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Il governo ferma la legge sì vax del Molise

Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Affari regionali, la leghista Erika Stefani, ha deciso di impugnare il testo della Regione che obbliga i bambini a vaccinarsi per iscriversi a scuola

26 Ottobre 2018 alle 19:10

Il governo ferma la legge sì vax del Molise

Una manifestazione no vax (foto LaPresse)

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 25 ottobre, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, la leghista Erika Stefani, ha deciso di impugnare la legge della Regione Molise n. 8 del 12/09/2018. Niente di sconvolgente: succede quasi ad ogni riunione che il governo ritenga una o più leggi regionali a rischio incostituzionalità e le denunci per questo alla Consulta. È una delle prerogative, se non forse la principale, del ministro per gli Affari Regionali.

  

 

A rendere interessante questo stop - e non un altro - è l’argomento trattato dalla legge “bloccata” che si intitola “Disposizioni in merito alle vaccinazioni per i minori di età”,  un tema sul quale il governo gialloverde si è mosso in direzione opposta rispetto a quella dei predecessori.

 

  

La norma approvata a Campobasso (foto sopra) è stata fermata perché, secondo il governo “alcune norme riguardanti gli obblighi di vaccinazione ai fini dell’iscrizione e dell’accesso dei minori d’età alle scuole dell’infanzia e ai servizi educativi per l’infanzia, eccedono dalle competenze regionali” e “intervengono in ambito (...)  di tutela della salute e di profilassi internazionale riservati alle competenze legislative dello Stato (...)”. Sembra una questione tecnica, ma  se si va a leggere il testo della legge molisana ci si accorge che la filosofia è rigidamente pro vax, quindi in contrasto con la linea assunta dal governo sin dal suo insediamento. La legge regionale vieta infatti (all’articolo 1) l’iscrizione ai nidi, ai servizi  per la prima infanzia e alla scuola dell’infanzia ai minori non in regola con gli obblighi vaccinali. È prevista (all’articolo 2) una piccola deroga per chi, seppur non in regola con il calendario vaccinale, abbia iniziato il percorso per l’assolvimento degli obblighi previsti. Diversamente, niente scuola. Il governo ha ricevuto, esaminato e bocciato.

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