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I black out di Bitcoin

Le moneta virtuali hanno generano enormi consumi di energia

28 Giugno 2018 alle 15:40

Scoprire che per far girare la giostra di bitcoin i cosiddetti minatori hanno impiegato una quantità di energia elettrica che sarebbe bastata a tenere accesa la Svizzera sorprenderà molti e lascerà indifferenti moltissimi. In fondo inseguire il mito dell'opulenza digitale, per giunta contrabbandata come reazione antisistema al cattivo mondo bancario, al costo di un potenziale disastro ambientale non è così diverso dagli altri modi con i quali gli esagitati amanti della ricchezza provano a cavar denaro dal mondo. Qualcun altro forse ci rimarrà male notando come tutta questa fatica e questa spesa servano appena a compilare un pugno di operazioni al secondo. Ma è una fortuna che sia così. Perché se fossero di più il rischio assai concreto è che all'esaurimento dei terawattora corrisponda anche quello di Internet. La blockchain crescerebbe al punto da strozzare il web. Il black out della rete è persino peggiore di quello elettrico. Perché d'improvviso spariscono anche i bitcoin.

Maurizio Sgroi

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