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Datemi un elicottero per fuggire dal calcio

L’addio sul campo del 55enne siciliano, l’eterno Miura e lo sport più bello trasformato in editoriale

6 Aprile 2019 alle 06:00

Datemi un elicottero per fuggire dal calcio

Il finto rapimento di Ignazio Barbagallo

Lo confesso: avrei voluto prendervi per il culo per le capriole che state facendo in Italia sui buu a Kean, ma come posso farlo se in Inghilterra stiamo discutendo da giorni sulle accuse di nazismo al portiere del Crystal Palace che in una foto di gruppo postata su Instagram ha il braccio destro alzato? Terrorizzati dalle nostre stesse opinioni, vediamo mostri ovunque e nel dubbio preferiamo denunciarli, anche quando sono le nostre stesse ombre. Guardate la foto, cercatela online: il povero Wayne Hennessey sta chiaramente dicendo qualcosa al fotografo, alza il braccio per attirare la sua attenzione, mette l’altra mano alla bocca per farsi sentire (è seduto al fondo del tavolo). In quel momento viene scattata la foto, e Wayne è fottuto. La Football Association lo ha indagato per istigazione al nazismo e lui è stato messo momentaneamente fuori squadra. Hennessey si è spiegato sui social, la Commissione che lo investigava non è riuscita a provare nulla e lui tornerà a giocare.

 

 

  

Stiamo trasformando il calcio in un manuale di bon ton, se Hennessey vorrà fuggirne può chiedere aiuto a Ignazio Barbagallo, il 55enne giocatore della Viagrande, squadra siciliana di Terza categoria, che qualche giorno fa ha inscenato il suo addio al calcio con una coreografia da fare invidia ai Casamonica: durante la partita contro il (o la?) Play Shop Nebrodi ha fatto atterrare un elicottero in campo. Da lì sono scesi dei finti rapitori con un cartello che diceva “servizio eliminazione giocatori finiti”, hanno prelevato Barbagallo e sono ripartiti. L’attempato calciatore è stato squalificato fino a giugno: “Così il mio addio resterà nella storia”, ha detto.

 

  

Avrebbe potuto fare come Kazu Miura, il giapponese che a 55 anni ancora gioca a livello professionistico e ha fatto sapere di volere morire in attività. Niente elicottero per lui, dunque, semmai si chiami un’ambulanza per l’autore dell’articolo apparso ieri su gazzetta.it, in cui si diceva che Miura avrebbe “ispirato il personaggio di Oliver Hutton, l’Holly di Holly e Benji”. Certo, e Cristiano Ronaldo ha ispirato Ronaldo il Fenomeno, Maradona Pelè, Beppe Severgnini Indro Montanelli e Hennessey Hitler. La trasformazione del calcio in un editoriale di Repubblica continua, e pure parlando della semifinale di FA Cup di oggi tra Brighton e Manchester City si è riusciti a buttarla sul razzismo, ritirando fuori un’intervista di due anni fa di Chris Hughton, manager di colore dei Seagulls che sottolineava come sia difficile per un allenatore nero allenare ad alti livelli in Inghilterra. Io mi godo la partita di Wembley, spero che segnino Sterling e Jahanbakhsh, e con una pinta di birra in mano brindo all’hacker francese che ha fregato due milioni di euro alla Lazio che fa i bonifici online con la stessa attenzione con cui la Roma difende in campo, e aspetto il momento non lontano in cui abbracciati esulteremo per il primo allenatore donna, omosessuale e di colore della Premier (e chissenefrega se saprà allenare) sentendoci finalmente a posto. Quel giorno, nel dubbio, al portiere del Crystal Palace sarà già stato tagliato il braccio.

Jack O'Malley

Jack O'Malley nasce a Sheffield quando lo United era in seconda divisione. Dopo un'infanzia felice trascorsa nel cottage di famiglia nello Yorkshire, si trasferisce nella capitale per iniziare una lunga carriera in tutti i settori del giornalismo, fino ad approdare – dopo una parentesi di dieci anni in Italia – all'argomento che più ama: la Premier League. Adora il tè delle cinque, le passeggiate col suo setter nella calma di Hyde Park e non disdegna un buon bicchiere di brandy. Pensa che non ci sia nulla di più bello di Londra avvolta dalla nebbia o sotto la pioggia. Uomo dallo spiccato sense of humour, per il Foglio scrive ogni martedì di calcio inglese nella rubrica "That win the best", titolo che non lo entusiasmava finché dalla redazione non gli hanno spiegato che era la citazione di un film italiano. E' su twitter.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    09 Aprile 2019 - 08:08

    Caro O’Malley, anche il calcio non e’ piu’ quello di una volta. Non sappiamo ancora se per colpa del buco nell’ozono, o del riscaldamento globale, o delle scie chimiche, o delle emissioni di Co2, o delle multinazionali dei vaccini...Ma presto ogni interrogativo sarà sciolto. Da quale guru ce lo spiegherà un editoriale di Repubblica?

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