Cantone apre alla legalizzazione della cannabis

Adnkrons

Roma, 18 ago.(AdnKronos Salute) - "Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all'idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po' cambiato posizione". Lo ha detto a Radio Radicale il presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, interpellato sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis all'esame della Camera dei deputati per iniziativa dell'intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

Roma (AdnKronos Salute) - "Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all'idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po' cambiato posizione". Lo ha detto a Radio Radicale il presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, interpellato sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis all'esame della Camera dei deputati per iniziativa dell'intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

 

 

Oggi, ammette Cantone "credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità. Questo mi porta ad essere molto più laico". Ma "sarei contrario a una legalizzazione totale - precisa - Le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia, e credo che le droghe pesanti che rendono soldi non si potranno mai legalizzare. Ma c'è questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata e l'altro aspetto è che droghe leggere controllate probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all'assuefazione o al vizio".

 

 

"Questi due argomenti - rimarca Cantone - oggi mi fanno essere su questa proposta di legge molto più laico e per molti aspetti favorevole. Io credo che ci siamo cose su cui la proibizione resta indispensabile: il proibizionismo sulle droghe pesanti è giusto,mentre sulle droghe leggere ci sono questi due argomenti, cioè evitare i contatti con la criminalità organizzata e consentire l'uso di droghe leggere controllate che siano il meno possibile trattate chimicamente e che quindi facciano meno male possibile". Per il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione "questi possono essere argomenti che con una vendita controllata e quindi in qualche modo limitata potrebbero dare un senso" alla proposta nata per iniziativa dell'intergruppo capitanato da Della Vedova.