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Il Napoli non è Tsipras

Sarà che siamo femmine per cultura e per genere, sarà che guardiamo i titoli della Gazzetta e non le partite, ma quando abbiamo letto “azzurri da favola, biancocelesti non pervenuti”, siamo entrate in confusione: per noi tutte le sfumature dell’azzurro sono una sola.

22 Settembre 2015 alle 18:39

Il Napoli non è Tsipras
Sarà che siamo femmine per cultura e per genere, sarà che guardiamo i titoli della Gazzetta e non le partite, ma quando abbiamo letto “azzurri da favola, biancocelesti non pervenuti”, siamo entrate in confusione: per noi tutte le sfumature dell’azzurro sono una sola, grande squadra, anzi una classe, anzi un genere. Ci siamo chieste per qualche frazione di secondo se la Nazionale avesse battuto sé stessa, un po’ come, secondo il Fatto quotidiano, “Tsipras ha ucciso la sinistra”, cioè la sinistra avrebbe ucciso sé stessa, ma poi abbiamo capito. Il Napoli non è Tsipras e l’azzurro è il colore dei diavoli che abitano nel paradiso terrestre (Croce diceva che questo era Napoli, un paradiso abitato da diavoli), capaci di far sciogliere il sangue di San Gennaro e pure quello di un ex banchiere come Maurizio Sarri, vincere cinque a zero sulla Lazio, tramortirla come fosse una squadra di tennisti lanciati allo sbaraglio sul campo da calcio, scippare il titolo di Azzurri alla Nazionale, ai prìncipi e andare a osare dove nemmeno gli aquilotti osano più.

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