegrino è stato in vantaggio 4 set a 0, prima che il tennis si mostrasse per quello che è, non solo boxe ma psicoanalisi. Vince chi non trema quando non si deve tremare. Da 4 a 0 a 5-3 per l’italiano, poi dal 5-3 all’allungo di Tiafoe, 3 game consecutivi e 6-5 per l’americano. Tutto secondo i pronostici, così come da pronostici sono stati gli errori più che gratuiti nei momenti importanti, i doppi falli e la risatina che ne è seguita, come a dire, “lo sapevo”, com’è prevedibile questo gioco. Il fatto è che Andrea Pellegrino a 29 anni ha ribaltato i pronostici, stava vincendo una partita che ha rischiato di perdere, ha avuto due set point contro (in casi come questi chiamiamoli pure match point) e non si è mosso di un centimetro. Ha tremato, certo, ma non troppo. A volte capita che chi ha una chance la sfrutti, e questo, in estrema sintesi è quello che distingue i campioni dai comuni mortali. E così, l’ultimo in classifica tra gli italiani al secondo turno raggiunge gli ottavi di finale nel torneo più importante che esista in Italia (escluse le Finals).
C’erano 30 gradi dentro la Super Tennis Arena, dentro lo Stadio dei Marmi. Niente in confronto a certe partite giocate ad agosto a Cancun, Messico. Ecco cosa voleva dire farsi le ossa, un giorno sarebbe servito a battere 7-6, 6-1 Frances Tiafoe. E’ curioso da notare che subito dopo il match point l’azzurro si è inginocchiato esattamente come Jannik Sinner dopo la finale vinta a Wimbledon.
E sarà proprio Sinner il prossimo avversario di Pellegrino. Tra i due c’è un precedente, a Santa Margherita di Pula, in un torneo un gradino sotto i challenger, era il 2019, si sono affrontati in finale, ha vinto il ragazzo che sarebbe diventato numero uno al mondo.
Quanti giri, tabelloni, partite, quanto tennis vissuto sempre, da allora in poi, da prospettive differenti. Quanti mondi, punti, posizioni nel ranking, prize money diversi per poi ritrovarsi, un giorno, nello stesso campo.