Il movimento dei No Trap

Claudio Cerasa

I morti di Corinaldo e la necessità di occuparsi dell'incapacità dei genitori di dire no prima di condannare le cattive abitudini dei ragazzi

Al direttore - Si aggiunge alla società civile il fondamentale movimento dei No Trap.

Andrea Minuz

 

Più che preoccuparsi della qualità della musica ascoltata in quella discoteca – e prima ancora di discutere della follia degli spray urticanti, del numero di biglietti strappati, dei musicisti che giocano con gli orari delle performance non annunciando l’arrivo in ritardo in un locale solo per far venire i ragazzi il prima possibile – ciò di cui ogni genitore dovrebbe forse occuparsi è se sia giusto oppure no dare la possibilità a un bambino di dodici anni di restare fino alle tre di notte in discoteca come se nulla fosse. Prima di condannare le cattive abitudini dei ragazzi, e dei bambini, i genitori dovrebbero occuparsi delle proprie cattive abitudini e della propria – della nostra – incapacità a saper dire dei no.

  

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.