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Panico in serie A per la pausa. Non tutti possono permettersi una rissa Conte-Mou

La sosta di campionato spostata di quindici giorni ha turbato molti. Gli allenatori si lamentano ma soprattutto i giornalisti sono nel panico

9 Gennaio 2018 alle 06:05

Panico in serie A per la pausa. Non tutti possono permettersi una rissa Conte-Mou

Mourinho immortalato mentre accusa Conte di avere i capelli finti (non è vero, ma il livello del dibattito è quello) (Foto LaPresse)

Londra. Togliete il vino a Maurizio Sarri. L’allenatore del Napoli si è lamentato per anni della pausa natalizia troppo lunga, chiedendo in tutti i modi di giocare durante le feste. Detto, fatto: quest’anno ci siete arrivati anche voi, mettendo le partite di serie A tra Natale, Capodanno e l’Epifania, evitando ai giocatori rotture di palle con vecchie zie e pranzi all’ingrasso per cui bisogna aspettare febbraio per tornare in forma. Peccato che durante le feste ci fosse pure la Coppa Italia, e il Napoli le abbia prese dall’Atalanta. Ovviamente Sarri si è lamentato del fatto che “è difficile per i giocatori allenarsi mentre i parenti fanno festa”. Frase che vince il primo premio come scusa più surreale del 2017. Non riposi sugli allori però, Sarri: adesso che è tornato in Italia Walter Mazzarri, la medaglia d’oro non è più così sicura. Vedo che la pausa di campionato spostata di quindici giorni ha turbato molti. Gli allenatori si lamentano – “e adesso che facciamo per una settimana con tutti in vacanza?” – ma soprattutto i giornalisti sono nel panico: se il calciomercato non regalerà almeno un paio di colpi al giorno, di che scriveranno e parleranno fino al prossimo turno? Esaurite le polemiche sul Var (gli arbitri continuano ad aiutare le solite due-tre grandi? Chi l’avrebbe detto, eh?), smaltite le scorie dell’indignazione per il razzismo che ancora striscia nelle italiche curve, finito di perculare l’Inter per essersi fatta sfuggire Coutinho qualche anno fa, cosa si inventerà?

 

Certo una polemica bella e succosa come quella che abbiamo noi in Premier è difficile da trovare. Ne avete letto tutti: Mourinho ha dato dell’esagitato a Conte, che ha risposto dicendogli che è affetto da demenza senile, per sentirsi a sua volta attaccato dal portoghese per quel disguido di qualche stagione fa quando da allenatore della Juventus venne fermato per omessa denuncia di calcioscommesse ai tempi in cui allenava il Bari. Tuttosport si è ghedinizzato correndo subito in difesa del Chiomato per spiegare che tecnicamente Conte non era stato squalificato e che un conto è la giustizia sportiva, un altro quella penale e civile. Cavilli da giuristi, a noi dalla parte giusta della Manica interessa il sangue, e non vediamo l’ora che sia il 25 febbraio, giorno di Manchester United-Chelsea: a quell’epoca probabilmente i due manager saranno già passati alle mamme e alle sorelle, e ci sarà da divertirsi.

 


Da quando il marito Jermaine Pennant, eterna promessa mai sbocciata del calcio inglese, è passato a giocare nelle serie minori, Alice Goodwin (a sinistra nella foto via Instagram) non segue più molto il calcio. Preferisce altri passatempi, tipo indossare costumi di una taglia più piccola con le amiche


 

Chi non sembra preoccupato dalle vacanze sono i giocatori: basta seguirne alcuni sui social network in questi giorni per vedersi sbattute in faccia quintalate di bella vita proprio mentre siamo alle prese con un attacco di tosse post influenzale nei nostri uffici (se fanno uno sciopero degli aerei a Dubai in questi giorni la serie A chiude per mancanza di giocatori). L’unico che lavora è il già citato Coutinho, al centro di un caso che non era un caso nei giorni scorsi: da mesi tutti sapevano che il brasiliano sarebbe passato al Barcellona, quando la Nike ha messo in vendita la sua maglietta prima della firma ufficiale al Liverpool si sono lievemente alterati. Poi si sono ricordati dei 160 milioni versati dai catalani, e si sono permessi persino di risarcire i tifosi che negli scorsi mesi avevano comprato la maglietta di Coutinho. Il giocatore, ha detto il suo ex allenatore Jürgen Klopp, voleva “disperatamente” il Barcellona. Mai avverbio fu utilizzato meglio, in effetti. Resta la soddisfazione, per lui, di avere ricevuto il “bem-vindo” più ambito, quello di Miss Bum Bum (devo spiegare?) su Instagram: completamente nuda, con la maglia del Barcellona disegnata sulla pelle. Non chiedetemi se ha un bel viso, però. 

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Commenti all'articolo

  • p.ascari

    09 Gennaio 2018 - 16:04

    Chissà perché secondo il nostro bevitore le discussioni fra Mou e Conte, quando avvenivano in seria A, erano patetiche e noiose, mentre da quando se le danno di santa ragione in Premiere League è uno spettacolo che noi italianuzzi ce lo sogniamo. Si ciucci Guardiola, intanto.

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  • carlo schieppati

    09 Gennaio 2018 - 12:12

    Imbroglioni come sono gli inglesi, ricevuti i 160 milioni, si è scoperto che Coutinho era infortunato e per un mese non può giocare. Quanto alla disperazione di venire al Barca, ricordo che il City di Pep Guardiola si è già assicurato la Premier e lo stesso si potrebbe dire del Barcellona se non gli avessero fregato (ma ci sono arbitri inglesi in Liga?) quattro punti, negando a Messi e a Suarez due goal che avrebbe visto anche Ray Charles.

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