La castrazione dei maschi Bbc
Sei giornalisti si tagliano lo stipendio per parità salariale. Tutto sbagliato
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26 JAN 18
Ultimo aggiornamento: 08:43 PM

Carrie Gracie (foto LaPresse)
Ecco una storia che più di molte altre esemplifica alla perfezione quel complesso di sensi di colpa e castrazioni sociali che è diventato il rapporto tra i sessi in epoca di #MeToo – specie quando questo rapporto riguarda il luogo di lavoro. Qualche settimana fa una giornalista della Bbc – la brava corrispondente dalla Cina Carrie Gracie – abbandona il suo posto quando scopre che i suoi colleghi maschi (stesso incarico, stesse responsabilità) guadagnano fino a un terzo più di lei. Il caso, pompato dall’indignazione metooista, diventa un grosso scandalo per l’azienda britannica, dove la questione dei salari esiste da sempre, sopita. Dopo molte polemiche ieri leggiamo – ovviamente sulla Bbc – che c’è stato un lieto fine della vicenda. Le paghe delle signore sono state equiparate al valore di mercato, direte. No, il contrario: sei giornalisti di punta, ovviamente maschi, hanno deciso di tagliarsi lo stipendio in segno di solidarietà – e l’azienda li ha lodati pubblicamente per il gesto. Ora, qui non discutiamo le policy della Bbc, che è contenta quando i dipendenti si riducono lo stipendio di propria volontà. Ma l’autocastrazione salariale è la rappresentazione perfetta del senso di colpa maschile in quest’epoca di #MeToo. I sei signori, immaginiamo, il loro stipendio se lo saranno guadagnato con fatica e percentuali di share. Se avessero voluto lottare in favore delle colleghe avrebbero dovuto chiedere un’equiparazione in base al merito. Al contrario, hanno preferito squalificare il proprio lavoro – e di conseguenza quello delle colleghe donne, alle quali viene detto che possono aspirare a una paga uguale agli uomini solo se questi si tagliano lo stipendio. E’ tutto un po’ storto, un po’ bizzarro, un po’ sbagliato: meglio lasciar perdere i sensi di colpa maschili.