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Quel che non posso perdonare a Garcia & Co. Onore alla Lazio

La Lazio ha appena perso con l’Inter all’Olimpico. Leggo il tuìt d’un romanista mediamente noto, scrive che “lassù Dibba, l’ingegner Viola e Francone Sensi stanno a fa’ er tifo… #Daje”.

11 Maggio 2015 alle 14:29

Quel che non posso perdonare a Garcia & Co. Onore alla Lazio
La Lazio ha appena perso con l’Inter all’Olimpico. Leggo il tuìt d’un romanista mediamente noto, scrive che “lassù Dibba, l’ingegner Viola e Francone Sensi stanno a fa’ er tifo… #Daje”. Leggo sta roba e mi convinco che la mia non era un’impressione, perché l’ho vista pure io Lazio-Inter. L’ho vista e ho pensato agli americani, a Garcia, ai giocatori della Roma. Ho pensato questo: vi ho perdonato il fallimento di una stagione, vi ho perdonato le piccole infamità sulla Sud, vi ho perdonato per lo stadio che ancora non c’è e per il clima triste dentro lo stadio che c’è; ma una cosa non posso perdonarvela: mi avete costretto a tifare per l’Inter mentre abusava immeritatamente dei biancocelesti, con il risultato che alla fine della partita ero colmo di ammirazione per la Lazio, per la squadra e per i suoi tifosi. Meglio tacere, va’, mi sono detto. Ma poi appunto ho letto quel tuìt e niente, bisognava riequilibrare lo scempio di quelli che non sanno nemmeno gufare in silenzio. Onore alla Lazio, dunque. E silenzio.

Alessandro Giuli

Alessandro Giuli nasce a Roma il 27 settembre del 1975. Maturità classica e studi filosofici, viene sradicato dall’Università nel 2000 per entrare alla redazione del Foglio rosa del lunedì e istruito nella scrittura giornalistica da Giorgio Dell’Arti. Nel 2004 entra al Foglio come redattore di politica interna. Nel 2007 pubblica con Einaudi “Il passo delle oche”, pamphlet sulla destra postfascista dedicato dall’autore ai propri nonni di Salò. Dal 2008 è vicedirettore del Foglio. Dal febbraio 2015 al gennaio 2017 è condirettore.

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