Neuro bar sport

Piero Vietti
Chi vince gli Europei? Se lo sapessimo non saremmo qui a parlarne. Foglianti a ruota libera. Valensise scatenata, Benini polacca, Crippa da cineforum. Ma il direttore sa come finisce.

Lo confessiamo, non eravamo sicuri di riaprire il Bar Sport fogliante per gli Europei, una manifestazione troppo provinciale per gli orizzonti ampi che ci contraddistinguono. Buttarla in caciara o no? Lasciare le analisi puntuali al sempre lucido Lanfranco Pace e le polemiche al semPre sobrio Jack O’Malley e basta? Perché no, ci siamo detti, mentre spolverando il bancone del bar, chiuso dopo i tragici Mondiali del 2014, trovavamo tracce delle previsioni azzeccate di Marina Valensise o delle intuizioni tattiche di Salvatore Merlo. Poi però abbiamo sentito le parole del nostro premier preferito – Matteo Renzi, e chi se no? – che commentando la nomina di Giampiero Ventura a c.t. della Nazionale ha detto: “E’ stato l’allenatore del Torino, che è gemellato con la Fiorentina, quindi sono contento”. Eh no, amici. Se lo fanno a Palazzo Chigi, il Bar Sport, dobbiamo farlo anche noi.

 

E allora eccoci, tra i computer e la macchinetta del caffè, e la tragica domanda che echeggia per la redazione – “Ma l’abbonamento a Sky lo abbiamo fatto?” – cominciare a scaldare i motori con una domanda facile quanto inutile:  chi vince gli Europei? E soprattutto, perché? Panico in redazione, specialmente tra le donne (tradizionalisti come siamo, qui da noi le donne il calcio non lo seguono mica, ma per scelta). “Ah, già iniziano? – chiede Marianna Rizzini – Brancolo nel buio, per ora. Guarderò le foto delle squadre per esprimere un giudizio fisiognomico. Intanto (a caso) dico: vince l’Inghilterra. Ma forse sono influenzata dagli articoli di Peduzzi sulla Brexit”. Chiamata in causa, Paola Peduzzi vuole chiarezza: “Dateci indizi seri, non possiamo fare previsioni così, come un sondaggista inglese qualunque”. Gli indizi si perdono nel caos che monta nel Bar: “I francesi spocchiosi sono i favoriti – dice qualcuno – i tedeschi pure, a prescindere, come recita l’adagio. Poi il Belgio tanto caro a Gambardella e naturalmente l’Inghilterra, anche se il titolista collettivo non aspetta altro che una loro eliminazione per titolare su ‘fuori dall’Euro’. Sorprese: l’Austria delle elezioni postali e la Svizzera”.  Tra gli avventori c’è qualche nuovo ingresso, e il primo a parlare è Luciano Capone: “Vincerà la Germania, perché come scriveva Concita De Gregorio in quella indimenticata e indimenticabile pagina di giornalismo sportivo: ‘Perché non si fermano? chiede un tifoso olandese alla sua ragazza, il bambino che piange a sua madre, Dilma a sua figlia, perché non la smettono, come possono. Non la smettono. Sono il popolo che non smette. Non la smettono’”.

 

Giovanni Battistuzzi non si rassegna al ciclismo: “Visto quanto è successo in Inghilterra con il Leicester campione non può che vincere l’Albania di Gigi De Biasi. E’ lo Spirito di Francesco, bellezze”. Rizzini confusa e felice: “De Biase tifa Albania? Quante cose si scoprono oggi. Il vero mistero però è: perché il Belgio è caro a Gambardella?”. Non lo avesse mai chiesto: Luca Gambardella ne approfitta e si dichiara: “Cara Marianna, il mio cuore batte solo per te. Anzi, approfitto di questi Europei per confessarti che sogno da sempre di scappare con te in Vallonia. Per il pronostico, vince il Belgio perché Fellaini ha la capigliatura che un calvo come me ha sempre sognato”. Ma ecco che la voce più attesa si fa sentire, direttamente dalle terre di Francia. E’ Marina Valensise, ineffabile: “Scusate se mi intrometto nel vostro idillio neonato: non lo fo per gelosia, ma i motivi del pronostico probelgico di Gambardella mi paiono implausibili”. Da qui in poi, Valensise è come la Senna, in piena: “La France: per lo sforzo titanico di mantenere  il calendario nonostante tutto, terrorismo, scioperi, mondezza per le strade della capitale (pare Roma) e generale mestizia. Italia medaglia d’argento per i suddetti motivi e perché siamo bravi”.

 

Ermes Antonucci ordina un chinotto e sbotta: “Basta favole, viva il cinismo. Il calcio, come la politica, è sangue e merda, e alla fine vincerà una big (e tra queste non è inclusa l’Italia, che affida la 10 del fu Baggio a Thiago Motta). Nel dubbio mi affido ai potenti calcoli della Microsoft di Bill Gates (finale Germania-Spagna): uno che nella vita ha donato 28 miliardi in beneficenza e ora vuole portare 100 mila pulcini nei paesi poveri non può che essere nel giusto”. Valensise non ha pietà dei giovani rampolli foglianti: “Le statistiche di Bill Gates? Solo algoritmi mentre il calcio est sangue sudore e cuore”. Per fortuna c’è Annalena Benini, cinematografica come sempre: “Io tifo Polonia perché sto rivedendo tutto Kieslowski e sono in un periodo intensamente polacco”. Valensise ha chiaramente ordinato del Bordeaux: “Annalena…?????!!!!! Non mi pare un buon motivo: avrei capito perché i polacchi sono ipiù europeisti d’Europa e perché il principe Gawronski est un fan del Foglio, ma Kieslowski… Two Balls”. E poi, manco fosse un editorialista della Gazzetta – che ieri assicurava i lettori della presenza della mai qualificata Grecia agli Europei (cin cin) – si chiede: “Ma l’Albania gioca?”. Entra Alberto Brambilla, a gamba tesa: “Sono sportivamente assente fino alla fine della Nba. Comunque sì, cara Marina, l’Albania gioca. Facci un pensierino”. Eugenio Cau, fino ad allora smarrito, esulta: “Con Brambilla tutta la vita per la creazione di una lobby pro basket in questo Bar Sport”. Ma Valensise risponde ancora: “Adoro Dritan Tola: vedrò Le partite con lui (non est l’allenatore as you know ma l’ambasciatore di Albania in Francia, grande amico dell’Iic)”.

 

Euro 2016 è appena iniziato e già non si capisce più niente. Dall’Asia irrompe una voce, è quella di Giulia Pompili: “Che bello il Bar Sport! Come dice Peppino Sottile, lascio parlare la Voce del Pacifico. Il tassista indonesiano con maglietta dell’Arsenal dice che vincerà la Francia perché ha giocatori giovani. E il girone italiano è abbastanza ostico, ma andranno avanti Belgio e Italia. Quindi, considerato che l’Inter di Crippa è di un indonesiano, succederà tutto il contrario”. Matteo Matzuzzi non ci sta: “In realtà mi sa che neanche in Indonesia si sono accorti che l’Inter è stata comprata dai cinesi. Forse anche là pensano solo alla squadra più nota di Milano, che l’Amor nostro forse sta vendendo. Ma qual era la domanda?”. Riecco Battistuzzi, che ha scoperto dalla Cassazione che se i colleghi lo chiamano ubriacone non può lamentarsi: “Propongo Marina Valensise direttrice della Gazzetta. La domanda è in ogni caso: perché Jack O’Malley che è inglese beve Brandy?”. Valensise scopre gli altarini: “Caro Battistuzzi grazie della proposta, della quale non sum digna, quantunque anch’io spesso sotto i fiumi dell’alcool, ma mai come l’inglese che invito a passare sin da ora al Cognac. Cin cin”.

 

Ci pensa il direttore Claudio Cerasa a far passare la sbronza: “Vincerà un qualsiasi paese governato da una grande coalizione. A meno che El Shaarawy non si trasformi in Totò Schillaci. In caso contrario, dovesse cioè l’Italia andare come il Pd a Napoli, possiamo già anticipare la linea del governo: era solo una competizione locale, il vero test sarà il risultato dei Mondiali”. La saggezza, però, è tutta in Maurizio Crippa, che rilancia: “Perché guardare nuove brutte partite in Francia, se ci sono vecchi bei film francesi da rivedere?”. Cau aderisce “alla lobby pro Nouvelle Vague di Crippa”. Antonucci si lamenta, Crippa lo tranquillizza: “Ermes, ora Jean-Luc ti manda il VHS di ‘Crepa padrone, tutto va bene’”. Tutto bene mica tanto, a sentire Valensise: “Taxista marocchino non sa nemmeno il nome di un giocatore dei Bleus, sa solo che Zidane non gioca più e allena il Real Madrid,  ma scommette 3 a 1 per France-Ucraina stasera: sogna le strade in festa e  i francesi felici… nominiamolo presidente ad honorem del Bar Sport fogliante”. Superfluo dire che in serata non si è giocata nessuna France-Ucraina.

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  • Piero Vietti
  • Torinese, è al Foglio dal 2007. Prima di inventarsi e curare l’inserto settimanale sportivo ha scritto (e ancora scrive) un po’ di tutto e ha seguito lo sviluppo digitale del giornale. Parafrasando José Mourinho, pensa che chi sa solo di sport non sa niente di sport. Sposato, ha tre figli. Non ha scritto nemmeno un libro.