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Greipel al Giro d'Italia conquista Tortolì e i suoi treni

Giovanni Battistuzzi

Il velocista tedesco vince la seconda tappa e si prende la Maglia Rosa dopo che la squadra di Nibali ha dato spettacolo in discesa. Novità da Maurizio Milani sulla situazione dei musei del ciclismo

I binari a Tortolì arrivarono a fine Ottocento. Fu un evento. Soprattutto per un paesino animato da poco meno di duemila anime. Quel giorno però erano quasi cinquemila ad applaudire lo sbuffo del fumo della macchina a vapore e a sentire il delegato del re che annunciava a tutti l’arrivo del futuro. Per fare bella figura davanti alle autorità reali il sindaco aveva promesso una lira a chi fosse venuto. Giunsero da tutti i paesi vicini per guardare e intascare quella lira. Quando vide tutte quelle persone impallidì, si allargò la cravatta, poi sparì per settimane. Nessuno vide un centesimo.

 

Treni di un secolo fa che richiamano treni moderni, ma a pedali.

 

Quello rosso della Barhain-Merida, la squadra di Vincenzo Nibali, che giù dalla Genna Silana tira il gruppone a velocità elevatissima, con l’unico scopo di mettere in difficoltà tutti e poi tirare le somme una volta finita la discesa. Nulla di fatto, se non per una bucatura di Ilnur Zakarin, russo da alta classifica, costretto a un inseguimento disperato per rintuzzare il distacco.

 

Quello colorato e multiforme del gruppo, che non riesce a esprimerne uno di squadra, come accadeva sino a qualche anno fa, e allora opta per farne uno collettivo per lanciare la volata.

 

L'uomo da battere, il nemico pubblico numero uno è Caleb Ewan, australiano tascabile della Orica-Scott, ieri il migliore tra i velocisti dietro alla sorpresa Lukas Pöstlberger. Ewan fa lavorare la squadra, prende la posizione buona, ma quando c'è da cambiare il passo trova prima la spalla di Fernando Gaviria e poi perde presa sul pedale, smette di pedalare e saluta qualsiasi velleità di vittoria. Per un australiano che si pianta, un tedesco che vola. E' André Greipel, sprinter gigantesco per stazza e per razza, fiuto e potenza. Se ha strada libera è imprendibile e a Tortolì l'ha trovata. Primo, sorriso, braccio alzato sotto al traguardo. Vittoria e Maglia Rosa e Maglia Ciclamino, settima vittoria al Giro.

 

Prima di Greipel e del caos da volata Daniel Teklehaimanot, corridore eritreo della Dimension-Data, non ha trovato meglio da fare che aggiungere ai 200 chilometri di fuga di ieri altri 170, vincere il Gran Premio della Montagna di seconda categoria e vestire la maglia blu. Con lui Lukasz Owsian (CCC Sprandi Polkowice), Ilia Koshevoy (Wilier Triestina), Evgeny Shalunov (Gazprom - Rusvelo), Simone Andreetta (Bardiani CSF), gente da fatica e coraggio, vittime sacrificali alla fame del gruppo.

 

Arrivo: 1. André Greipel; 2. Roberto Ferrari; 3. Jasper Stuyven; 4. Fernando Gaviria; 5. Kristian Sbaragli; 6. Enrico Battaglin; 7. Ryan Gibbons; 8. Geraint Thomas; 9. Caleb Ewan; 10. Valerio Conti

Classifica generale: 1. André Greipel

 


 

Giro d’Italia fisso – La rubrica di Maurizio Milani 


Foto di Giovanni Battistuzzi


 

Con decreto prefettizio di oggi viene deciso quanto segue: le chiavi dei musei del ciclismo di tutta Italia vengono date in consegna alla redazione del Foglio (che tra l’altro si sposta e non verrà dato l’indirizzo). Per questo motivo chi vuole visitare il Museo di Girardengo o quello di Oscar Lavanda deve telefonare al Foglio e farsi spedire le chiavi per aprire il cancello ed entrare.

 

Essendo questa una procedura complicata è tollerato che una comitiva di cicloamatori che arriva al museo del ciclismo di Pesaro (le chiavi ce le ha Giovanni Battistuzzi) possa sfondare una finestra per entrare e giustamente visitarlo. Tranquilli. La finestra la paga lo stato. Non portate via le bici e le maglie, perché è peccato. Noi non vogliamo responsabilità. Anzi, stiamo già portando le chiavi al Coni, per cui rettifico: le chiavi ce le ha il Coni e il duplicato alla Gazzetta di Mantova che però non le presta se non su autorizzazione di un ragazzo di 25 (raccomandato) che però vive all’estero

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