Riaprire la scuola, proteggendola

Draghi mostra ottimismo sulla riapertura degli istituti, ma serve una svolta
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25 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 05:07 AM
Immagine di Riaprire la scuola, proteggendola

Protesta contro la didattica a distanza a Milano (Ansa)

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ieri, intervenendo al Senato nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo, ha scelto di tornare sul tema della scuola e ha offerto una finestra di ottimismo: “Mentre stiamo vaccinando è bene iniziare a pianificare le aperture. E se la situazione epidemiologica lo permetterà cominceremo a riaprire la scuola in primis, con le primarie e l’infanzia anche nelle zone rosse, allo scadere delle attuali restrizioni, speriamo subito dopo Pasqua”. Riaprire le scuole primarie e le scuole dell’infanzia è un passaggio necessario per non tradire la promessa fatta da Draghi di mettere in pista un whatever it takes su questo fronte ma per quanto necessario il passaggio non è sufficiente a proteggere le scuole e la verità è che un indirizzo del governo che tenti di rendere uniforme e in qualche modo omogeneo l’approccio al grave tema dell’apertura in presenza delle scuole ancora non si vede.
È normale, caro presidente, che chi si trova in regioni gialle possa decidere autonomamente di chiudere in via preventiva? È normale, caro presidente, che chi si trova in arancione possa aprire, chiudere o fare lezione part time piuttosto che full time? È normale che sia consentito alle regioni fare norme restrittive sulla scuola senza preoccuparsi di farlo nel resto del sistema sociale? È normale che non vi siano indirizzi omogenei e chiari su come affrontare le emergenze sanitarie laddove si verifichino i cluster, lasciando tutto all’interpretazione del medico competente e della azienda sanitaria locale? Un esempio eccellente di monitoraggio preventivo è quello della provincia autonoma di Bolzano che prevede di testare con tamponi rapidi tutti i ragazzi al rientro a scuola dopo il periodo di Dad e di fare due tamponi la settimana per identificare eventuali portatori asintomatici. Riaprire la scuola è necessario, ma riaprirla senza cambiare l’organizzazione non è il modo migliore per proteggerla. È ora di agire, caro presidente, anche a costo di litigare con il suo non proprio impeccabile ministro dell’Istruzione.