Non vi piace il calcio femminile? Chissenefrega

foto LaPresse
Senza esagerare nella psicologia sociale da bar, questa reazione a metà tra l’isterico e il primitivo nei confronti del calcio femminile testimonia, una volta di più, che il calcio in Italia finisce sempre per essere anche qualcos’altro, non solo sport, non solo competizione, ma fenomeno politico e sociale. È la sua forza, naturalmente, ma è anche la sua condanna. Non si spiegherebbe altrimenti per quale perversione uno debba infliggersi una cosa che gli fa schifo, come a molti fa legittimamente schifo il calcio femminile: si può guardare un film, addormentarsi davanti alla Formula 1, andare al cinema, fare una passeggiata. Invece no, moltissimi si costringono a guardare le partite, le trasmissioni, si leggono tutti gli articoli, e poi partono con il ritornello sui social: e sono lente, e sbagliano gli stop, e tirano a due all’ora, e sono ridicole, e il marketing, e il femminismo, e questo non è calcio… Come se fosse stato profanato chissà quale spazio maschile, chissà quale primazia politica e culturale. Non vi piace il calcio femminile? E chissenefrega. Non guardatelo, c’è il calciomercato, che è così appassionante, e portate un po’ di pazienza, tanto tra un mese ricominceranno le imperdibili amichevole estive.
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