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I necrologi del calcio italiano

Il Milan fuori dall’Europa e la Figc che da novembre non batte un colpo

29 Giugno 2018 alle 21:00

I necrologi del calcio italiano

Da sinistra Marco Fassone , Gennaro Gattuso , Massimiliano Mirabelli (foto LaPresse)

Il “vi siamo vicini” inviato dal commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, al Milan estromesso per decisione dell’Uefa da tutte le competizioni per un anno (motivo: violazione del fair-play finanziario nel triennio 2014-’17, tramonto dell’èra berlusconiana), sembra uno di quegli annunci che accompagnano i necrologi sui giornali, le “partecipazioni”. Un buffetto sulla guancia, insomma. Peccato che lo sciagurato destinatario del cordoglio della Figc sia il club italiano che più ha vinto nella storia a livello internazionale. Nelle settimane in cui il Milan veniva posto sotto osservazione dagli inflessibili (a seconda del club cui sono chiamati a giudicare, Paris Saint-Germain docet) inquirenti del calcio europeo, giustamente sospettosi della serietà dell’imprenditore cinese Yonghong Li – delle cui celebri miniere di fosforo in Cina intanto s’è persa traccia – dall’organismo di comando del calcio italiano non è giunta neppure una parola. Silenzio assoluto, quasi che il problema non ci fosse. O che si trattasse di una vicenda che riguardasse una squadra di periferia e non un club che per mole di tifosi, abbonati alle tv a pagamento, ricchezza che genera e blasone, al movimento del calcio italiano dà tanto. Quel “vi siamo vicini” segnala, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’immane debolezza della Federcalcio, ridotta a carcassa le cui spoglie sono contese dai vari ras che presidiano leghe, settori e campionati impedendo qualunque riforma seria. La débacle dello scorso novembre con l’esclusione dal Mondiale russo ancora prima che questo iniziasse non è servita a nulla. Nessuna traccia di quel repulisti necessario. Si continua a vivacchiare, affidandosi alla Provvidenza, sperando che Balotelli maturi e godendo per le disgrazie altrui (Germania).

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    30 Giugno 2018 - 15:03

    In attesa di gufare contro la Francia, non si può non notare il trattamento UEFA che da sempre il Milan subisce: nel '91 fu estromesso dalla coppa dei Campioni per un anno per non aver terminato la partita di ritorno con l'Olimpique Marsiglia a causa di un guasto all'illuminazione dello stadio francese, nel '95 dovette giocare alcune partite in campo neutro a Trieste e così via. Il paragone col fair play, che viene interpretato quando riguarda Barcellona, Real Madrid, Paris St. Germain e applicato fin oltre la lettera quando riguarda il Milan, è scandaloso. Oltretutto in un momento (magari fosse solo un momento) di eclissi tecnica e societaria che dura ormai da anni. Per evitare di cadere nelle grinfie di un altro personaggio come questo cinese occorrerebbe o un altro Berlusconi, cosa fattibile sotto forma di consorzio di aziende tipo Bayern, o rendere la società come il Barcellona: 100 euro l'anno per diventare soci, se i tifosi sono milioni e la metà aderisce fate un po' il conto...

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