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Quanto vale una salvezza in Serie A
Retrocedere in Serie B non è solo una sconfitta sportiva rischia di equivalere a un reset industriale
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27 APR 26
Ultimo aggiornamento: 08:49 AM

Un'immagine di Lecce-Cremonese dell'8 marzo 2026. Le due squadre stanno lottando per salvarsi (foto Ansa)
A poche giornate dalla fine del campionato, la lotta salvezza è il vero romanzo popolare della Serie A: meno glamour della corsa Champions, ma infinitamente più spietata. In fondo alla classifica ballano punti, nervi e soprattutto milioni. Perché restare in A vale, da solo, circa 25 milioni di euro di diritti tv. E perché scendere non è solo una sconfitta sportiva: è il rischio di reset industriale.
Dal Cagliari al Pisa passando per Cremonese, Lecce e Verona, la lotta soprattutto per la terzultima posizione si è fatta particolarmente accesa. E se si retrocede? Qui entra in scena il “paracadute”, il dispositivo con cui la Lega prova ad ammortizzare l’impatto della retrocessione. Il plafond è di 60 milioni, distribuiti per fasce: 10 milioni alle neopromosse (fascia A), 15 a chi ha una permanenza intermedia (fascia B), 25 a chi è più strutturato e stabile (fascia C). Con una postilla spesso trascurata: il 10% del provento deve essere restituito alla Lega Serie B.
Considerando le squadre in corsa, Verona, Lecce e Cagliari incasserebbero ciascuna 25 milioni, mentre Pisa e Cremonese 10. Ma il punto non è solo quanto si incassa, bensì quanto pesa. I numeri medi delle ultime 10 stagioni raccontano che il paracadute vale 15,1 milioni, cioè il 39,4% di un fatturato tipo da 38,4 milioni in B. Un’ancora importante, ma non risolutiva, anche perché i costi legati alla restano elevati (33,2 milioni in media per stipendi e ammortamenti calciatori) e il risultato netto medio è negativo per 12,9 milioni.
Il salto tra le due categorie è netto: il fatturato medio passa da 51,5 milioni in A a 38,4 in B (-25,4%), mentre le perdite tendono ad ampliarsi (+22%). Il paracadute, dunque, non è un salvagente che riporta a riva (seppur nel 70% dei casi chi ne usufruisce si qualifica quantomeno ai playoff promozione), ma una bombola d’ossigeno per evitare l’immediata asfissia. Serve a guadagnare tempo per ridimensionare stipendi, rinegoziare contratti, ripensare il modello.
Ecco perché, in queste ultime giornate, ogni punto vale doppio: uno per la classifica e uno per il conto economico. La differenza tra restare e scendere è una linea sottile che separa continuità e ricostruzione. Il paracadute attutisce la caduta, ma non la cancella. In fondo, è questo il senso della lotta salvezza: non sopravvivere soltanto, ma restare dove il sistema paga davvero.