Fermate i Whatsapp dei genitori a scuola

Hanno fatto più danni le chat di mamme e papà trasformati in sindacalisti dei figli che vent’anni di riforme. La fine del principio di autorità e la lotta contro la competenza. L’uno vale uno in classe. Populismo e diseducazione

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

Fermate i Whatsapp dei genitori a scuola
Più che una legge anti fake news forse servirebbe una legge contro i genitori su Whatsapp. Se il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli volesse lasciare un segno tangibile della sua presenza in questo governo, e volesse fare per una volta un buon servizio per l’educazione dei nostri figli, dovrebbe andare velocemente su Twitter e recuperare un cinguettio di Andrea Scrosati, numero due di Sky Italia, che tre giorni fa ha scolpito in centoquaranta caratteri una verità assoluta sulla quale le istituzioni,...

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  • agostinomanzi

    09 Dicembre 2017 - 08:08

    Io non ho Wapp proprio per evitare questo. Ho una app analoga, poco diffusa che condivido con i miei amici. Chiedete e pretendete dalle maestre che le comunicazioni importanti avvengano tramite bacheca reale.

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  • brucelli

    07 Dicembre 2017 - 15:03

    Credo che serva poco rivolgersi alla Fedeli o anche a Luca Lotti per i comportamenti incredibili dei genitori alle partite dei baby calciatori. Forse se dicesse qualcosa Mattarella nel prossimo discorso di fine anno sugli effetti perversi della partecipazione e la cultura dei diritti andata a male...

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  • mauro

    07 Dicembre 2017 - 12:12

    La ministra Fedeli è espressione di quell'ideologia, che ha distrutto il paese, sulla quale la Casaleggio e associati prosperano. Rivolgersi a Lei è come rivolgersi alla volpe in difesa delle galline.

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  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    07 Dicembre 2017 - 09:09

    Sono anch’io alle prove (avendo tre figli alle elementari ) con questo meccanismo perverso deila catena whats app dei genitori dove si leggono delle frasi impronunciabile super faziose di parte con accuse imbarazzanti e inesatte nei confronti di quei poveri insegnanti e presidi

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