Alberto Angela, il testimonial degli italiani

Ha riaperto gli occhi a un paese incupito e rancoroso. Come? Facendo buona televisione, con competenza ed empatia. Il servizio pubblico, le fake news. “Be streetwise” sul web. Intervista al conduttore delle Meraviglie

10 Febbraio 2018 alle 06:08

Il testimonial degli italiani

Alberto Angela (Foto LaPresse)

Si è “acceso un arco voltaico”. Soltanto che era l’Italia. Non la vedevamo più, nei cupi mesi del grido anti tutto e dei rancori. D’un tratto l’hanno vista tutti. Non un miracolo, Alberto Angela non parla di miracoli. Anche per principio. Ma qualcosa di fuori dall’ordinario, sì. Non l’audience da primato, quella interessa gli addetti ai lavori. Che si sia abbassata di dieci anni l’età media del pubblico di Raiuno, in un paese per vecchi, forse questo interessa, sì. Il...

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Commenti all'articolo

  • robyv73

    10 Febbraio 2018 - 18:06

    ‘Be streetwise' ... l'invito vale prima di tutto per i giornalisti, non quelli del Foglio in particolare, ed i direttori dei giornali e dei telegiornali, mi domando quanto volte prima di pubblicare un articolo "succulento" il direttore chieda al giornalista di mostrargli le verifiche che ha fatto per accertarsi che ciò che ha scritto sia vero, o almeno non sia palesemente falso. Leggendo articoli, vedendo servizi televisivi o ascoltando quelli radiofonici che parlano di materie che conosco spesso mi accorgo che vengono dette o scritte cavolate immani ed allora mi domando se per gli argomenti che non conosco quello che viene raccontato siano solo frottole o se c'è del vero. Nell'era di internet dove il più ignorante può raccontare la sua verità senza contraddittorio il dovere del giornalista dovrebbe essere quello di fornire informazioni almeno verificate,poi forse non sono vere e lo si scopre solo dopo ma almeno che siano vere per l'attimo della pubblicazione e poi rettificate se serve

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