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La risata di Montella, secondo a sorpresa con una squadra di zombie

E’ famoso perché rideva sempre, nelle interviste, anche quando perdeva. Da attaccante e da allenatore. Impressione generale: uno che non gliene è mai fregato un tubo.

18 Ottobre 2016 alle 14:36

La risata di Montella, secondo a sorpresa con una squadra di zombie

“Sento il profumo d’Europa? Sì perché sabato giocheremo contro la Juve”. Ahah. “Evitiamo certi discorsi, ricordiamoci che l’Inter un anno fa aveva già vinto lo scudetto”. Ahahah! Vincenzino Montella da Castello di Cisterna è sempre stato un simpatico, la vita gli ha donato un sorriso giocoso, di quelli che piacciono alle mamme. E’ famoso perché rideva sempre, nelle interviste, anche quando perdeva. Da attaccante e da allenatore. Impressione generale: uno che non gliene è mai fregato un tubo.

 

E’ il lavoro, bellezza, chessaddafà per la pagnotta. O forse è innata ironia. Del resto, uno che si è sposato (seconde nozze) nella Cappella di Elvis di Las Vegas o non sa cosa fa, o ha la risata facile. E figurarsi adesso, che da psicopompo di una squadra di cadaveri destinati a una stagione nel Limbo si ritrova a essere secondo in classifica, “l’anti-Juve”, e sente profumo di derby facile. E figurarsi adesso, che Niang sembra tutte le promesse che Balo non realizzò, e il Milan gioca un calcio facile e allegro, come il suo coach. Il Cav. ha avuto intuito, ma forse ha sbagliato i ruoli: avesse mandato Montella, a resuscitare Forza Italia, a quest’ora era secondo anche nei sondaggi.

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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