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La forza, la libertà, la vita sociale

Dalla tribù allo stato l’inevitabile ascesa del potere

Territorio, ricchezza, religione e ideologia le variabili fondamentali sulle quali nasce e si esercita. Le forme occulte e dissimulate. L’analisi di uno storico inglese e un richiamo del presidente Mattarella

31 Dicembre 2018 alle 06:07

Dalla tribù allo stato l’inevitabile ascesa del potere
Anatomia del potere? No, no, niente abusati cliché, parliamo invece della fisiologia del potere. Come ogni altro fenomeno, il potere interessa quando è vivo e in piena funzione, non se anatomizzato da inquisitorie e – perché no? – spesso invidiose dissezioni. E allora: “L’esercizio del potere può provocare il rischio di inebriare, di far perdere il senso del servizio e far acquisire il senso del dominio…”. Sembrerebbe massima dettata da un moralista romano classico, uno storico di età imperiale, un...

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Angiolo Bandinelli

Nato a Chianciano nel 1927. Vive a Roma. Dirigente di “Radicali italiani” e dell’Associazione “Luca Coscioni”. Segretario nazionale del Partito Radicale nel ‘69, ‘71 e ‘72. Deputato nella 9^ legislatura, consigliere comunale a Roma nel 1979. Negli anni ’50-‘60 ha collaborato al “Mondo” di Mario Pannunzio. Ha diretto giornali e riviste d’area, collane editoriali. Saggi, versi, prose, racconti, traduzioni letterarie dall’inglese (Eliot, “the Waste Land”; D.G. Rossetti, “The house of life”; Yeats, “The Tower”; Stevenson, “The Merry Men”, Robert Lowell, Gary Snyder, ecc.) e dal francese (Hugo, Mallarmé, Baudelaire, B. Péret, F. Jammes, ecc.). Collabora a giornali e riviste.

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