Wanda Nara, che male c’è?

Alessandro Bonan

12/01/2019

Wanda Nara, che male c’è?

Foto LaPresse

C’è un filo nemmeno troppo sottile di maschilismo nel giudicarla sotto la sua nuova veste di curatrice degli affari di Icardi

Se è vero che gli uomini preferiscono le bionde forse, da qualche parte, ci sarà un motivo. Wanda Nara è la più bionda che ci sia. Spicca di giallo in mezzo al grigio della città. Se passi da via della Spiga a Milano, è lei la spiga più luminosa. E ti verrebbe di coglierla da quanto è brillante e leggera. Wanda ti cattura con il suo sorriso e una visione del mondo attraente. Le piace tutto ciò che luccica, che sia l’oro o il sole. Si muove come una libellula impacciata, però ci prova a volare eccome: sostenibile di leggerezza essere. Vive da sempre in mezzo ai calciatori e ormai ha capito come giocare d’anticipo. Il suo mestiere era fare la moglie, la mamma, poi, si è stufata di aspettare accanto alla abat-jour e si è messa in gioco. C’è un filo nemmeno troppo sottile di maschilismo nel giudicarla sotto la sua nuova veste, inutile girarci intorno. Cerca il massimo per il suo Mauro, di soldi e di gloria. Che male c’è? Usa i moderni strumenti della comunicazione per farlo, social e tv, e anche questo non sembra il top del crimine. Eppure la bionda è circondata, come una squaw tra le baionette del generale Custer, colui che fece una brutta fine contro gli indiani Lakota. Wanda ha scelto la freccia più avvelenata per trafiggere gli avversari, quella della parola. Si alza la mattina, si guarda allo specchio, un filo di rossetto sulle labbra, e poi via verso nuove avventure. Icardi è calciatore, marito, padre e fatturato. Ogni giorno è buono per farlo crescere. Nel suo ruolo di centravanti è diventato grande, come marito e padre è un amorevole ragazzo, in quanto al fatturato si può pretendere ancora qualcosina. Wanda è su questo qualcosina che lavora. Parla, sorride, provoca e poi osserva il panorama e aspetta – come se fosse un’eco – il ritorno delle sue parole. Questa è la sua strategia, che non pare tanto diversa da quella di molti altri suoi colleghi maschi. La famosa deregulation in tema di procuratori, prossima a una sacrosanta riforma, al momento la legittima sotto il profilo delle regole. Quindi, per la legge, la bionda può lavorare. Icardi intanto, a ogni sortita pubblica la sostiene. Lo fa con mille affettuosi abbracci e tanti baci. Se di una cosa dobbiamo essere invidiosi in tutta questa storia è della gioia che trasmettono la bionda e il centravanti. E se qualcuno giudica disdicevole tanta promiscuità, può tranquillamente voltarsi da un’altra parte in cerca di tristezza. Perché la felicità è una fotografia appesa alla speranza, basta sapere guardare anche con il cuore invece di stupirsi puntando il dito. Per questo, e tutto il resto, Wanda, che male c’è?