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La serie A dei burini di successo

Burini di successo, certo, e sono appunto loro, Massimo Ferrero e Claudio Lotito, i veri signori del Campionato. Tolta la Juve che gioca in una serie-A-sé; tolte le squadre dei carini (Inter e Milan, cit. Cerasa) che affondano nella malinconia dei rimpianti;

23 Marzo 2015 alle 17:03

La serie A dei burini di successo
Burini di successo, certo, e sono appunto loro, Massimo Ferrero e Claudio Lotito, i veri signori del Campionato. Tolta la Juve che gioca in una serie-A-sé; tolte le squadre dei carini (Inter e Milan, cit. Cerasa) che affondano nella malinconia dei rimpianti; tolta la mia Rometta e il Napoli, che vorrebbero essere cittadine del mondo ma non sanno ancora allacciarsi gli scarpini; restano Sampdoria e Lazio. Ovvero due capolavori a chilometro zero o quasi, improvvisati da presidenti-Stranamore che, sparagnini e spericolati, nutrono l’immagine dei loro club a pane e cicoria e calci in culo alla lingua italiana. Ma proprio così finiscono per levarsi soddisfazioni smisurate rispetto alle attese. E noialtri che volevamo festeggiare lo scudetto parlando ammerricano, noialtri dello stadio a Tor di Valle, noialtri illusi che bastasse infischiarsene delle radio-tifose, forforose e raglianti, per diventare importanti; eccoci qua: buoni nemmeno a spicciargli lo spogliatoio, a quelli lì, i burini di successo. Senza contare che l’ultimo scudetto, che poi è il terzo di una storia ancora grama, l’abbiamo vinto nel 2001 con un presidente di nome Franco Sensi. Burino de còre e de successo. Quindi il buio.

Alessandro Giuli

Alessandro Giuli nasce a Roma il 27 settembre del 1975. Maturità classica e studi filosofici, viene sradicato dall’Università nel 2000 per entrare alla redazione del Foglio rosa del lunedì e istruito nella scrittura giornalistica da Giorgio Dell’Arti. Nel 2004 entra al Foglio come redattore di politica interna. Nel 2007 pubblica con Einaudi “Il passo delle oche”, pamphlet sulla destra postfascista dedicato dall’autore ai propri nonni di Salò. Dal 2008 è vicedirettore del Foglio. Dal febbraio 2015 al gennaio 2017 è condirettore.

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