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Il destino del Manchester City

Il club inglese è stato escluso dalle coppe europee nelle prossime due stagioni con una multa aggiuntiva da 30 milioni di euro, a causa di “gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul Fair Play Finanziario”

22 Febbraio 2020 alle 06:08

Il destino del Manchester City

Foto LaPresse

Ricavi gonfiati e costi nascosti, con la complicità degli sceicchi da Abu Dhabi. È questa l’accusa dell’Uefa che ha portato il Manchester City a essere escluso dalle coppe europee nelle prossime due stagioni (2020/21 e 2021/22) con una multa aggiuntiva da 30 milioni di euro, viste le “gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul Fair Play Finanziario”. Una stangata al club inglese, reo soprattutto di aver sopravvalutato le entrate delle sue sponsorizzazioni a bilancio tra il 2012 e il 2016.

 

Una storia tuttavia emersa solo grazie alle email scoperte da Football Leaks, in cui i massimi dirigenti dei Citizens ammettevano che le varie sponsorizzazioni provenienti dagli Emirati erano in realtà soltanto iniezione di capitali, portando così alle “gravi violazioni” di cui sopra secondo l’Uefa.

 

La reazione del City non si è fatta attendere, tra ricorso al Tas e parole di fuoco verso la Federcalcio continentale: “Le accuse sono false e lo proveremo. È stata una sentenza politica”, le parole dell’ad Ferran Soriano. Il rischio ora è che, nel caso in cui l’esclusione venisse confermata dal Tas, si scateni un effetto a catena: non solo sul passato (si parla anche di possibile revisione da parte della Premier League del titolo 2014) e sul presente (possibili punti di penalizzazione in campionato nella stagione in corso), ma anche sul futuro.

 

Secondo le stime, infatti, il club di Manchester rischia di perdere circa il 15 per cento dei propri ricavi (intorno ai 100 milioni di euro) che negli ultimi anni sono derivati dalla partecipazione alla Champions League tra diritti tv e botteghino, con conseguenze sul mercato e la possibile scelta di cedere alcuni dei suoi big per mantenere i conti in equilibrio. La speranza, aspettando la decisione finale del Tas, è che lo stesso tribunale sportivo di Losanna scelga intanto di congelare la sentenza, permettendo al City di giocare in Europa la prossima stagione. Annata che è, a oggi, l’ultimo anno di contratto con Pep Guardiola: “Se non mi esonerano, io non me ne vado”, ha commentato il tecnico spagnolo, già comunque nel mirino di molti club in Europa. Tutto ora è nelle mani dei giudici svizzeri: da loro potrebbe dipendere il futuro del Manchester City.

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