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Conegliano è tornata imbattibile
Cosa c’è dietro all’ottavo scudetto di fila delle ragazze di Santarelli. Stavolta la vittoria ha un sapore diverso perché la squadra ci è arrivata rincorrendo, perdendo i primi due trofei della stagione, affrontando assenze, infortuni e pettegolezzi. Non che fossero infondati, ma avrebbero minato qualsiasi altro ambiente. Tranne Conegliano
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25 APR 26

Foto Ansa
Non fanno neanche più notizia, uno pensa. Poi ci ragiona e aggiusta il tiro: fanno la storia. Il volley femminile targato Conegliano batte l’eterna rivale Milano e vince l’ottavo scudetto consecutivo (nono complessivo) superando il record della Foppapedretti Bergamo. Adesso si punta dritti verso l’immortalità, che sono gli undici tricolori della Teodora Ravenna. E da qui non sono neanche così lontani. Stavolta però la vittoria ha un sapore diverso. Non perché siano cambiate le dinamiche (le venete erano comunque le grandi favorite) ma perché la squadra allenata da Daniele Santarelli ci è arrivata rincorrendo. Perdendo i primi due trofei della stagione – Supercoppa e Mondiale per club – affrontando assenze, infortuni e pettegolezzi. Non che fossero infondati, ma avrebbero minato qualsiasi altro ambiente. Tranne Conegliano. Che in quanto a solidità societaria non solo non ha rivali, ma gioca proprio un campionato a sé e oggi raccoglie i frutti di una struttura dove tutti eccellono.
Non è un caso se proprio Santarelli resterà esattamente dov’è, sulla panchina che gli garantisce la migliore vista sul mondo. In attesa che dopo i Giochi olimpici di Los Angeles la Fipav gli consegni la Nazionale italiana. Quella che dovrà raccogliere l’eredità di Velasco e rinnovarsi. Intanto colleziona trofei. “Questo è uno scudetto meraviglioso, bellissimo” racconta il tecnico classe 1981 che dal 2017 è il primo allenatore delle Pantere. “Se penso a come abbiamo cominciato la stagione, le difficoltà che abbiamo avuto, nessuno le può sapere… con tutto il lavoro che abbiamo fatto per venirne fuori, per dimostrare che eravamo ancora noi. Ci hanno detto di tutto perché sapevano che quest’anno stavamo perdendo sangue. Le prede hanno sentito l’odore, ma noi siamo stati molto umili, abbiamo cambiato pelle, abbiamo capito che dovevamo snaturarci, lavorare ancora più duramente per ritornare a essere noi stesse. Io, lo staff e le ragazze abbiamo imparato tantissimo. Ma oggi parlo per me e lo ripeto: io come uomo e come allenatore ho imparato tantissimo. Sono stati momenti difficili, ma questa è una stagione magica e non è ancora finita perché adesso nella mia testa c’è già il VakifBank Istanbul e la semifinale di Champions League”. Che si giocherà in Turchia il primo fine settimana di maggio e dove ci sarà anche Scandicci.
Stagione complicata, dicevamo. Di sicuro mercoledì, in gara quattro di finale, l’Imoco Conegliano ha dovuto contenere le avversarie e le emozioni. Se in casa si era lasciata sopraffare dalla Milano di Danesi ed Egonu (l’ultima a mollare o l’unica a resistere scegliete voi) a Milano ha giocato un livello tecnico degno delle passate annate travolgenti. Con l’opposta svedese Isabelle Haak che ha meritato il titolo di Mvp e che resterà a Conegliano nonostante le sirene turche. Chi ha lasciato la Nazionale, ma non ha ancora intenzione di smettere è Monica De Gennaro. La campionessa olimpica e mondiale è l’unica ad aver vinto tutti i 31 trofei della storia di Conegliano. Lei c’è da sempre ed è la vera anima bella e ruggente. “Tutti si aspettavano un crollo di Conegliano, ma Conegliano è ancora qua. Ce lo meritiamo, perché giocare con il bollino di quelle che devono sempre vincere non è facile. Siamo giocatrici come le altre”. Chiedetelo alle avversarie degli ultimi otto anni.