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La scuola secondo Civica Popolare

Gabriele Toccafondi: “Educare e combattere le dipendenze. Migliorare l’alternanza”

28 Febbraio 2018 alle 13:53

La scuola secondo Civica Popolare

Gabriele Toccafondi

Abbiamo fatto otto domande alle principali forze politiche per capire che cosa hanno in mente i partiti per riformare l'istruzione. Qui le domande e le altre interviste.


    

1. La scuola è la prima porta sul futuro. Qui i ragazzi scoprono il loro talento, formano una coscienza critica e diventano adulti. Deve essere un luogo di educazione al rispetto delle regole e alla convivenza civile, il più importante scudo contro le dipendenze su droghe, alcool, ludopatia.

   

2. Dopo decenni di tagli abbiamo investito sulla scuola e assunto a tempo indeterminato quasi 150 mila insegnanti. Lo scopo è stato qualificare e stabilizzare la professione: si diventerà docenti solo attraverso un nuovo percorso di formazione iniziale e di reclutamento. Ogni due anni ci sarà un concorso a cui potrà accedere solo chi ha superato esami universitari di didattica e pedagogia e chi ha svolto un tirocinio triennale.

   

3. Punterei sull’alternanza scuola-lavoro. Certo, il sistema va migliorato: occorre aumentare le proposte, il lavoro dei tutor, le risorse; ma a chi chiede di abolirla ricordiamo che l’alternativa è tornare a 5 anni fa quando l’abbandono scolastico era quasi al 20 per cento, i Neet oltre 2 milioni e la disoccupazione giovanile al 45 per cento.

  

4. Abbiamo creato e poi aumentato il contributo alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità, e portato le detrazioni fiscali della retta per le famiglie a 800€ all’anno per ogni figlio. Abbiamo stanziato un contributo aggiuntivo di 50 milioni di euro per le scuole materne paritarie e permesso l’accesso ai fondi per l’alternanza scuola-lavoro e a breve per tutti i bandi Pon.

  

5. Dobbiamo fare di più per la lotta alle dipendenze, sia droghe e alcol sia giochi d’azzardo. E’ necessario un salto di qualità perché la sensibilizzazione diventi reale educazione al rispetto delle regole: dentro le scuole con medici, ragazzi di comunità, educatori, associazioni; fuori dalle scuole con controlli, perché non deve far paura un uomo in divisa o un cane antidroga ma le sostanze.

   

6. Abbiamo archiviato l’epoca dei contributi a pioggia, per fortuna. La strada è riqualificare le università del sud e investire sul territorio. Insistere su criteri di qualità e valutazione oggettivi e puntare sulle grandi risorse presenti, ma sfruttate male: penso all’arte, al turismo e all’enogastronomia.

   

7. Questo governo ha rotto il tabù nel dialogo tra realtà educative e imprese, tra giovani e lavoro. Il decreto che istituisce le nuove lauree professionalizzanti prevede che le università armonizzino la loro offerta con quella degli istituti tecnici superiori in una logica di prosecuzione degli studi. Questo sistema di professionalizzazione mancava in Italia e dà risultati evidenti: un tasso di occupazione pari all’81 per cento.

   

8. E’ una proposta irrealizzabile: costerebbe 1,6 miliardi di euro. Sul diritto allo studio abbiamo introdotto nuovi strumenti di accesso per le fasce più deboli: una no tax area per Isee fino a 13.000 euro e tasse ‘calmierate’ per quelli fino ai 30.000 euro. Se davvero fossero disponibili 1,6 miliardi di euro, potremmo piuttosto portare a zero le rette degli asili nido come ha proposto Beatrice Lorenzin.

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