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La crescita del populismo

Un mondo ricco che si sente povero

2 Novembre 2018 alle 23:11

 

Un giorno qualcuno riuscirà a spiegare con parole convincenti perché all'apice del suo benessere economico, dopo una corsa al rialzo durata più di sessant'anni, il mondo abbia deciso di perdere il buonumore. Le voci degli esclusi hanno iniziato a sovrastare quella degli inclusi, che una certa sazietà - o forse inconsapevolezza - ha reso particolarmente silenti, pure in quelle società dove erano maggioranza. La retorica degli ultimi ha generato le varie primazie, nate e coccolate nel seno di quelle stesse élite che oggi guardano con orrore al populismo che hanno contribuito a generare alimentando per decenni, insieme con l'economia, i bassi istinti delle popolazioni. Il mondo non è mai stato così ricco e sicuro e tuttavia mai si è mai sentito tanto povero e insicuro. Ormai incontentabili, le popolazioni sognano la contentezza. Evocano gli uomini dei miracoli, e quelli arrivano. Tutto il resto è storia.

Maurizio Sgroi

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