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Cosa sono le Orionidi e perché si chiamano così

Tipicamente una meteora delle Orionidi ha dimensioni che vanno dal millimetro al centimetro di diametro, ma seppur così piccole possono generare una scia di luce visibile anche a grandi distanze

20 Ottobre 2017 alle 15:54

Cosa sono le Orionidi e perché si chiamano così

Foto di neekoh.fi via Flickr

Lo sa anche Facebook che le stelle cadenti sono un fenomeno generato da passaggi precedenti di stelle comete: quando la terra transita nelle regioni dove la cometa ha lasciato la scia di polveri (e particelle) allora diventiamo un’aspirapolvere di meteore. Ogni periodo dell’anno ha il suo sciame (in inglese “meteor shower”, una bella doccia di stelle cadenti).

 

Se le stelle cadenti di questo periodo sono prodotte da ciò che resta del passaggio della cometa di Halley perché si chiamano Orionidi? Perché ogni anno nello stesso periodo sembrano partire da un punto in direzione della più famosa costellazione del cielo, la costellazione di Orione. Per cui ogni sciame prende il nome della costellazione da cui sembrano provenire. Le più famose sono le Perseidi - le lacrime di san Lorenzo – e raggiungono la massima intensità a metà agosto (in alcuni casi si arriva a 100 meteore all’ora, più di un desiderio al minuto).

 

Tipicamente una meteora delle Orionidi ha dimensioni che vanno dal millimetro al centimetro di diametro (peso medio di circa 10-5 grammi, quindi leggerissime), ma seppur così piccole possono generare una scia di luce visibile anche a grandi distanze: viaggiando alla velocità pazzesca di 100 km/s il bello avviene quando si scontrano con le molecole dell’aria presenti nell’atmosfera. Il colore della meteora dipende dalla luce emessa dagli atomi che la compongono. Non ci crederete lo so, ma vi dico che potrebbe succedere di udire un sibilo durante una stella cadente (a quelle velocità può verificarsi una sovrapposizione di piccoli bang sonici creando un “sibilo”), si ok è un evento raro ma dipende da massa e velocità della meteora. Capitolo a parte per le tempeste meteoritiche che possono raggiungere l’incredibile numero di 1.000 meteore all’ora (associate di solito alla cometa Tempel-Tuttle).

 

 

Il picco delle Orionidi sarà questo fine settimana, si potranno raggiungere anche le 30 meteore all’ora. Purtroppo siamo anche nel picco dello smog, soprattutto nelle grandi città, per cui se non volete perdervi questo spettacolo – gratis da sempre –  dovrete uscire dai centri abitati, anche perché non ci sarà lei, la guastafeste osservativa per eccellenza: la Luna.

 

I prossimi appuntamenti con gli sciami saranno a novembre con le Leonidi e a dicembre con le Geminidi. Anche se, sinceramente, a dicembre preferisco lo sciame di zucchero a velo dei pandori natalizi.

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