Dovete pagare!

Eugenio Cau

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Dovete pagare!

L’ultimo risvolto del caso Cambridge Analytica, che sta massacrando Facebook e potrebbe diventare l’inizio di un ampio techlash in tutta la Silicon Valley, riguarda Palantir, la compagnia supersegreta di Peter Thiel, trumpiano tech. Alcuni ingegneri di Palantir, non si capisce bene a che titolo, hanno lavorato sui dati degli utenti Facebook rubati da Cambridge. Dopo aver letto questa notizia, la prima reazione è stata: beh, è ovvio, i dati personali di 50 milioni di persone farebbero gola a chiunque. Il secondo pensiero, un po’ più inquietante, è stato: farebbero gola anche a me.

 

Siamo onesti. Se due anni fa un faccendiere di Cambridge Analytica fosse venuto al Foglio e avesse proposto di usare i dati di 50 milioni di utenti Facebook per profilare, targettizzare, minare, insomma: per fare un gran profitto, aggiungendo che l’operazione è certo controversa ma non necessariamente illegale, io ci avrei pensato due volte prima di rifiutare. Potreste chiedere a qualunque altro esperto tech dei giornali internazionali, da Repubblica al Monde. Vi risponderà: no, figurati, noi il materiale di Cambridge Analytica non l’avremmo mai utilizzato, ma in realtà vedrete nei suoi occhi il guizzo maligno del demiurgo dei dati.

 

I giornali, cartacei e online, sono in crisi, devono sostentarsi con la pubblicità e gli abbonamenti, ma a quanto pare non bastano. Usare i dati per fare profitto (targettizzare, profilare, manipolare) sembra l’unico modo per sopravvivere. Facebook e Google non hanno certo problemi di sopravvivenza, ma anche per loro (come per qualunque altra attività sul web) il ragionamento è lo stesso: per prosperare online, l’unico modo è sfruttare i dati personali degli utenti. Siete condannati a essere spiati. Anzi. Un’alternativa c’è, ma non vi piacerà.

 

Dovete pagare.

 

Qui al Foglio non vediamo l’ora di togliere la pubblicità dal nostro sito internet, ma dovete pagare. Sicuramente anche gli ingegneri di Facebook non vedono l’ora di trasformare il social network nell’impresa più trasparente del mondo, senza dark ads e senza zone d’ombra, ma dovete pagare. Siete disposti a farlo? Forse per il Foglio sì, gli abbonati sono già tantissimi (grazie!), ma per Facebook? Paghereste per usare Facebook? Anche una piccola cifra, diciamo 10 euro al mese. 5 euro al mese. Lo fareste? Zuck sa già la risposta, ed è per questo che usa i vostri dati e vi spia. Rassegnatevi.

 


  

VALLEY E ALTRE VALLEY

Cosa è successo questa settimana

 

  • Dobbiamo continuare a fare i conti con i due grandi scandali tecnologici di questi giorni, che ormai sono così imponenti da mettere in crisi la fiducia della nostra èra nella tecnologia. Cominciamo con Facebook.

 

  • Lo scandalo si è allargato ancora all'inizio della settimana, quando su Twitter alcuni utenti che hanno smartphone Android hanno scaricato i loro dati Facebook (si fa così) e ci hanno trovato tutte le loro chiamate telefoniche, gli sms e i contatti della rubrica telefonica. Sorpresa!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Al netto di questo, però, noi ci sentiremmo anche di dare a Zuck il beneficio del dubbio. Il ragazzo ha sbagliato, ha capito l'errore, sta crescendo, adesso inizierà a proteggerci. Poi ti vai a rileggere alcuni vecchi articoli, come questo in cui Zuck dichiarava orgoglioso che "l'èra della privacy è finita", e il dubbio ti torna.

 

 

  • Secondo scandalo, quello di Uber. Qui le cose stanno andando sempre peggio, e non solo per la compagnia fondata da Travis Kalanick.

 

 

 

 

 

  • Ma anche Waymo dovrebbe stare attento: nessuno è immune dall'errore. In questi giorni una macchina di Tesla è stata coinvolta in un incidente terrificante (auto tagliata in due, passeggero morto). Non si sa ancora se c'entra il pilota automatico, ma in attesa dei risultati delle indagini le azioni dell'azienda sono crollate in maniera devastante.

 

 

  

   

 

  • Nel frattempo, Amazon ha brevettato un drone che riconosce le urla e i gesti di terrore, così quando un drone postino si presenta davanti a casa di nonna e questa impazzisce di terrore Amazon sa che la volta dopo è meglio mandare un umano.

 

 

  • Il New York Times ha una storia stupenda e terrificante su come un gruppo di hacker abbia attaccato i computer del municipio di Atlanta, e i dipendenti pubblici, per più di una settimana, abbiano dovuto chiudere diversi servizi al cittadino e tornare a usare carta e penna, devastando le normali operazioni amministrative. Si parla sempre di cybersicurezza come di una cosa lontana, ma ci siamo, ragazzi.

 

 

 


 

VIDEO BONUS

Nel dibattito intorno a Facebook e ai dati, l'analista Zeynep Tufekci è ala dura pro privacy e anti Big Tech. Ma le sue spiegazioni sono interessanti e piene di dati, e questo suo Ted Talk ha il vantaggio di avere i sottotitoli in italiano.

  

  


 

LONG READ, METTETEVI COMODI

  

Il New Yorker ha profilato il pensatore visionario Andy Clark, che ha un'idea pazzotica e affascinante del mondo e della tecnologia come estensione della mente umana – o era il contrario, l'idea è pazzotica, appunto.

 

L'Atlantic tiene insieme per bene tutte le ultime notizie sulla distopia tecnologica cinese, la cui ultima espressione è stato il capo di Baidu che ha detto, à la Zuckerberg: i cinesi sono pronti a rinunciare alla loro privacy.

 

Bloomberg racconta che mentre noi siamo qui a crogiolarci tra i dubbi etici dell'auto che si guida da sola (vedi sopra), la Cina progetta di mettere in strada 30 milioni di veicoli automatici nel giro di un decennio.

 

Perché l'America è terrorizzata dalle compagnie tecnologiche cinesi.

 

Lockheed Martin fa sul serio con la fusione nucleare. Una spiegazione interessante di come funziona questo progetto rivoluzionario (occhio, significa energia praticamente illimitata per alimentare il pianeta – o le macchine di Lockheed Martin, a seconda di come vanno le cose). Qui sotto il video di presentazione.

   

  

Wired America ha pubblicato un numero molto bello sul rapporto tra vita e tecnologia. Molti articoli che vale la pena di leggere, qui c'è il sommario.

 

L'Economist ha dedicato i suoi ultimi tre numeri a temi legati alla tecnologia, e questo vi fa capire che siete sulla newsletter giusta. Prima la battaglia per la supremazia digitale tra Cina e Stati Uniti, poi Facebook e infine come l'AI si è trasformata in uno strumento di spionaggio sul luogo di lavoro. Tutto da leggere (ma serve l'abbonamento: dovete pagare).

 

Vanno molto di moda i test del DNA per corrispondenza (quelli in cui si sputa in una provetta e si manda tutto in un laboratorio per le analisi), ma un nuovo studio dice che i risultati di questi test potrebbero contenere fino a un 40 per cento di falsi positivi.

 

Abbiamo parlato delle nuove regole europee sulla privacy. Sono una questione importante, e ci torneremo su. Intanto, uno spiegone fatto bene di The Verge.

 

Un utente di Vimeo ha immaginato un'applicazione di realtà aumentata che sostituisca i manuali di montaggio dei mobili Ikea. Meraviglia. Qui il video.

   

AssembleAR from Adam Pickard on Vimeo.

  


 

APP DELLA SETTIMANA

 

Oggi non c'è una app, ma una segnalazione generale. Il Play store di Android fa i saldi di primavera e ha messo in sconto un sacco di giochi a pagamento che ci piacciono molto. Vi consigliamo il secondo Monument Valley, il secondo Reigns, Samorost 3, Don't Starve. Le stesse app esistono anche per iPhone, ma non sono in sconto.

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