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Ecco cosa farà "davvero" Ibrahimovic a Sanremo

Giuseppe Pastore

Come riuscirà a riempire cinque serate al Festival l'attaccante del Milan? Appunti di scena inventati (ma verosimili)

Ma al di là di tutto, che diavolo ci fa Zlatan Ibrahimovic sul palco di Sanremo per cinque serate da cinque ore l'una di durata, ipotizzando un tempo medio di almeno due ore per volta? Esiste in Italia un autore comico talmente prolifico da buttare giù dieci ore di gag su un calciatore di 40 anni che non sa cantare né ballare né dire barzellette in napoletano né gli puoi far recitare un monologo in cui parla tutti i dialetti d'Italia tipo Enrico Brignano? Siamo entrati in possesso degli appunti di scena che girano da settimane nei segreti corridoi della RAI e del Teatro Ariston.

 

MARTEDÌ

La lesione muscolare all'adduttore rimediata a Roma ha purtroppo fatto saltare la prima gag studiata a tavolino dai diciannove autori del Festival: Ibra che inciampa scendendo le scale e Amadeus e Fiorello che irrompono sul palco e urlano insieme “Haha, rigore per il Milan!”. Ma il repertorio studiato ad hoc per il fuoriclasse svedese è praticamente sterminato, a cominciare dalla instant-cover de L'Italiano di Toto Cutugno da dedicare all'allenatore dello Spezia in caso di risultato positivo contro la Juventus.

  

Com'è noto, il pubblico di Rai1 non è esattamente sul pezzo e ogni sketch va accuratamente smussato e appiattito e portato a una complessità livello Televideo. Per esempio, non tutti gli spettatori di Ra1 sanno che Ibrahimovic è cintura nera di taek-won-do: così, per esplicitare il concetto, Zlatan viene fatto salire sul palco indossando un candido kimono e i capelli legati a chignon. “Ma questo è judo, è un'altra cosa!”, protesta Ibra. “Nooo abbiamo sbagliato, porco Judo!”, esclama a quel punto Fiorello, scatenando l'ilarità di Amadeus e scroscianti applausi registrati. Oppure prendiamo i Måneskin, rock band romana il cui nome è una parola danese che significa “chiaro di luna”, e qui un autore che lavorasse per Netflix butterebbe giù almeno una dozzina di cartelle sull'odio ancestrale tra svedesi e danesi, roba a livelli The Kingdom di Lars Von Trier. Invece siamo in Italia, al Festival di Sanremo, nell'anno 2021, e Fiorello ha il colpo di genio: “A Zlatan, ma questi sò danesi, t'o'o ricordi quanno avete fatto er biscotto agli Europei? Du' anni dopo se semo presi 'a rivincita! Po po po po po po pooooo”, e tutta l'orchestra gli va appresso attaccando Seven Nation Army.

 

(Vi starete chiedendo perché Fiorello parli in romanesco. La verità è che sulle prime serate di Rai1 aleggia da tempo immemore un incantesimo per effetto del quale, anche se i tre conduttori sono un romagnolo cresciuto a Verona, un siciliano e uno svedese di origini bosniache, finiranno sempre tutti a parlare in romanesco).

 

MERCOLEDÌ

Non tutti sanno che in gioventù Fiorello è stato il primo conduttore del Karaoke su Italia1 – o almeno, questo sembra essere il convincimento di Fiorello, codardamente assecondato dai trentadue autori del Festival a libro paga RAI. Folgorato dai capelli lunghi di Ibra, gli dice “'A coso, lo sai che io la coda la portavo già trent'anni fa?”, in un tripudio di risate registrate durante una puntata di Studio Uno del 1962 che incorniciano un imperdibile monologo nostalgico sugli anni Novanta, Blockbuster, le musicassette, Anna Falchi e Telemontecarlo. “A Zlatan, tu sarai pure campione de teccondò, ma io sò cintura nera de karaoke!”. Ibrahimovic è bravissimo a guardarlo fintamente in cagnesco mentre ripassa mentalmente l'immagine di sé stesso che come zio Paperone fa il bagno nelle centinaia di dobloni al minuto che sta guadagnando da inizio settimana. La scaletta della serata offre quindi uno Zlatan più intimista che guarda su DAZN il Milan in camerino, distruggendo un faretto al neon con un calcio volante alla prima diagonale sbagliata da Romagnoli. Poi alle 23 appare Laura Pausini, fresca di Golden Globe, e un'altra geniale trovata autoriale la porta a duettare con Zlatan sulle note di La solit-Udine, dedicato alla squadra che senza il suo totem è stata imbrigliata sullo zero a zero dal 3-6-1 di Luca Gotti.

 

GIOVEDÌ

“Zlatan Ibrahimovic e Sinisa Mihajlovic insieme sul palco a Sanremo: canteranno una canzone dei Nomadi”. Pronunciare in tv o sui social siffatta battuta – a sfondo certamente razzista, nonché estremamente banale – porterebbe all'immediato allontanamento dell'autore da ogni posto di lavoro, o quantomeno a una pressante richiesta di scuse contrite e ribadite. Ma quale cortocircuito politicamente s/corretto si genera se sono proprio Ibra e Sinisa a scegliere una canzone dei Nomadi? E se questa canzone è proprio “Io vagabondo”? Il Festival di Sanremo, e più in generale l'Italia, sta diventando sempre più una specie di grottesco Brazil di Terry Gilliam?

 

Il team di sessantacinque autori non è pronto ad alzare così tanto l'asticella: si susseguono riunioni, vertici, febbrili call su Teams per disinnescare la trappola di un ragionamento complesso che potrebbe fare capolino nelle menti degli spettatori distogliendoli dall'esibizione di Orietta Berti. Alla fine deve pensarci Fiorello, come sempre, con una trovata delle sue: mentre Ibra e Sinisa cantano, tenere in sovraimpressione le parole della canzone che si colorano di azzurro con il procedere dei versi. Ma per fortuna è la serata delle cover, e alcune delle scelte degli artisti in gara forniscono materiale a iosa per nuove sapide gag: per esempio Irama si cimenta in Cyrano di Guccini, il che offre a quel ragazzaccio di Rosario un assist formidabile per ironizzare sulla lunghezza dei nasi di Ibrahimovic e Amadeus. Da non perdere il gustoso fuori programma con Francesco Renga, cui Zlatan domanda retorico: “Lo sai che una volta dopo una partita di Champions ho appeso il fidanzato della tua ex al muro dello spogliatoio?”.

  

VENERDÌ

Alla quarta serata le gag sull'Inter, sul Milan, sui nasi e sulle arti marziali mostrano un po' la corda: così, con la supervisione di Barbara Palombelli, Amadeus e Fiorello cercano di far emergere i lati più nascosti di Ibrahimovic, inventandogli su due piedi una passione un po' raffazzonata per la pittura rupestre o l'aeromodellismo. A Zlatan va bene tutto, sta già pregustando il momento in cui darà mandato a Mino Raiola di distruggere su Youtube ogni traccia audio-video di questa settimana infernale. Poi, a un certo punto, in diretta, sembra ribellarsi all'ennesima gag stiracchiata: “E stasera cosa mi fate cantare, Prendi questa mano zingaro? Per chi mi avete preso, per Ibra Zanicchi?”. Ma è una gag anch'essa: infatti dal retropalco sbuca proprio Iva Zanicchi, che ne approfitta un po' per pastrugnarsi l'aitante Zlatan in spregio alle vigenti normative anti-Covid.

 

SABATO

È la sera del grande incontro e della Grande Pace in Diretta, pianificata e tenuta nascosta ai media per tutta la settimana per amplificare l'effetto sorpresa. Amadeus la sta organizzando da un mese; tutto converge per il grande momento alle 22:45 della serata finale del Festival. “Ci siamo”, esordisce Ama allargando a dismisura le froge del naso. “È arrivato il momento in cui Zlatan farà la pace con un grande campione dello sport con cui ha avuto qualche screzio...”. E Fiorello regge il gioco come solo lui sa fare: “Ah, ma dici Duvan Zapata?”. “No, no, di più!”. “Allora Diego Godin, quello dell'Inter!”

“No Rosario, Godin gioca a Cagliari, e comunque di più!”

“Ma scusa, non starai mica parlando di Lebron James???”

“Certo che no, e poi vive a Los Angeles, non può venire a Sanremo!”

“Ma allora stai parlando di...”

“Proprio lui!!!”

Si apre il sipario e finalmente scende Sasà Aronica, l'ex difensore con cui Ibra, felice come una Pasqua all'idea di menare finalmente le mani, rimette in scena la famosa gag di Milan-Napoli 2012 con Amadeus al posto di Nocerino in mezzo a prendere schiaffi.

  

La serata finale del Festival termina alle 4:15 del mattino con la vittoria annunciata di Fulminacci e il simpatico fuoriprogramma della signora delle pulizie che ignara di tutto entra sul palco a passare il Dyson proprio durante l'esibizione di Bugo. L'Italia in zona rossarancio si è barricata in casa per seguire Zlatan e i suoi amici, con uno share medio dell'86 per cento. Ibrahimovic viene subito assoldato come concorrente della prossima edizione del Grande Fratello Vip, in palinsesto da luglio a dicembre 2021: ha già trovato l'accordo economico con Mediaset e a giugno, subito dopo il rinnovo biennale del contratto con il Milan, informerà anche la società.