Cosmopolitan piazza in copertina il nuovo role model delle donne

Simonetta Sciandivasci

Un vecchio film del 1982 con Donatella Rettore avrebbe dovuto chiamarsi “Grassezza fa bellezza”, ma poiché ai tempi non c’era il body positive, si optò per un meno ispirante “Cicciabomba”, che oggi varrebbe l’arresto a regista e produttore. Oggi siamo più fortunati e la grassezza, se ancora non fa bellezza, certamente fa autostima e orgoglio, persino identità. E’ uno dei corollari del body positive, pensiero – e pure movimento (ce n’è uno per ogni cosa, più che per le tessere) – secondo cui la bellezza è una costruzione culturale e, quindi, belli siamo tutti quanti, i difetti vanno non solo accettati, ma pure amati, coccolati, valorizzati.

 

“Non sono mai stata così grassa ed è questo che mi ha portata ad amarmi”, ha scritto su Instagram Tess Holliday, la prima modella taglia 56 (plus size, nella lingua dei giusti) a guadagnarsi la copertina di Cosmopolitan Uk, in edicola il mese prossimo. Nell’articolo che la presenta ai lettori è scritto: “Tess è tutto ciò di cui la moda ha bisogno: non è conforme a uno standard di bellezza che è stato deciso dalla società, è una role model per chiunque si sia sentito escluso per il proprio aspetto, è onesta”. Evitiamo di pensare da vecchi tromboni. Lasciamo perdere la prima obiezione di senso, e cioè che questa sempre più urlata lotta al canone si sta conducendo elaborandone un altro. E anche la seconda obiezione, e cioè che la liberazione dall’ossessione per il corpo ha qualche speranza di riuscirci se il corpo lo depotenziamo e non se continuiamo a sopravvalutarlo facendone uno strumento di emancipazione.

 

Holliday è diventata una influencer su Instagram perché, dopo essersi ammalata di depressione per la frustrazione di non riuscire a indossare i vestitini che stanno bene solo alle magre, se li è messi lo stesso e ci si è fotografata: vagonate di follower hanno preso a seguirla, finalmente avevano trovato il messia, colei che ha avuto il coraggio di invertire l’idea che il passaggio alla vita adulta, per una donna, coincida con il momento in cui accetta che ci sono tubini che non può permettersi, seguito dal momento in cui capisce che, nonostante questo, sopravviverà. Qualche dottore ha osato ricordare a Cosmopolitan che è piuttosto imprudente mettere in copertina una ragazza obesa, visto che l’obesità (soprattutto tra bambini e adolescenti) in Inghilterra è un guaio serio. La testata ha specificato che la sua intenzione non è certo quella di invogliare a ingozzarsi, quanto piuttosto dimostrare alle ragazzine che si può essere belle in mille modi diversi. E poi c’è Holliday, che ha rassicurato, con grazia e levità: “Sono americana, non gravo sul sistema sanitario del vostro paese”. Gli inglesi temono che si ritroveranno, presto o tardi, dall’avere ragazzine fissate con il dimagrire ad avere ragazzine fissate con l’ingrassare. Quanta ingenuità. Presumibilmente andrà come ha scritto Guia Soncini: sfoglieremo Cosmopolitan con l’approvazione scritta sul viso e un sedano da sgranocchiare in mano (per pranzo).

 

Dopotutto, le riviste patinate non sono ingenue e Tess Holliday è stata scelta perché è sopravvissuta alla depressione da sovrappeso, ma pure a una violenza sessuale di cui ha dato testimonianza presso hashtag, raccontando di quella volta che è finita a letto, senza volerlo, con uno con cui era uscita e di quell’altra volta che, sempre senza volerlo, è finita ancora a letto con lo stesso uomo, all’appuntamento successivo. Perfetta, no?

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