La ragazza ibernata e il rischio etico del non ritorno

Antonio Gurrado

Le domande sull’esistenza dell’invalicabile confine di indimostrabilità. E’ uno dei casi più ingarbugliati della storia, che pone grandi questioni. Vediamone alcune.

Quando si sveglierà, se si risveglierà, JS scoprirà che la sua storia straziante è ancora dibattuta. Questa quattordicenne inglese, affetta da una rara forma di cancro, poco prima di morire ha deciso di venire ibernata nella speranza che, fra qualche secolo, sia stata trovata una cura che le consenta di tornare alla vita e in salute. Essendo minorenne, la scelta ha dovuto essere ratificata da un giudice che, tecnicamente, non ha disposto l’ibernazione ma solo che a decidere fosse la madre, favorevole all’ipotesi. Il padre, dapprima contrario, dopo il divorzio non ha potuto incontrare la ragazza per otto anni e ha acconsentito al solo patto di poter rivedere almeno il cadavere; la madre ha rifiutato. Il corpo è stato ibernato e portato in Michigan, dove ha sede una delle tre ditte dotate di infrastrutture preposte alla crioconservazione umana.

 

 

E’ uno dei casi etici più ingarbugliati della storia, che pone questioni a bizzeffe. Vediamone alcune.

 

Il bene del minore, criterio di scelta dei giudici, va valutato in relativo o in assoluto? Il giudice Jackson ha reputato che la prospettiva del risveglio avrebbe rasserenato gli ultimi giorni di JS, implicando tuttavia che l’ibernazione vada considerata solo come prospettiva consolatoria o illusoria. Dove finisce la discrezionalità del giudice in assenza di una legge? Lo Human Tissue Act del 2004 contempla la crioconservazione di sperma ed embrioni ma non di interi corpi, pertanto non la vieta. A interpretarlo come implicito permesso è stato un togato dal ruolino quanto meno originale (quest’anno ha accluso un emoji a un atto giudiziario), che sarebbe passato inosservato se fosse stato vincolato da una norma o da un precedente. Si può prestare fede a una teoria scientifica la cui verificabilità ricade al di là dell’aspettativa di vita? Ci sono già adulti ibernati ma il momento del loro risveglio è ancora lontano, pertanto non c’è evidenza sperimentale che il processo di crioconservazione sia reversibile. La scienza trae validità dall’analogia o c’è un invalicabile confine di indimostrabilità? La crioconservazione dello sperma è pratica riconosciuta, quella di un intero corpo viene teoricamente considerata una sua estensione ma nei fatti non è stata ancora verificata.

 

Per decidere della scienza può bastare il ragionamento astratto? Secondo il padre di JS, o l'ibernazione fallisce oppure, se riesce, la ragazza risvegliata si ritroverà senza parenti né amici in un altro continente. Secondo Cryonics Institute, ditta che pratica l’ibernazione per quarantamila euro, la scelta è fra sopravvivere forse e morire di sicuro. La mente umana può essere ibernata come il corpo? L’idea che sentimenti e ricordi siano riducibili a connessioni neuronali lascia presagire che li si possa riprodurre, senza tuttavia arrivare al grado di complessità dell’originale. Bisognerà dunque capire se l’individuo risvegliato sarà lo stesso individuo che era stato ibernato o un’altra mente in un corpo identico. Il progresso scientifico è una superstizione? Cryonics Institute dichiara di poter offrire solo la speranza che in futuro sia stato trovato un metodo per rianimare i morti e sconfiggere malattie incurabili. La speranza è dettata dal progresso compiuto dalla scienza, ma che tale progresso possa essere illimitato è un salto logico. Si può abbandonare un destino al condizionamento culturale che ha subito? JS ha deciso dopo mesi di ricerche su internet, della cui affidabilità nessuno può garantire, tanto che il personale medico qualificato che laveva in cura ha formalmente espresso disaccordo. Dopo ore passate a istruirsi online, la ragazza si è invece detta convinta di ritornare fra due secoli. Non sapremo mai chi avrà avuto ragione.

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