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Perché l’Ema perde una causa per l’affitto della sede a Londra e l’Ue paga

L’Agenzia europea del farmaco aveva interrotto il contratto per il suo grattacielo londinese a seguito del trasferimento ad Amsterdam. Ma per i giudici la Brexit non è una giustificazione sufficiente: era prevedibile

21 Febbraio 2019 alle 20:48

Milano vince la prima tornata di votazioni per ospitare la nuova sede dell'Ema

La sede londinese dell'Ema

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha perso una battaglia legale per interrompere un contratto di affitto per il suo grattacielo londinese a seguito del suo previsto trasferimento ad Amsterdam dopo la Brexit. L’Agenzia dovrà pagare l’affitto fino alla scadenza del contratto ovvero fino al 2039 per una somma superiore ai 500 milioni di euro. Nella causa contro il gruppo immobiliare Canary Wharf, dal 2015 del fondo sovrano del Qatar, l’Ema invocava il principio della “frustrazione del contratto” ma l’Alta corte, in una sentenza di 95 pagine, non le ha dato ragione perché il ritiro del Regno Unito non rappresenta un motivo sufficiente a estinguere il contratto perché era un evento prevedibile (in quanto previsto dall’articolo 50 del trattato sull’Unione europea per cui ogni paese può decidere di ritirarsi). Probabilmente ha ragione il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a prevedere che la Brexit sarà un “disastro”. O almeno ne ha avuto un assaggio. Sarà infatti l’Unione europea a dovere pagare l’affitto a Canary Wharf o, meglio, al fondo dell’emiro del Qatar. Inoltre la sentenza può fare scuola perché, da un lato, darà maggiore certezza nei contratti nelle more della Brexit – è cioè possibile sapere con anticipo quali soggetti potranno lasciare la City senza pagare un indennizzo e quali no – e, dall’altro lato perché può funzionare come deterrente a una partenza affrettata da Londra di altre istituzioni. Per l’Italia è forse una relativa consolazione quella di non essersi aggiudicata la sede Ema a Milano, vinta dall’Olanda per un soffio, perché almeno non peserà sulle casse comunitarie dopo questa sentenza. D’altronde i problemi che sta provocando l’Italia gialloverde con minacce continue all’unità continentale, protervia certo ricambiata con parallela scortesia dai paesi alleati, sono già più che sufficienti. Non averne aggiunti altri problemi, tipo una sconfitta legale, è un sollievo molto relativo.

Redazione

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