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Come evitare di essere taggati su Facebook mentre si prende l'aperitivo

Foto Pexels.com

Secondo un sondaggio confidenziale effettuato da questa rubrica, la prima paura aperitivistica non è la sbornia molesta ma l’essere taggati su Facebook – con o senza bicchiere – mentre si prende parte a un aperitivo. Non c’è difesa, vista la proliferazione di possessori indiscreti di macchine digitali: eccoti lì sul web che ti muovi scomposto e fai smorfie.

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IL “Millionaire no more mojito" oscura il primo aperitivo di Obama (e l’ordinanza di Alemanno)

IL “Millionaire no more mojito" oscura il primo aperitivo di Obama (e l’ordinanza di Alemanno)

L’aperitivista scrivente, per definizione, dovrebbe essere sinceramente colpita dalla notizia che all’Obama Day giungeranno ben seicento bottiglie di Prosecco trevigiano per il primo aperitivo presidenziale. Eppure non ci riesce. Perché oggi la notizia è un’altra.

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Proposta di petizione alla regina d'Inghilterra, nemica delle donne bevitrici (facendo però attenzione al vin brulé)

Proposta di petizione alla regina d'Inghilterra, nemica delle donne bevitrici (facendo però attenzione al vin brulé)

Questa rubrica propone di inoltrare una petizione alla regina Elisabetta II d’Inghilterra per segnalare a Sua Maestà l’insostenibilità aperitivistica della sua campagna di “tolleranza zero” nei confronti delle donne bevitrici (capiamo che Sua Maestà ha in mente gli standard di ubriachezza media britannica, maschile e femminile, ma ci permettiamo di notare che il “niet” contro le aperitiviste è fortemente lesivo della parità tra i sessi – meditiamo di appellarci altresì all’Alta corte europea).

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Miniguida ai gruppi aperitivistici di Facebook con puro obiettivo anticrisi

Miniguida ai gruppi aperitivistici di Facebook con puro obiettivo anticrisi

Visto il proliferare di gruppi aperitivistici su Facebook, tutti nati per segnalare qualche insostenibile pecca nel livello qualitativo dell’happy hour di zona, il sospetto si fa certezza: il malcontento che c’è in giro rischia di creare uno stallo nel terziario attorno alle ore 20/21.

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Perché il Tar poteva salvarci dagli aperitivi inguardabili ma non l'ha fatto

Perché il Tar poteva salvarci dagli aperitivi inguardabili ma non l'ha fatto

La scure del Tar si è abbattuta sulle bancarelle di Campo di Fiori non vegetali – ovvero quelle che non vendono frutta e verdura ma chincaglieria, tappetini per il bagno, pentole e bigiotteria para-sudamericana, del tipo venduto in tutto il mondo, a tutte le latitudini – ma non su alcuni fornitori d’aperitivo assolutamente inadeguati a tale prestazione d’opera.

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Dell'impossibilità aperitivistica della festa del cinema di Roma

Festa del cinema - Foto LaPresse

Dell'impossibilità aperitivistica della festa del cinema di Roma

Purtroppo è vero: la Festa del Cinema di Roma, seppure inconsapevolmente, boicotta l’aperitivo. Ed è un boicottaggio bipartisan, giacché, già lo scorso anno, i frequentatori della kermesse lamentavano la penuria di stand e baretti adatti all’uopo (all’ora giusta – alle undici di sera puoi bere ciò che vuoi dove vuoi: sono tutti al cinema o altrove). E dunque non importa che il destinatario di questo nostro appello per l’abbattimento delle barriere aperitivistiche alla Festa del Cinema sia Gianluigi Rondi e non (più) Goffredo Bettini. La sostanza è la stessa.

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Così la crisi economica fiacca anche l'aperitivista più tenace

Così la crisi economica fiacca anche l'aperitivista più tenace

A questo livello di crisi economica finanziaria borsistica mondiale, anche gli aperitivisti più spendaccioni si staranno chiedendo come conciliare frivolezza e risparmio preventivo.

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Come superare i guai da crollo delle Borse senza dover volare Alitalia

Come superare i guai da crollo delle Borse senza dover volare Alitalia

Un nostro giovane amico e collega, il grande esperto di Caucaso e oleodotti Luigi De Biase – unico neo: odia gli aperitivi e ci dà dei vecchi (!) perché ci andiamo – mi fornisce inaspettatamente un indirizzo per chi voglia dimenticare tutte le cose sopra dette (tutte insieme), trasgredendo per un giorno, in onore dei lettori di questa rubrica, al suo odio per l’aperitivo (grazie). Il luogo è Baku, nella repubblica dell’Azerbaijan.

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Quando la crisi di Alitalia impedisce anche di prendere un aperitivo

Quando la crisi di Alitalia impedisce anche di prendere un aperitivo

Accade che, in una bella sera di fine estate, un gruppo di aperitivisti sprovveduti si trovi, all’ora dell’aperitivo, in tempi di crisi Alitalia e in condizione di assoggettamento ai diktat di una linea low-cost, nel ridente aeroporto di Trapani (ridente per posizione geografica anche se non proprio per agio e agibilità). Accade che, vista appunto la crisi Alitalia e grazie a un’incrollabile fiducia nell’efficienza del pur dispotico operatore low-cost, i suddetti viaggiatori aperitivisti si trovino improvvisamente a terra, dopo una vacanza in barca (alcolicamente ineccepibile, per giunta) ad attendere una partenza ritardata di almeno tre ore per cause ignote.

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Perché Zaia è il miglior ministro aperitivistico

Perché Zaia è il miglior ministro aperitivistico

Con l’annuncio dell’operazione “libertà di grappa”, il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia si conferma il preferito della rubrica Aperitivi, specie in tempi in cui nel mondo si arriva a bloccare alla frontiera persino l’innocuo vino Nobile di Montepulciano – e anche se il ministro si riferisce alla produzione e non all’esportazione. Non essendo (ancora?) capace di produrre grappa, né in casa né altrove, l’aperitivista scrivente propone un concorso.

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Come riprendersi dalla notizia del "vino in cartone" emigrando a Ostia o partecipando all'aperitivo dei numeri primi nel ragusano

Come riprendersi dalla notizia del "vino in cartone" emigrando a Ostia o partecipando all'aperitivo dei numeri primi nel ragusano

Che sia un effetto perverso della seconda crisi del ’29, come direbbe il ministro Giulio Tremonti? Fatto sta che il via libero del governo al vino nei cartoni, per quanto economicamente accorto, ci pare aperitivisticamente inaccettabile. Come se non bastasse, giunge improvvisa a rabbuiare l’happy hour la campagna allarmistica del Corriere della Sera, edizione romana.

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