TOI 700d in un'elaborazione grafica della Nasa (immagine Nasa/Goddard Space Flight Center)

Il lato oscuro di TOI 700d

Paolo Galati

Il satellite Tess della Nasa ha scoperto un nuovo esopianeta (il 4105° dal 1990). Una “nuova Terra” con una sola faccia illuminata

Il nome tipico da bagno chimico mobile potrebbe trarre in inganno ma vi assicuro che “TOI 700d” è il nome dell’ultimo esopianeta scoperto in ordine di tempo. Gli esopianeti sono tutti i pianeti extrasolari, cioè tutti quei pianeti che non appartengono al nostro sistema solare: gli esopianeti non sono legati gravitazionalmente al nostro Sole.

 

L’ultimo individuato orbita attorno alla sua stella TOI 700, una nana rossa della costellazione del Dorado. Il Dorado è una costellazione visibile facilmente da chi abita nell’emisfero sud, quindi noi del nord che viaggiamo poco ci dobbiamo accontentare di vederla su internet.

Il nuovo pianeta molto simile al nostro – sulla carta “earth-like planet” – si trova nella zona abitabile: la fascia di abitabilità di un pianeta è a tutti gli effetti la distanza da una stella per cui le condizioni climatiche del pianeta permettono (o quasi) la presenza di acqua allo stato liquido.

 

Il concetto di abitabilità è – come ovvio – molto più vasto, ma tra i fattori principali pensate alla temperatura, la presenza di vegetazione, l’atmosfera e la forza di gravità sul pianeta. Dagli anni ’70, in gergo, questa fascia viene denominata “Goldilocks Zone” (zona Riccioli d’oro) come geniale metafora della famosa fiaba in cui la protagonista sceglie sempre la via di mezzo.

L’esopianeta TOI 700d è stato individuato utilizzando il satellite TESS della NASA. TESS che sta per Transiting Exoplanet Survey Satellite è una missione che ha come scopo principale quello di scoprire esopianeti di massa inferiore a quella di Nettuno ma soprattutto di identificare potenziali candidati per un successivo studio sulla composizione chimica della loro atmosfera.

Ok ma TESS come l’ha scoperto? Quanto è grande TOI 700d? A che distanza si trova? E poi vogliamo sapere se è un esopianeta piatto o no perché esiste pure chi ci fa queste domande. Insomma un paio di coordinate vogliamo darle o vogliamo sempre fare i soliti terrestri superficiali?

 

Allora partiamo dalla missione TESS. TESS monitora di continuo settori del cielo e analizza eventuali variazioni di luminosità dovute al passaggio di un oggetto davanti a una sorgente (una stella): insomma un transito planetario.

Certo, oltre ad utilizzare costosi e potenti software di calcolo purtroppo il metodo dei transiti è un metodo che dipende fortemente dalle condizioni dell’osservatore: il pianeta deve attraversare il disco della stella rispetto a noi altrimenti non potremmo vedere alcuna diminuzione di luminosità. Insomma deve passarci davanti, come un moscerino sugli abbaglianti.

 

Quanto è grande TOI 700d? È poco più grande della Terra (del 20 per cento circa), dalla sua stella riceve quasi la stessa quantità di energia che riceviamo noi, un suo anno dura 37 giorni terrestri (quindi in 37 giorni fa un giro attorno alla sua stella), non è un pianeta piatto e dulcis in fundo – come fa la Luna con la Terra  – mostra sempre la stessa faccia alla sua stella. Scusate la citazione ma questo vuol dire che esisterà il “the dark side of the TOI 700d”. 

La distanza a cui si trova l’esopianeta è di circa 100 anni luce.

 

Da qui ai prossimi mesi verranno effettuate ulteriori analisi per generare formazioni nuvolose o modelli dei venti, fare previsioni, studiare le caratteristiche e analizzare la composizione chimica dell’atmosfera. Insomma immaginate un pianeta con una sola faccia illuminata e gli eventuali abitanti che si godono un noioso Instagram fatto solo di albe e tramonti.

Dal 1990 in poi di esopianeti ne sono stati individuati oltre 4105. La ricerca di un pianetino blu continua, non so se – nel breve periodo – troveremo un pianeta molto simile al nostro, ma mi piace immaginare che ci sia qualcuno in qualche ammasso di galassie che si stia ponendo il mio stesso interrogativo.

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