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Avvicinare la scienza alla gente: antidoti contro l'antiscientismo

A Roma l'ultima settimana di "Scienza chiama Terra", spettacoli, letture performative, esplorazioni, esperimenti per insegnare a tutti a non aver paura del mondo scientifico

6 Maggio 2019 alle 15:47

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"Per non cadere nell'antiscientismo, che altro non è che paura di ciò che non capiamo", raccontava nel 2011 Margherita Hack a Radio1, a volte basterebbe soltanto "affacciarsi al mondo della scienza, capirne il funzionamento, provare a immaginare come sarebbe il mondo senza l'impegno di scienziati e ricercatori. Risulterebbe subito chiaro a tutti che sarebbe un mondo più complesso, meno agevole, quasi sicuramente meno sicuro". E ancora, proseguiva l'astrofisica rivolgendosi ai radioascoltatori: "È nelle piccole cose che dovremmo essere grati alla scienza. È nell'aprire un frigorifero, nell'accendere la luce, nel veder passare il mal di testa con un'Aspirina che la scienza rileva quotidianamente la propria necessità. Se non ci fossero tutte queste cose sapremmo vivere?".

 

Sono passati otto anni da questa domanda e in questo periodo l'antiscientismo è aumentato. Lo dicono i numeri di una ricerca del dipartimento di psicologia dell'Università di Amsterdam, secondo cui, nel 2018, il 6,5 per cento degli europei non aveva alcuna fiducia nella scienza mentre il 9,4 per cento ne aveva poca. Il problema principale sarebbe "l'esistenza di lobby che guidano gli scienziati". Lobby che nessuno sa spiegare quali siano o in che modo agiscano, ma che per la quasi totalità degli antiscientisti esistono. Fake news, si direbbe, ma fake news che sono sempre più comuni e distribuite all'interno del tessuto sociale europeo.

 

Avvicinare la scienza alla gente è diventato quindi se non fondamentale, quanto meno consigliabile. Anche per questo Ti con Zero e la Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza hanno deciso che era venuto il tempo di provare a compiere un primo passo. E così, presso la Biblioteca Casa del Parco a Roma, hanno messo in piedi "Scienza chiama Terra. Scienza, Arte, Letteratura, Esplorazioni" (qui il programma completo), una rassegna dedicata a bambini, ragazzi e adulti con una programmazione dedicata alla scienza, tra gioco e didattica, svago e conoscenza, movimento e arte.

 

Avvicinare la scienza alla gente è diventato quindi se non fondamentale, quanto meno consigliabile. A Roma Ti con Zero e la Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza, alla Biblioteca Casa del Parco, alla Pineta Sacchetti, hanno deciso che era venuto il tempo di provare a compiere questo passo. E così ha messo in piedi "Scienza chiama Terra. Scienza, Arte, Letteratura, Esplorazioni" (qui il programma completo), una rassegna dedicata a bambini, ragazzi e adulti con una programmazione dedicata alla scienza, tra gioco e didattica, svago e conoscenza, movimento e arte.

 

La rassegna è iniziata il 27 aprile e andrà avanti sino all'11 maggio 2019 con installazioni di arte e scienza, laboratori e incontri con esperti accompagnati da letteratura e poetica della natura, esplorazioni nel parco e nel territorio che lo circonda. Una proposta didattica accompagnata da un gruppo di artisti e scienziati che danno vita a spettacoli, letture performative, esplorazioni, esperimenti scientifici per far capire a chiunque che la scienza non è altro che lo studio di tutto ciò che sta attorno a noi. E che molte delle cose che consideriamo facili e naturali, senza lo studio scientifico, non sarebbero né facili, né naturali.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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