I necrologi del calcio italiano

Redazione

Il Milan fuori dall’Europa e la Figc che da novembre non batte un colpo

Il “vi siamo vicini” inviato dal commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, al Milan estromesso per decisione dell’Uefa da tutte le competizioni per un anno (motivo: violazione del fair-play finanziario nel triennio 2014-’17, tramonto dell’èra berlusconiana), sembra uno di quegli annunci che accompagnano i necrologi sui giornali, le “partecipazioni”. Un buffetto sulla guancia, insomma. Peccato che lo sciagurato destinatario del cordoglio della Figc sia il club italiano che più ha vinto nella storia a livello internazionale. Nelle settimane in cui il Milan veniva posto sotto osservazione dagli inflessibili (a seconda del club cui sono chiamati a giudicare, Paris Saint-Germain docet) inquirenti del calcio europeo, giustamente sospettosi della serietà dell’imprenditore cinese Yonghong Li – delle cui celebri miniere di fosforo in Cina intanto s’è persa traccia – dall’organismo di comando del calcio italiano non è giunta neppure una parola. Silenzio assoluto, quasi che il problema non ci fosse. O che si trattasse di una vicenda che riguardasse una squadra di periferia e non un club che per mole di tifosi, abbonati alle tv a pagamento, ricchezza che genera e blasone, al movimento del calcio italiano dà tanto. Quel “vi siamo vicini” segnala, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’immane debolezza della Federcalcio, ridotta a carcassa le cui spoglie sono contese dai vari ras che presidiano leghe, settori e campionati impedendo qualunque riforma seria. La débacle dello scorso novembre con l’esclusione dal Mondiale russo ancora prima che questo iniziasse non è servita a nulla. Nessuna traccia di quel repulisti necessario. Si continua a vivacchiare, affidandosi alla Provvidenza, sperando che Balotelli maturi e godendo per le disgrazie altrui (Germania).

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