Era di maggio, il maggio del Giro d'Italia

Fu nel 1909 che il quinto mese dell'anno iniziò a diventare il mese della grande corsa a tappe italiane. Fu il 10 maggio del 1931 che iniziò a tingersi di rosa. È solo il giorno della vigilia del Giro d'Italia che maggio offre il suo lato migliore

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7 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 02:03 PM
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Foto LaPresse

Era de maggio e te cadeano nzino, / a schiocche a schiocche, lli cerase rosse. / Fresca era ll'aria, e tutto llu ciardino / addurava de rose a ciento passe”, scriveva Salvatore Di Giacomo, parole poi messe in musica da Mario Pasquale Costa.
Era de maggio anche allora, quando tutto iniziò. Era di maggio, il 13 maggio del 1909. Ed era di notte, le 2:53 perché all'epoca di notte si partiva perché i chilometri erano tantissimi, le biciclette pesanti e più di tanto non è che si potesse andare veloci. Era di maggio che il Giro d'Italia partì per la prima volta. E di maggio il Giro d'Italia ha continuato a vagare per il Belpaese e, saltuariamente, per l'Europa.
È di maggio che il Giro va in giro. E maggio è il mese del Giro d'Italia, sebbene, a volte, si è dilungato sino a giugno. Maggio con le sue speranza di sole e la promessa di caldo, con i suoi reflussi invernali. Maggio che è un sussurro d'estate che chiama pioggia per conservare i suoi colori accesi. Maggio che si è colorato di rosa per la prima volta il 10 maggio del 1931 a Mantova. Prima di allora di rosa c'erano solo le pagine della Gazzetta dello sport lungo le strade, qualche cartello all'arrivo. Poi il rosa divenne il colore di un obbiettivo, di un sogno bambino, a volte adolescente, che si avverava solo in età più o meno adulta. Una maglia da indossare in gruppo, da esibire sul podio di tappa sperando di poterla indossare anche sul podio finale. Quello che un tempo era a Milano e che ora è a Roma, dopo aver peregrinato a lungo in Italia quando i soldi hanno iniziato a contare anche nell'organizzazione e i milanesi a lamentarsi di una città che per un giorno celebrava la bicicletta e i suoi campioni.
È maggio da qualche giorno, eppure maggio inizierà davvero domani, quando le ruote delle biciclette dei partecipanti al Giro d'Italia 2026 inizieranno a muoversi a Nesebăr, Bulgaria, su di un vialone sovietico a due passi dal mare ma da dove il mare non si vede.
Un maggio distante che diventerà anche italiano da martedì 12 maggio, quando da Catanzaro il Giro ripartirà verso Cosenza e poi su a risalire la penisola.
La fine del Giro d'Italia coinciderà con la fine di maggio. Ventiquattro giorni biciclette veloci, di scatti, di fughe, di rincorse. Di sogni rosa. In nessun giorno però i sogni sono puri e immacolati come nel giorno prima della prima tappa del Giro d'Italia. È solo nel giorno prima della prima tappa del Giro d'Italia che tutto appare possibile, che ogni cosa può davvero accadere, anche, perché no, ciò che sembra impossibile, figurarsi l'improbabile. Soltanto la vigilia del via della corsa rosa, il nostro maggio, e quello dei corridori ovviamente, è più maggio e sentiamo la sua speranza di sole, la sua promessa di caldo e il suo sussurro d'estate.
E so turnato e mo, comme a na vota, / cantammo nzieme llu mutivo antico; / passa llu tiempo e llu munno s'avota, /ma ammore overo no, nun vota vico”.