cerca

Quelle ridicole liste della felicità

Cosa non funziona con questo tipo di classifiche e perché paragonare la Finlandia agli Stati Uniti è come mettere assieme "mele e arance", scrive l'Investors’ Business Daily

14 Maggio 2018 alle 17:02

Quelle ridicole liste della felicità

foto di Lauri Heikkinen via Flickr

"Un nuovo studio rivela che la Finlandia è il più felice di 156 paesi disseminati per il mondo”, si legge in un editoriale di Investors’ Business Daily. “Quel che lo studio mostra davvero, tuttavia, è la futilità di questo tipo di paragoni internazionali. Questa classifica annuale, stilata dal Network per soluzioni di sviluppo sostenibile (sponsorizzato dalle Nazioni unite) si basa sui risultati del Gallup World Poll, che fa sondaggi nazionali in più di 160 paesi. Gli altri paesi nella top five dei ‘più felici’ di quest’anno sono la Norvegia, la Danimarca, l’Islanda e la Svizzera. Gli Stati Uniti sono al diciottesimo posto, mentre l’anno scorso erano al quattordicesimo. Lo studio ha ricevuto ampia copertura mediatica e, per alcune persone a sinistra, la classifica è la prova che un governo socialista, almeno nella varianza nordica, è la panacea di tutti i mali. Nonostante l’attenzione ricevuta, però, lo studio è abbastanza insignificante. Come fa notare il dottor Richard Burns della Research School of Population Health all’Università Nazionale Australiana, ‘molti dei paesi classificati come felicissimi, per esempio la Danimarca, la Norvegia, la Svizzera, la Svezia e l’Olanda spesso riportano tassi di suicidio o tensione psichiatrica tra i più alti al mondo’. Il tasso di suicidio della Finlandia, per esempio, è del 13 per cento più alto che negli Stati Uniti, stando all’Organizzazione mondiale della sanità. e del 9 per cento più alto che in Burundi, ultimissimo nella classifica Onu della felicità. C’è un problema più grande, però, con questo tipo di classifiche, che di fatto paragonano mele e arance, sopratutto quando paesi come la Finlandia vengono paragonati agli Stati Uniti. Con 5 milioni e mezzo di abitanti, l’intera popolazione finlandese potrebbe comodamente stare in tre dei cinque distretti di New York City, e rimarrebbe comunque molto spazio inoccupato.

 

Per di più la Finlandia, con la Danimarca, la Norvegia, l’Olanda, la Svezia e gli altri paesi ‘felici’ sono tra i paesi più etnicamente omogenei del pianeta: un fattore che tipicamente viene ignorato quando la gente li loda. Ha senso, dunque, confrontare la loro ‘felicità’ con quella di paesi ben più grandi e diversi come gli Stati Uniti? Avrebbe molto più senso paragonare la Finlandia a stati come il Minnesota, con una popolazione e un clima simili, o il Vermont, il Maine o l’Iowa, che sono tra i meno variegati d’America. Questo stesso problema emerge quando chi vuole riformare il sistema sanitario confronta gli Stati Uniti con paesi con una sanità socializzata. Ovviamente, uno dei modi migliori per capire davvero quali siano i migliori posti in cui vivere è guardare a dove la gente sta migrando. In questo frangente è difficile battere gli Stati Uniti, che attraggono un milione di immigrati ogni anno. La Finlandia, invece? Nel 2016 vi si sono trasferite ben 34.905 persone”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • alex.alexandrini

    14 Maggio 2018 - 19:07

    premesso che trovo ragionevole dubitare profondamente di queste c"classifiche", tuttavia devo osservare che in rapporto alla popolazione i due valori sulla immigrazione non sono percentualmente molto distanti -fermo restando che anche questo tipo di dato mi sembra di per se stesso irrilevante ai fini della classifica di felicità-.

    Report

    Rispondi

Servizi