Il problema di abbigliamento in Fiorentina-Atalanta e il mattone Birsa. La domenica nel pallone

Cosa hanno in comune Juric e Martusciello? E il Sassuolo e il Crotone? Dall'intreccio proprietario di Inter-Cagliari, a quelli di mercato di Palermo-Torino, quello che forse non sapete sull'ottava giornata di serie A.

16 Ottobre 2016 alle 06:15

Il problema di abbigliamento in Fiorentina-Atalanta e il mattone Birsa. La domenica nel pallone

L'allenatore della Fiorentina Paulo Sousa (foto LaPresse)

FIORENTINA-ATALANTA

domenica ore 12.30, arbitro Damato di Barletta

 

A Firenze le polemiche non corrono mai sotterranee e Sousa, dopo la sconfitta di Torino, sta esaurendo il credito garantitogli dai tifosi. Nell'Atalanta, invece, Gasperini le polemiche le ha messe a tacere battendo il Napoli e chiarendo ad alcuni settori della società quale sia il progetto. Il tecnico ha dalla sua Percassi, l'unico presidente di serie A che abbia giocato veramente a pallone. Poi si è reinventato una carriera da imprenditore portando in Italia, tra l'altro, il marchio Zara. Abbigliamento per il popolo, da opporre allo snobismo a pallini Tod's, targati Della Valle.

 

 

GENOA-EMPOLI

domenica ore 15, arbitro Pairetto di Nichelino

 

Juric e Martusciello hanno in comune il passato, centrocampisti di corsa infinita e piede operaio con Genoa e Empoli, le squadre che oggi allenano: il primo ci è arrivato dopo una rapida carriera in provincia (Mantova e Crotone), il secondo dopo aver percorso un cammino tutto interno al club. Il presente è invece opposto. Il Genoa diverte e fa punti, l'Empoli arranca e non li fa.

 

 

INTER-CAGLIARI

domenica ore 15, arbitro Valeri di Roma

 

Otto anni insieme all'Inter, la famiglia Moratti e la famiglia Giulini. Nel 2013 Massimo Moratti vende a Thohir mentre Tommaso Giulini rileva il Cagliari. Oggi i tifosi vedrebbero con favore il ritorno del primo supporter-in-chief in società, anche con un ruolo simbolico, per ridare un'anima all'Inter cinese. In Sardegna è stato invece messo a tacere chi temeva di vedere il club trasformato in una succursale nerazzurra. Si cammina da soli, a fatica, ma da soli. L'obiettivo di giornata è conquistare a San Siro il primo punto in trasferta, dopo tre sconfitte.

 

 

LAZIO-BOLOGNA

domenica ore 15, arbitro Di Bello di Brindisi

 

In estate Lotito aveva prima stretto la mano a Prandelli e poi trovato l'accordo con Bielsa: il primo oggi è a Valencia, il secondo è a casa sua, in Argentina. In panchina è stato richiamato in fretta Simone Inzaghi, destinato alla succursale Salernitana. Risultato? Lazio terza, insieme con le grandi. E' vero, gli ultimi tre successi sono arrivati con Pescara, Empoli e Udinese, ma stare in alto aumenta l'autostima. Ora c'è il Bologna, un solo punto in trasferta, con la sempre generosa Inter.

 

 

SASSUOLO-CROTONE

domenica ore 15, arbitro Massa di Imperia

 

Il Sassuolo aveva uno stadio, il Ricci, che ha dovuto abbandonare per carenze strutturali nel 2008, alla promozione in serie B. Il Crotone avrebbe uno stadio, lo Scida, dove i lavori si prolungano per adeguarlo alla serie A, con vincoli archelogici ed eccessi di bitume versato. Oggi si reca a Reggio Emilia, nell'impianto che Sergio Squinzi ha trasformato nel Mapei Stadium, un piccolo gioiello per chi ama il calcio. I tifosi non sono tantissimi, ma il Sassuolo li sente. Il Crotone conta di sentirli presto, in un campionato finora ricco più di inciampi (un solo punto) che di soddisfazioni.

 

 

CHIEVO-MILAN

domenica ore 20.45, arbitro Rocchi di Firenze

 

Il Chievo ha una mission: prendere gli scarti altrui e trasformarli in solidi mattoni per la sua casa. Come Birsa, sloveno di buone qualità. Al Milan era passato senza lasciare segno, ma capitava tre stagioni fa, quella della staffetta Allegri-Seedorf: difficile combinare qualcosa di buono. Questo lo fa al Chievo, dove è arrivato con un prestito subito trasformato in acquisto definitivo. Birsa è il valore aggiunto della squadra di Maran, che guarda il Milan da pari a pari, a quota 13.

 

 

PALERMO-TORINO

lunedì ore 20.45, arbitro Fabbri di Ravenna

 

Zamparini è il sogno e incubo di ogni giornalista sportivo: sogno, perché regala sempre un titolo; incubo, perché esterna in continuazione. Il presidente del Palermo ha però il dono (raro) di parlare chiaro, l'ultima volta su Belotti, per via di una cessione troppo frettolosa: “Su di lui mi sono sbagliato, non faccio fatica ad ammetterlo”. Per la gioia del Torino, che sale in classifica con i gol del centravanti. Per la felicità di Ventura, salvato due volte in Nazionale dal suo ex allievo. Per la soddisfazione di Cairo, che si appresta ad accogliere un'altra plusvalenza da urlo.

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