Questa storia dei femminicidi, per come viene presentata, non si sopporta più. Un po' di numeri

L’Italia è il paese sviluppato dove le donne corrono il minor rischio di venire uccise eppure nelle analisi di molti intellettuali questo contesto scompare

Questa storia dei femminicidi, per come viene presentata, non si sopporta più. Un po' di numeri

La mostra "Femminicidio" di Paola Volpato (foto LaPresse)

Un altro femminicidio ieri, porcaccio di un Giuda. Me la volevo evitare, ma pazienza, la dico. Questa storia dei femminicidi, non in quanto tali, non per le tragedie che portano, non per la pena che se ne sente, ma per come viene giocata dall’informazione sulla scena pubblica da molti intellettuali un tanto al chilo, più senza vergogna che senza laurea (quelli di destra sono assai peggio, a giorni alterni), non si sopporta più.   L’Italia è il paese sviluppato dove...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    15 Febbraio 2018 - 15:03

    Caro Marcenaro . Il casus belle è semplice, limpido. Oggi non è possibile immaginare e concepire la "democrazia" senza il suffragio universale. Pericle non lo credeva assolutamente necessario. Glisson. Ne deriva che la ricerca del consenso tra decine e decine di milioni di elettori, non possa essere svincolata dagli interessi, terreni, delle varie parti in competizione. Le folle, le masse in quanto tali aderiscono istintivamente a stimoli emotivi. L'informazione, cioè gli strumenti di propaganda di massa per raccogliere consensi fanno tutti leva sui piani emotivi, emozionali, moralistici, suggestivi, dei desideri e sfruttano i risentimenti, i rancori, le brame di rivincita che sono caratteristiche intrinseche della psicologia delle masse. I gestori dell'informazione, essendo anch'essi parti in causa della ricerca, selezionano, interpretano, manipolano, addomesticano, cronaca, accaduti, parole, persone e, anche numeri, ciascuno pro domo sua. Povera e nuda s'en va la ragione.

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  • carlo.fusaro

    15 Febbraio 2018 - 10:10

    Marcenaro non solo ha ragione, ma il tragico (tragico) problema è che questo approccio dell'informazione drogata e decontestualizzata ha prodotto e consolidato in un fottio di campi (in tutto!) un'immagine dell'Italia davanti a sé stessa e al mondo che è sostanzialmente inventata. Io vivo con una non italiana, che segue abbastanza l'informazione nostrana: mi torna a casa in Europa e riferisce appunto, di un'Italia dove gli uomini ammazzano le donne come mosche, dove tutto e corruzione e tutto mafia senza eccezione, dove (lo dicono gli italiani) non funziona nulla. Peccato che de visu di tutto ciò non c'è traccia o quasi e che i dati su criminalità son quelli che sono, completamente diversi. Inclusa la ricchezza nazionale (reddito + patrimoni immobiliari e non). Infatti, di fronte alla realtà diversa, stupore e meraviglia (come son belle le vostre cittadine, come sono pulite, come sono ben organizzate, etc. etc.). [Con ciò non discuto che in certe zone la qualità della vita è pessima]

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