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Abitudini da lockdown

Bianca Maria Sacchetti

Dagli acquisti online all'uso dei social fino all'esercizio fisico, come ci siamo adattati alla quarantena. Persino il nostro modo di consultare le previsioni del tempo non è più lo stesso

Come dopo un lungo viaggio in barca a vela a cui seguono mal di terra e vertigine: sarà lo stesso dopo questo lockdown, che da quasi due mesi ci vede semireclusi e fuori dalla normalità? Più sostenibile, emotivamente, una comunicazione unitaria dal principio oppure, come è avvenuto, una navigazione graduale che, di porto in porto e di decreto in decreto, ci ha permesso di raccogliere informazioni, prendendo sempre più confidenza con questa privazione di libertà?
 

Forse proprio le ridotte finestre temporali con cui ci siamo confrontati durante lo stato d’emergenza e i provvedimenti che si sono susseguiti a distanza mai superiore di 14 giorni ci hanno permesso di non guardare con panico a scadenze troppo lontane ma di fissare obiettivi di medio o breve termine. E così, settimana dopo settimana, ci siamo costruiti una routine che è più simile a una bolla, in cui i gesti, gli angoli della casa, i quadri, gli orari, i cibi, gli scorci dalla finestra, le call sono divenuti tasselli di un unico mosaico. Quel taglio di luce al tramonto, l’odore del sugo della vicina, il tappetino dello yoga, tutto in questa primavera 2020 è diventato appuntamento fisso, come dei rintocchi ossessivi di un pendolo. 

Certo, i sentimenti riguardo gli ambienti domestici sono contrastanti: da una parte il rassicurante recupero di intimità e dettagli familiari, spesso trascurati, dall’altra il rifiuto della casa stessa, vista come gabbia infestata da un eccesso di routine che ha creato alienazione e soffocamento.

 

Entrare nella famosa fase 2 non vorrà dire solo decifrarne i passaggi più ambigui ma anche prevenirne lo spaesamento, dettato da un brusco cambio di abitudini, quelle stesse che per oltre 55 giorni hanno scandito il nostro tempo e abitato il nostro spazio, antidoti contro l’angoscia ma al tempo stesso origine di molti disagi. 

Ad esempio le tendenze lifestyle, in questa parentesi sospesa, sono radicalmente mutate, adeguandosi a ritmi e scopi diversi, e quelle alimentari sono state le prime a dettare un nuovo passo: gli italiani, costretti a casa dalle misure di contenimento sociale, hanno riscoperto vecchie usanze e vissuto esperienze di raccoglimento e comunione, non di rado incentrate sul valore del buon cibo. Un fitto palinsesto di challenge, videoricette, tutorial, dirette social a sfondo culinario, insieme a una maggiore passione per la cucina, vissuta come gioco e occasione di svago.

 

Notizie degne di nota anche sul fronte dei consumi di vino, dove ha tenuto e bene la grande distribuzione, nonostante il blocco del cosiddetto canale horeca (Hotelleire-Restaurant-Café), che ha inferto un colpo al settore (incide per circa il 50%). In compenso, vi è stata una crescita per l’online, piccoli numeri di certo, tenendo presente però che in Italia, prima della crisi, era attorno all’1%, rispetto alla Cina con circa il 20% del vino venduto online per un valore stimato di 1,4 miliardi di euro; agli Usa, in cui l'e-commerce detiene il 15% di penetrazione retail vicino a circa un miliardo di euro; al Regno Unito con il fatturato di 0,9 miliardi di euro pari al 12% dei movimenti di vendita dei vini; alla Francia, dove il 10% del vino nazionale è venduto online; alla Spagna, con il suo 8% di tutto il vino commercializzato, e infine alla Germania, 5%. Un’accelerazione, quindi, che potrebbe cambiare le abitudini stesse dei consumatori? 

 

Nel domani post Covid chissà, oggi sì, stando ai dati della start up italiana Etilika, specializzata in vendita online di vini, che nel giro di tre settimane ha raddoppiato volumi e fatturato rispetto al 2019. Con un magazzino che muove oltre un milione di bottiglie all’anno, Etilika tratta più di 1500 etichette e ha registrato una forte richiesta di bollicine, addirittura superiore al periodo natalizio, e vini pregiati (fra i prodotti più venduti durante il lockdown il Brunello del 2015), poiché molti hanno acquistato bottiglie di fascia alta, avendo più tempo per scegliere nonché per degustare.

“In questo periodo di lockdown abbiamo conosciuto un’impennata del lavoro e un conseguente investimento sulle risorse umane nel magazzino e backoffice - racconta l’amministratore delegato e cofounder dell’enoteca online, Etilika.it, Michele Trotta - Sono state triplicate le linee di assemblaggio delle confezioni per distanziare gli addetti al packaging. Siamo così riusciti a soddisfare l’aumento degli ordini raddoppiati nel giro di pochi giorni”. 

 

Frenesia e numeri record, poi, nel mondo social, riscoperto per quella che era la sua vocazione originaria, ovvero fare rete e creare connessioni utili fra realtà professionali diverse. Senza limite l’offerta delle dirette Instagram, finestre di intrattenimento quotidiano di ogni genere, dalla curiosità per il privato di un vip, a tutorial, spettacoli, focus su tematiche economiche, sociali, culturali e scientifiche. 

Questa quarantena ha letteralmente risvegliato il budget pubblicitario digitale, anche da parte di coloro che provengono da aree tradizionali e che difficilmente, in precedenza, erano soliti optare per pianificazioni online. 

“Tutti sono dovuti correre ai ripari verso la digitalizzazione e attivare con grande urgenza campagne di advertising online - dichiara Gian Luca Comandini, divulgatore tecnologico e titolare dell’agenzia You & Web - I canali che stanno andando per la maggiore sono quelli digitali, con Facebook Ads in testa, ma c'è un incremento di richieste anche sulla pubblicità ATL. Noi di You & Web abbiamo avuto un +30% di richieste di sviluppo siti internet o campagne di advertising online, per la quasi totalità pervenute da clienti che, fino a oggi, non avevano mai deciso di andare in questa direzione. Numeri simili confermati anche dai social dove, per fare un esempio, la pagina Facebook Il Socio Aci, considerata la più virale di Facebook Italia, ha avuto uno sviluppo di oltre il 20% di interazioni e visualizzazioni nell'ultimo mese, una riconferma del fatto che ora è il momento di puntare su questo tipo di strategie. Tra i personaggi pubblici e dello spettacolo, settore in cui siamo leader, c'è stato un vero e proprio boom di dirette Instagram, strumento che sta portando crescite incredibili in termini di followers e visualizzazioni contenuti, abbattendo così notevolmente il costo medio per ogni singolo nuovo follower acquisito”.

 

Parlando di consuetudini care al paese, curioso il dato relativo alle previsioni del tempo: tutti ci aspettavamo una crisi del settore, in quanto le persone, chiuse in casa, che se ne fanno degli aggiornamenti meteo? Invece no, il lockdown non ha affatto spento l’interesse degli italiani per la meteorologia e a confermarlo è l'osservatorio de iLMeteo.it. Mettendo a confronto i dati delle consultazioni sul sito tra il 1-24 marzo e quelli tra il 1-24 febbraio, infatti, emerge che è raddoppiata la fruizione di contenuti specifici, come ad esempio le previsioni a lungo periodo: gli utenti non hanno cercato più oggi su domani, ma articoli in cui viene detto che tempo farà tra due mesi o questa estate.

 

Secondo Emanuele Colli, amministratore delegato de iLMeteo.ita cambiare è stato il modo in cui il sito è stato consultato dai nostri utenti, non l’interesse. La richiesta è andata verso contenuti curiosi, anche legati al periodo che stiamo vivendo; sempre di più il nostro pubblico ha cercato approfondimenti su un possibile legame fra meteo e coronavirus, quanto alle previsioni anche qui abbiamo osservato una piccola rivoluzione. Minor interesse rispetto a quelle sul breve periodo e un’impennata di richieste su proiezioni a medio e lungo periodo. Insomma abbiamo bisogno di corroborare il nostro innato ottimismo: quando torneremo a uscire vogliamo essere sicuri che fuori ci sia il sole”.

 

Un report sociale e antropologico da questa pandemia che metterà in evidenza non solo nuovi usi e approcci, ma, rispetto alle misure imposte, anche l’indubbia capacità di adattamento generale, per nulla scontata e segno di forza e volontà di rispondere a una prova tanto ardua e responsabilizzante, come quella a cui siamo stati chiamati da nord a sud. Se infatti, prima del 10 gennaio, data in cui l’Oms divulgava la notizia di un nuovo virus, ci fossimo interrogati su come avremmo reagito a due mesi di isolamento, con ogni probabilità ci saremmo sottovalutati, non credendo mai di riuscire, come invece è stato, a rinunciare ad alcune abitudini fondamentali o a modificarle. 

 

Pensiamo ad esempio al movimento e all'esercizio fisico. Secondo un'indagine che abbiamo appena condotto su circa 2500 persone sul territorio nazionale, non sorprendentemente la sedentarietà in questi due mesi è molto aumentata rispetto alla situazione precedente al Covid (specie nelle regioni più colpite), ma davvero interessante è che la tipologia di allenamento è del tutto cambiata - spiega Fabio Lucidi, Preside della facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma - Pochissimi in passato usavano app o circuiti virtuali (intorno al 3%). Ora che le persone in prevalenza si allenano a casa, molti seguono allenamenti sui social (13%), alcuni utilizzano app per il work-out (11%), infine c'è chi lavora in maniera virtuale con il proprio personal trainer attraverso le video-conferenze (9%). È stata ed è una sfida impegnativa, da affrontare con un sostegno sociale elevato e che richiede azioni sotto il nostro controllo. La combinazione tra questi tre elementi determina le condizioni che permettono agli esseri umani di offrire il massimo rendimento. Come ne usciremo? Intanto facendo lo sforzo di capire che la realtà non è tutto o niente. La cosiddetta fase 2 corrisponderà a un procedere di piccoli passi auspicabilmente tutti nella stessa direzione, di graduali aumenti della nostra libertà da assaporare uno per uno, facendo molta più attenzione a ciò che abbiamo rispetto a ciò che ancora ci manca. È sempre una questione di prospettive: il ritorno alla nostra quotidianità, che fino a ieri magari era qualcosa di insoddisfacente, oggi si configura come straordinario obiettivo da raggiungere. Speriamo di ricordarcelo”. 

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