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di Camillo Langone

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Preghiera

Il masochismo di chi va contro gli eccellenti pittori italiani

Curatori e artistini sottomessi hanno esultato alla notizia dell’esclusione di alcune opere italiane dagli spazi della Biennale: "Giusto così, fustigateci ancora"

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31 MAR 26
Immagine di Il masochismo di chi va contro gli eccellenti pittori italiani

Foto ANSA

C’è un’arte viva e grande in Italia. Grande anche per dimensioni. L’ho potuto verificare in questi giorni, risalendo il Bel Paese. Ho ammirato il “Ritrovamento del corpo di Pasolini” di Nicola Verlato (olio su tela, 380x300 cm) al castello Carlo V di Lecce, poi “L’eco della Sibilla” di Omar Galliani (matita su tavola, 315x600 cm) alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, infine “Dolomiti” di Silvia De Bastiani (acquerello intelaiato, 230x450 cm) alla Fabbrica del Vapore di Milano. Tre opere titaniche e magnifiche, sanamente ambiziose, realizzate di recente, che nei vasti spazi della Biennale avrebbero fatto la loro figura, se l’esterofila rassegna fosse appena meno ostile alla pittura italiana ovvero all’arte italiana ovvero all’Italia.
Purtroppo c’è anche un’arte minuscola, curatori e artistini sottomessi che, alla notizia dell’esclusione, hanno masochisticamente approvato: giusto così, noi italiani siamo piccoli e bianchi, non siamo all’altezza, non ci meritiamo nulla, fustigateci ancora. Gli eccellenti pittori che ho appena citato sono in effetti bianchi, e questo alla Biennale è un handicap, ma piccoli non lo sono per niente. Sono anzi giganti, circondati da nani. Prego sia i patrioti sia gli esteti di prestar loro attenzione.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).