Tenere alto il morale

Enrico Bucci

La solita influenza, niente paura, evitare i contatti. Il primo approccio all’epidemia, un film già visto

In questa occasione, propongo un piccolo gioco al lettore. Provi ad indovinare la provenienza dei brani testuali riprodotti qui in calce, estratti da un articolo comparso su un quotidiano e tradotti dall’inglese (in parentesi quadre un po’ di editing per rendere meno riconoscibile il testo).

 

 

[E’] semplicemente la stessa vecchia influenza che ha spazzato il mondo ancora e ancora. [La malattia] ha spazzato il mondo in numerose epidemie da sempre. Ippocrate si riferisce a un'epidemia nel 412 a.C., considerata da molti come influenza. Ogni secolo ha avuto i suoi attacchi.

 

I sintomi

[La malattia] di solito inizia con un brivido attenuato da dolore, febbre e continua nausea e vertigini e un sentimento generale di debolezza e depressione. La temperatura va da 37.7 a 40 e la febbre dura solitamente da tre a cinque giorni. I germi attaccano la mucosa, o il rivestimento di passaggi d'aria naso, gola e i bronchioli - di solito c'è una tosse dura, specialmente di notte, spesso volte mal di gola o tonsille, e spesso tutte le apparenze di un grave testa fredda.

 

Niente panico

Non c'è nessuna ragione di aver paura – [la malattia] ha un tasso di fatalità molto basso - non più di un decesso su quattrocento casi, secondo la Commissione Sanitaria Nazionale. Il principale pericolo sta nelle complicazioni che si presentano, che attaccano principalmente i pazienti malandati.

 

Come evitare la malattia

Le prove sembrano dimostrare che si tratta di una malattia infettiva, diffusa principalmente dal contatto umano, principalmente attraverso starnuti e lo sputo. Quindi evita le persone che hanno il raffreddore, il che significa evitare la folla di comuni bicchieri da bere, asciugamani a rullo, ecc.

 

Minimizzazione di una malattia respiratoria, che poi si è rivelata epidemica.  Sintomi tipici. Indicazione di un basso tasso di letalità, per tranquillizzare la popolazione. Consiglio di evitare il contatto umano, in particolare delle persone che starnutiscono o disperdono goccioline di saliva. Nessun accenno al pericolo imminente.

 

Un articolo su COVID-19 di fine febbraio?

 

No. Un articolo del dicembre 1918, all’arrivo dell’influenza spagnola in America, apparso sul quotidiano californiano Daily News (Volume XXXV, numero 38, 17 dicembre 1918).

 

Dopo un mese, la situazione appariva completamente diversa; ma un secolo dopo, in certe parti d’Italia abbiamo assistito allo stesso film. Nel 1918, fu la censura del tempo di guerra ad intervenire, per mantenere alto il morale; nel 2020, l’imperativo pare essere ancora stato quello di mantenere alto il morale, confidando nella fortuna. Ed il film è continuato, più o meno allo stesso modo.

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