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Filosofeggio dunque sono

Filosofeggio dunque sono

Il blog di Davide D'Alessandro

Antonello Sciacchitano,l’analisi infinita

Antonello Sciacchitano

Per lo psichiatra e psicoanalista di formazione lacaniana, non c’è scampo: “L’analisi non si abbrevia: i numeri pari sono infiniti non meno degli interi e come i dispari. Non esistono rapporti quantitativi nell’infinito. Il termine usato da Freud, ma non adeguatamente sviluppato, è proprio il termine matematico, unendlich, ‘infinito’, malauguratamente tradotto ‘interminabile’. La psicoanalisi è infinita perché l’oggetto causa del desiderio, l’oggetto a, come lo chiama Lacan, è infinito nel senso matematico del termine. Lacan diceva che è originariamente perduto. Forse voleva dire che non è concettuale, proprio come l’infinito”

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Giuseppe Civitarese,Freud e non più Freud

Giuseppe Civitarese

Giuseppe Civitarese,
Freud e non più Freud

A colloquio con l’analista di formazione freudiana, che spiega: “Il fondatore è un genio assoluto e ha inventato la psicoanalisi, una forma di relazione umana che prima di lui non esisteva. È una fonte inesauribile di ispirazione e penso che non avrei fatto questo mestiere se non fossi rimasto abbagliato dalla sua intelligenza e dal suo stile di persona e di scrittore. Ciò detto, per quel che mi riguarda, per me essere un analista vuol dire fare riferimento (e contribuire a sviluppare) un paradigma che non è più quello di Freud”

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Luigi Zoja,oltrepassare il padre (e l’analista)

Luigi Zoja

Luigi Zoja,
oltrepassare il padre (e l’analista)

A colloquio con il noto psicoanalista di formazione junghiana: “Ettore (al cui nome ho intitolato il mio studio sul padre) si augura precisamente di essere oltrepassato dal figlio, non ucciso: quindi il mito greco offre ben più del modello sofocleo. Se il rapporto padre – figlio dovesse essere sempre di rivalità inconciliabile non sarebbe esistita la società occidentale tutta, che è stata patriarcale. Oltrepassare, invece, è possibile e auspicabile, nelle relazioni famigliari come in quelle professionali”

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Giuseppe Di Chiara,curare con la psicoanalisi

Giuseppe Di Chiara

Giuseppe Di Chiara,
curare con la psicoanalisi

A colloquio con l’analista freudiano di lungo corso, che spiega: “L’esperienza analitica ha mostrato come lo scomporre e il conoscere le parti della psiche umana, in un contesto specifico che è quello della situazione analitica, consente nuovi rapporti tra le istanze psichiche, che conducono alla cura di alcune malattie della mente, prima di tutto le nevrosi. Gli elementi principali della qualità dell’analista sono il buon esito della sua analisi con il suo seguito di autoanalisi e il buon apprendimento nella sua formazione. La prima deve avergli consentito l’affrontamento e la maturazione evolutiva del complesso di Edipo, e la sua capacità di continua regolazione dello stesso. Il secondo deve avergli assicurato la capacità di continuare ad apprendere nel gruppo di lavoro di cui fa parte”

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Augusto Romano,la ferita dell’analista

Augusto Romano

Augusto Romano,
la ferita dell’analista

A colloquio con lo psicoanalista junghiano, che afferma: “Non so cosa sia un ottimo analista. ‘Ottimo’ mi sembra una parola eccessiva e presuntuosa. Ogni analista ha una falla. Dovrebbe essere capace di: empatia, immaginazione, resistenza alla frustrazione, controllo delle proprie inclinazioni narcisistiche,  sopportare i transfert seduttivi e/o aggressivi del paziente, ironia non distruttiva, una paradossale indifferenza rispetto ai risultati. Ed essere in grado di lasciare andare il paziente quando è il momento, e di rispettare ‘religiosamente’ quello che si potrebbe chiamare il ‘destino’ dell’altro. Ma potrei essere facilmente smentito…”

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Silvia Lippi,corpo a corpo con Lacan

Silvia Lippi

Silvia Lippi,
corpo a corpo con Lacan

A colloquio con l’analista di formazione lacaniana, che vive e opera a Parigi: “È stato il mio primo incontro con il pensiero psicoanalitico. È venuto prima di Freud, e ha condizionato e occupato gran parte della mia vita: ancora oggi mi scervello per cercare di capirlo. Non smetto mai di leggere i suoi scritti e seminari, e mi interrogo sulla pertinenza di certi suoi enunciati. Quello che mi convince in lui non è solo la sua forza innovatrice e clinicamente efficace, ma anche la sua posizione analitica, una posizione che è allo stesso tempo rigorosa, ironica e popolare: mai come con lui, la psicoanalisi ha brillato nel mondo della cultura internazionale”

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Antonino Ferro,parole che curano

Antonino Ferro

Antonino Ferro,
parole che curano

A colloquio con lo psicoanalista freudiano, che precisa: “Forse non a caso la psicoanalisi è stata chiamata ‘the talking cure’. Ingredienti imprescindibili di un buon analista sono una analisi personale sufficientemente profonda, un training adeguato, un continuo lavoro su sé stesso e una successiva messa a punto degli strumenti di cui dispone”

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Il senso di Carla Stroppa per Jung

Carla Stroppa

Il senso di Carla Stroppa per Jung

A colloquio con l’analista junghiana, che spiega: “Disponibilità a lasciarsi trascinare dalle immagini oniriche senza presumere di capirle del tutto riportandole a teorie predefinite. Disponibilità al gioco, all’immaginazione, agli aspetti esoterici della vita, visti come valori, non come derive patologiche dalla razionalità. Penso che abbiamo bisogno di intuire il valore dei simboli, non solo di decifrare i segni. Qui sta anche una grande differenza tra Freud e Jung. Per fare un ottimo analista occorrono innanzitutto onestà intellettuale e sincerità di sentimento. E naturalmente profonda passione conoscitiva e attitudine a una perenne ricerca nel confronto con gli altri, ma senza tradire il proprio portato individuativo, ovvero il proprio centro di energia affettiva e conoscitiva”

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Elena Pulcini,la filosofia che può salvarci

Elena Pulcini

Elena Pulcini,
la filosofia che può salvarci

A colloquio con l’autrice de “La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale”, che spiega: “Se mi lasciassi sopraffare dal pessimismo, sarei tentata di aderire all’ammonimento heideggeriano. Ma se vogliamo darci una speranza, la filosofia può effettivamente venire in nostro soccorso: continuando in primo luogo a porre domande radicali e coraggiose che scuotano le coscienze in un mondo percorso da un lato da un oppiaceo individualismo e da una colpevole indifferenza, e dall’altro da ottuse regressioni verso miti identitari. Ma abbiamo bisogno di una filosofia vitale che non tema di contaminarsi anche con altri linguaggi (letteratura, psicoanalisi, cinema) laddove il concetto e l’argomentazione non sono (più) sufficienti”

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Psicoanalisi e filosofia,la forza di Lacan

Domenico Cosenza

Psicoanalisi e filosofia,
la forza di Lacan

Domenico Cosenza, analista lacaniano, spiega: “Quando lo incontrai attraverso i suoi testi come studente di filosofia mi colpì come lo psicoanalista che più era stato in grado di cogliere gli effetti di sovversione radicale che la scoperta di Freud aveva introdotto nel pensiero occidentale. Man mano che presi a studiarlo a partire dall’esperienza della mia analisi, mi divenne sempre più chiaro che tutto quanto Lacan utilizzava nel campo del sapere, di cui era onnivoro, aveva tuttavia un solo punto di orbitazione: chiarire l’enigma di ciò che accade nell’esperienza di una psicoanalisi. Per fare questo si serviva di tutto quanto potesse essergli utile: dalla filosofia alla letteratura, dalla logica alla topologia. Anzi, i punti più oscuri dei testi di Lacan mi si chiarivano all’improvviso dopo anni a partire da passaggi interni al mio percorso analitico”

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“Amo Freud perché non hamai smesso di cercare”

Sigmund Freud

“Amo Freud perché non ha
mai smesso di cercare”

Per Laura Ambrosiano, analista freudiana, il fondatore della psicoanalisi “non si accontentava delle risposte che trovava e continuava a cercare, attraverso i suoi incontri con i pazienti, con i colleghi, con uomini di cultura, con i terribili eventi della sua epoca. Per fare un ottimo analista occorre innanzitutto un ottimo paziente, motivato e desideroso di accostarsi al suo inconscio. Il lavoro psichico è necessario per vivere, per modulare l’impatto che gli eventi hanno su di noi”

 

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