Le nostre eccellenze del Passato

Ok. Ottimo il risultato della Sapienza, ma ora guardiamo al Futuro

3 Marzo 2018 alle 06:10

Le nostre eccellenze del Passato

Archeologi al lavoro alla domus del comandante, scoperta durante gli scavi della metro C a Roma

Secondo la QS World University Rankings, classifica pubblicata ogni anno da Quacquarelli Symonds, l’Università La Sapienza di Roma è il miglior ateneo al mondo in Scienze dell’Antichità. La classifica mette anche al quinto posto il Politecnico di Milano per quanto riguarda il design e l’Università Bocconi al decimo per il business. Ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha scritto su Twitter di essere “Orgoglioso come romano e come ex alunno” per il risultato della Sapienza, e lo siamo tutti, naturalmente, ma la classifica offre anche la possibilità per una riflessione.

 

Nel ranking generale, nei primi venticinque posti, non c’è nemmeno un ateneo italiano. I primi quattro sono occupati da college americani (Mit, Stanford, Harvard, California Institute of Technology) e tutti e quattro sono l’eccellenza nel campo della tecnologia (oltre ad esserlo, ad esempio Stanford, anche nell’umanistica: le cose non si escludono). Il fatto che a Roma ci sia l’ateneo più quotato sulle Scienze dell’Antichità rispecchia però lo stato della Capitale, e dell’Italia: siamo bravissimi ad argomentare il passato, ma il mondo ormai si muove verso un’altra direzione – lo studio del futuro, le scienze tecnologiche. Non che in Italia non esista qualche eccellenza di questo tipo: il problema è che da noi, ancora, le università si considerano cittadelle del sapere “chiuse” nell’accademia, hanno paura ad aprirsi al mondo, al rapporto con l’industria, i privati. Oltre ad essere orgogliosi del nostro passato, è ora di investire di più anche sul (nostro) Futuro.

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