La voglia di contare degli studenti italiani

Migliorano, anche più che altrove, le abilità matematiche degli alunni in Italia. Buon segno per il futuro
di
9 DEC 20
Ultimo aggiornamento: 11:37 AM
Immagine di La voglia di contare degli studenti italiani
I risultati dell’indagine periodica della Timss (Tendenze negli studi di matematica e scienze) certificano un netto miglioramento, superiore alla media internazionale, nelle conoscenze e abilità matematiche degli studenti italiani delle elementari e delle medie inferiori. Si tratta di una importante inversione di tendenza, che mostra come si sia reagito efficacemente alle principali pecche della scuola italiana, l’antica propensione idealistica e i recenti cedimenti al facilismo. Sarebbe interessante indagare su come ciò sia stato realizzato, nonostante un ambiente culturale e un’organizzazione scolastica che sembravano orientati in tutt’altra direzione.
Il merito principale è degli insegnanti, delle maestre e dei maestri delle elementari, delle professoresse e dei professori delle medie, che hanno saputo insistere nell’insegnare anche le tecniche di calcolo, che sono indispensabili per addentrarsi nell’universo matematico, anche se sembrava che l’uso dei calcolatori dei telefonini le rendesse superflue. Insegnare la matematica è difficile, soprattutto perché richiede uno sforzo individuale agli studenti e consente una verifica dei risultati piuttosto oggettiva. Inoltre, per insegnare la matematica, anche quella elementare, bisogna saperla. Questo significa che anche le università e i magisteri hanno continuato a mantenere una struttura di insegnamento solida e poco permeabile alle tendenze semplificatrici.
E’ persino superfluo spiegare perché una buona competenza matematica sia fondamentale: in un mondo che cambia rapidamente, a scuola non si acquisiscono le competenze sufficienti a esercitare un mestiere o una professione, ma bisogna acquisire un metodo di ragionamento che consenta di ottenere via via quelle competenze, e la matematica serve proprio a questo. Si tratta di saper astrarre gli elementi di un problema per poi poterlo risolvere in modo razionale, e questo non vale solo per le equazioni e i teoremi. La più astratta delle discipline, che tratta di oggetti immaginari come i numeri e le linee, diventa poi, come ha dimostrato una storia millenaria, lo strumento essenziale per affrontare le questioni concrete.
Ragazze e ragazzi che padroneggiano l’aritmetica e la geometria elementari possono affrontare con maggiore consapevolezza un corso di studi formativo anche nei settori tecnici che sono i più richiesti dal settore produttivo, in modo da correggere la sproporzione tuttora esistente a vantaggio degli studi cosiddetti umanistici. Si può peraltro mettere tra parentesi l’aggettivo umanistico quando viene riferito solo alla cultura artistica e letteraria, sia perché la logica e la matematica sono fin dai tempi più antichi elementi essenziali delle conoscenze umane, sia perché anche in campi apparentemente lontanissimi, come la musica o l’arte visiva, c’è e conta moltissimo anche una componente matematica, spesso ignota ma non per questo meno reale. Anche per questo quella di oggi è davvero una bella notizia, che consente di guardare con un po’ di ottimismo al futuro delle giovani generazioni, cioè al futuro.